Chiesa di San Luigi (Darmstadt)

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Chiesa di San Luigi
Darmstadt St Ludwig.jpg
Darmstadt, chiesa cattolica di San Luigi
StatoGermania Germania
LandAssia
LocalitàDarmstadt
ReligioneCattolica
TitolareSan Luigi di Francia
Diocesi Magonza
ArchitettoGeorg Moller
Stile architettoniconeoclassico
Inizio costruzione1822
Completamento1827
Sito webwww.st-ludwig-darmstadt.de/

Coordinate: 49°52′04.91″N 8°39′08.49″E / 49.868031°N 8.652358°E49.868031; 8.652358

San Luigi è la principale chiesa cattolica di Darmstadt. La sua caratteristica cupola si eleva sopra il centro cittadino al termine del boulevard Wilhelminenstraße. Popolarmente, la Ludwigskirche è anche detta "Kääsglock“, ossia "campana di formaggio".

Nel 2015 la parrocchia contava circa 5 000 cattolici.

Storia dell'edificio[modifica | modifica wikitesto]

La Ludwigskirche fu costruita dal 1822 al 1827 su progetto di Georg Moller (autore del Ludwigsmonument) come prima chiesa cattolica nell'Assia-Darmstadt dopo la Riforma protestante.

L'articolo 47 del Congresso di Vienna attribuì al Granducato d'Assia nel 1815-'16 altre zone, tra cui Alzey, Worms, Bingen e Magonza, cioè il territorio noto come Assia Renana, e in tal modo la protestante Darmstadt si trovò capitale di uno stato sovrano che abbracciava numerosi cittadini cattolici. Il granduca Luigi I incaricò il suo architetto capo Georg Moller di erigere una chiesa rappresentativa a Darmstadt. L'edificio corrispondente ad un Pantheon doveva essere dedicato allo spirito dell'illuminismo e della tolleranza religiosa deo uno (al solo Dio — come nella dedica sopra al portale fino al 1944) al di là di ogni angustia nominale. Il granduca mise a disposizione il terreno per la costruzione sul Riedelsberg in una posizione ben visibile e una sostanziosa somma di denaro.

Interno della chiesa

A causa delle (comunque) insufficienti risorse finanziarie si riuscì a realizzare una costruzione con cupola centrale, al posto del progetto iniziale di una basilica con soffitto a volta, con tre entrate a colonna, un coro sopraelevato, due torri e un portico superiore con archi.[1]

Il 19 febbraio 1827, quindicesimo anniversario del matrimonio del granduca Luigi I con la principessa Luisa d'Assia-Darmstadt, cinque anni dopo l'avvio dell'edificazione, si poté consacrare la nuova chiesa. In onore del granduca, essa fu intitolata a san Luigi di Francia. La piccola comunità cattolica non apprezzò molto la scelta estetica dell'imponente luogo di culto a forma di tempio, con interni assai minimalisti.

Nella notte dell'incendio dell'11 settembre 1944, la chiesa di S. Luigi fu distrutta, salvo le mura esterne e il colonnato. Nel 1951 fu allestita una copertura di emergenza per il vestibolo e per l'altare. La ricostruzione della cupola fu completata nel 1955.[2] I capitelli distrutti furono ripristinati tra il 1975 e il 1977. Negli anni tra il 1993 ed il 1995 fu rifatta la copertura della cupola e vi fu un restauro esterno. Ma solo il restauro degli interni e dell'altare, tra il 2002 e il 2005, restituì la sontuosa brillantezza dell'originaria idea classicistica.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

San Luigi di notte

Il Pantheon di Roma fu preso a modello per questa costruzione classicista con una riduzione totale di un quinto. La pianta centrale alta 35 m consiste di un cilindro dal diametro di 43,2 m con la sommità semisferica. L'entrata enfatizza le dimensioni colossali con un timpano. Il portico, di cui al progetto originale di Moller, non fu realizzato. Una fila circolare di paraste, insistenti su un alto basamento, divide la facciata, che è quasi del tutto priva di aperture. I capitelli delle paraste reggono un'alta trabeazione a doppio braccio, che termina in una fascia decorata con motivi a rotolo.

Cupola[modifica | modifica wikitesto]

La cupola, che poggia su una corona interna di 28 colonne corinzie rivestite di scagliola, ha un diametro di 33 m. Nelle parole di Goethe, la risurrezione del Signore è celebrata, poiché essi stessi risuscitarono da basse case di misere stanze, e dalle strade di opprimente angustia, e secondo il Salmo 18:20: mi hai portato all'aperto. Tu rendi luminosa la mia oscurità. In origine la cupola fu costruita nel 1827 come una struttura di legno con copertura spiovente. L'interno era dipinto a cassettoni.

Con i suoi 33,5 m di apertura era la più grande cupola lignea in Germania. Raggi in quercia semplici e a doppio anello radiale assorbivano la pressione circolare e le forze tensive della cupola e assicuravano la tenuta spaziale.[3]

La ricostruzione nel 1954 fu il risultato dei progetti del viennese Clemens Holzmeister, con una struttura in acciaio rivestita di rame. Il tetto della rotonda fu sostituito da una copertura piatta munita di attico.

