Chiesa di San Josemaria Escrivà

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Chiesa di San Josemaría Escrivá
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Josemaria Escrivà
OrdineOpus Dei
Diocesi Roma
Consacrazione10 marzo 1996
ArchitettoSantiago Hernandez
Inizio costruzione1994
Completamento1996
Sito webSito della parrocchia

Coordinate: 41°50′16.23″N 12°29′29.63″E / 41.837843°N 12.491565°E41.837843; 12.491565

La chiesa di San Josemaría Escrivá è una chiesa di Roma, nel quartiere Ardeatino, in largo Josemaría Escrivá.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Essa vede la luce all'indomani della beatificazione di Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei (17 maggio 1992): in quell'occasione il prelato generale dell'Opera, Álvaro del Portillo, presentò al papa alcuni progetti ed idee per la costruzione di una nuova chiesa a Roma, dedicata al nuovo beato. I progetti definitivi dell'edificio sacro furono realizzati dall'architetto Santiago Hernandez. I lavori di costruzione iniziarono nel 1994 (è di quell'anno la posa della prima pietra ad opera del cardinale Camillo Ruini, il 15 maggio) e si conclusero due anni dopo: lo stesso pontefice Giovanni Paolo II consacrò solennemente la nuova chiesa il 10 marzo 1996.

La chiesa è sede parrocchiale, eretta dal cardinale vicario Camillo Ruini il 9 novembre 1992 ed affidata all'Opus Dei.

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si presenta esternamente completamente rivestita in mattoni a vista e travertino. È preceduta da un ampio sagrato in porfido, circondato da una cancellata e decorato da alberi ed aiuole. La facciata con portico è sormontata da un timpano, al centro del quale è collocata una Sacra famiglia in travertino, opera dello scultore Romano Cosci. Ai lati della porta d'ingresso principale vi sono: la lapide a ricordo della solenne consacrazione; e la prima pietra dell'edificio. La facciata è affiancata da un campanile, su di un lato del quale vi è un'opera scultorea del Cosci raffigurante un Angelo.

All'interno, la chiesa è ad un'unica navata, che converge verso l'altare maggiore e la grande pala che lo sovrasta, al centro del quale è posto il tabernacolo. Il pavimento è in granito e le pareti rivestite in travertino; il soffitto si presenta a cassettoni con pannelli colorati. L'altare maggiore è in marmo; vi sono inseriti i simboli dei quattro evangelisti ed il reliquiario del santo titolare della chiesa.

La grande pala d'altare, opera dello spagnolo Armando Pareja, è composta da otto dipinti su tela incollata su legno. I sei pannelli laterali rappresentano diversi episodi evangelici: l’Annunciazione, la visitazione di Maria a santa Elisabetta, l’adorazione dei Magi, la fuga in Egitto della Santa Famiglia, Gesù tra i dottori del Tempio ed una scena di lavoro nella bottega di Giuseppe. I due dipinti centrali raffigurano: la Trinità in gloria, san Josemaria con la Madonna e san Giuseppe ed angeli; e la Crocifissione. La pala poggia su un'alta base in legno, composta da diciotto pannelli, ove sono inseriti simboli e giaculatorie di contenuto mariano. Al centro della pala è inserito il tabernacolo, una teca dorata, sopra la quale è rappresentata l’Annunciazione.

A sinistra dell'altare maggiore è posto il battistero in travertino, con un dipinto del Pareja raffigurante il Battesimo di Gesù. La navata della chiesa è ancora abbellita da una statua in gesso policromo raffigurante la Madonna del Carmelo, da quattordici pannelli bronzei della Via Crucis del Cosci e da quattro affreschi nella parete di fondo della chiesa. Lungo la parete sinistra della navata si trova l'organo a canne Pinchi opus 408, costruito nel 1996; in corpo unico e a trasmissione integralmente meccanica, dispone di 18 registri su due manuali e pedale per un totale di 1222 canne.[1]

Annessa alla chiesa è la cappella feriale dedicata ai santi Pietro e Paolo, raffigurati da due dipinti ai lati dell'altare. Di notevole effetto decorativo è la piccola abside, che sovrasta l'altare ed il tabernacolo, decorata a mosaico, con la raffigurazione della Incoronazione della Vergine Maria affiancata da santi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chiesa del Beato Josè Maria Escrivà - Roma - Italy - Opus 408, su pinchi.com. URL consultato il 20 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2000).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, p. 169

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