Apertura per la luce[modifica | modifica wikitesto]

Oculo della cupola

Come avviene con l'oculo del Pantheon romano, la luce naturale scende solo attraverso un'apertura circolare larga nove metri sulla cupola, schermata da una finestra trinitaria opera dello scultore austriaco Rudolf Hoflehner, simboleggiante la illuminante intrusione del divino nel mondo. Nella rappresentazione plastica, il blu dell'occhio divino (Padre) si unisce con il blu della cupola, il rosso della croce (Figlio) con il rosso della rotonda, ed il giallo della colomba (Spirito) con i campi rastremati della cupola.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La contraddizione tra il concetto religioso illuministico di Moller e il punto di vista cattolico in fatto di liturgia portò presto a modifiche di vario genere.[2] I primi cambiamenti all'interno furono apportati nel 1834, e nel 1841 fecero seguito ricostruzioni e adattamenti di coro, pulpito e oratorio. Tra li 1909 ed il 1910 ebbe luogo una ristrutturazione più generale. Sull'altare principale si trova una lastra in arenaria lunga 4 m ed un angelo a mosaico sul muro posteriore. Sono entrambe opere del tardo XX secolo e il mosaico del 1960 si deve all'artista viennese Clarisse Schrack-Praun. La rielaborazione cromatica con intensi rossi e blu sulla cupola e sui muri è diventata la cifra stilistica dominante dopo il 2005. Degne di nota le stazioni della Via Crucis realizzate nel 1905 dai fratelli Wilhelm e Franz Albermann.

Stazioni della Via Crucis

Alcuni membri cattolici della casa di Assia-Darmstadt sono sepolti nella chiesa di San Luigi: la granduchessa Matilde († 1862) a destra e il principe Federico d'Assia-Darmstadt († 1867) a sinistra. Sul lato destro nel 1955 fu installato un ritratto del professore viennese Andreae. Nel 2009 arrivò il pezzo artistico più sorprendente, la acquasantiera opera dell'artista di Habitzheim Schorsch Wolf.

Zona dell'altare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 lo scultore tedesco Elmar Hillebrand creò la nuova isola dell'altare, circondata da un banco per la comunione, la cui mensa (il piano dell'altare) poggia su una menorah ebraica. I sette bracci di quel candelabro richiamano i sette sacramenti che compaiono anche sullo schienale degli scranni del coro. L'altare è ancora avvolto da dodici simboli metallici in rilievo, inscritti nel pavimento di marmo, che rappresentano le dodici tribù di Israele. Vi è anche un riscontro con i dodici riquadri dell'altare, in cui sono incisi i nomi degli apostoli. All'apice si trova la croce che la scultrice austriaca Annelie Kremer creò nel 2007.[4]

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1823 Gottlieb Dietz allestì il primo organo con 34 registri. Lo strumento, danneggiato nel 1944, fu sostituito nel 1955 da Förster & Nicolaus Orgelbau con un organo a due tastiere e 20 registri. Nel 2005 l'organaro Claudius Winterhalter (Oberharmersbach) ne realizzò uno nuovo a 43 registri in stile romantico francese.[5] Il 17 settembre 2005 ricevette l'ordinazione liturgica dal vescovo ausiliario Werner Guballa.

I Grand-Orgue C–a3
1. Bourdon 16′
2. Montre 8′
3. Flûte harmonique 8′
4. Gambe 8′
5. Préstant 4′
6. Flûte creuse 4′
7. Doublette 2′
8. Fourniture IV/V 2′
9. Cornet V (ab g0) 8′
10. Bombarde 16′
11. Trompette 8′
12. Clairon en chamade 4′
II Positif C–a3
13. Montre 8′
14. Salicional 8′
15. Cor de nuit 8′
16. Flûte allemande 8′
17. Préstant 4′
18. Flûte douce 4′
19. Nazard 22
20. Quarte de Nazard 2′
21. Tièrce 13
22. Plein Jeu IV 11
23. Cromorne 8′
Tremblant
III Récit expressif C–a3
24. Quintaton 16′
25. Diapason 8′
26. Flûte traversière 8′
27. Bourdon 8′
28. Viole de Gambe 8′
29. Voix céleste (ab c0) 8′
30. Flûte octaviante 4′
31. Viole 4′
32. Octavin 2′
33. Trompette harmonique 8′
34. Basson-Hautbois 8′
35. Clairon 4′
Tremblant
Pédale C–g1
36. Bourdon 32′
37. Montre 16′
38. Soubasse 16′
39. Basse 8′
40. Violoncelle 8′
41. Flûte 4′
42. Bombarde 16′
43. Trompette 8′
  • Accoppiamento: II/I, III/I, III/II, III 16’/I, I/P, II/P, III/P, III 4’/P
  • Aiuti di suono: 512 combinazioni

Obelisco di Alice[modifica | modifica wikitesto]

Obelisco di Alice

All'esterno della chiesa, un obelisco ricorda la granduchessa Alice, figlia della Regina Vittoria e moglie di Luigi IV d'Assia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Landesamt für Denkmalpflege Hessen (Hrsg.): Stadt Darmstadt. Kulturdenkmäler in Hessen. Denkmaltopographie Bundesrepublik Deutschland. Friedr. Vieweg, Braunschweig 1994, ISBN 3-528-06249-5, S. 146.
  • Michael Groblewski: St. Ludwig in Darmstadt; Von der Pantheonidee zur Kirche am Berg. Verlag Schnell & Steiner GmbH, Regensburg 2005, ISBN 3-7954-1773-2.
  • Steiner Kunstführer Nr. 390: St. Ludwig Darmstadt. Verlag Schnell & Steiner GmbH, Regensburg, 4. neu bearbeitete Auflage 2005, ISBN 3-7954-4256-7.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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