Chiesa di San Giacomo in Augusta

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Chiesa di San Giacomo in Augusta
Benfoto-Roma2013-353.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareGiacomo il Maggiore
Diocesi Roma
ArchitettoCarlo Maderno
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1592
Completamento1602
Sito webSito della Parrocchia

Coordinate: 41°54′27.97″N 12°28′38.24″E / 41.90777°N 12.47729°E41.90777; 12.47729

Chiesa di San Giacomo in Augusta

La chiesa di San Giacomo in Augusta è un luogo di culto cattolico di Roma, sito nel rione Campo Marzio, in via del Corso 499, annessa all'ospedale omonimo (detto anche "San Giacomo degli Incurabili).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ospedale di San Giacomo degli Incurabili.

La struttura iniziale era una piccola cappella dedicata a San Giacomo apostolo costruita dalla famiglia Colonna nell'anno 1347, pochi anni dopo la primitiva fondazione dell'attiguo Ospedale di San Giacomo in Augusta, detto degli Incurabili (risalente al 1339) perché dedito al ricovero dei malati di malattie non curabili negli altri ospedali romani. Il complesso di ospedale e chiesa si chiamò in Augusta per la vicinanza del Mausoleo di Augusto: in esso, dopo esser stato elevato ad Arcispedale nel 1515 da papa Leone X, fu curato san Camillo de Lellis, che in seguito proprio qui fondò l'ordine dei Camillani, dedito alla cura degli infermi.

Nel 1579 iniziò l'integrale ricostruzione dell'ospedale e delle strutture annesse ad opera del cardinale Anton Maria Salviati. Nel 1592 lo stesso cardinale iniziò anche la totale ricostruzione della chiesa di san Giacomo nelle forme rinascimentali[1] ancora oggi visibili.

Nel XVI secolo, la progettazione dei lavori di ricostruzione venne affidata all'architetto Francesco Capriani da Volterra, cui subentrò nel 1598, dopo la sua morte, Carlo Maderno che terminò i lavori nel 1602. Nella chiesa trovò sepoltura anche il cardinal Salviati.

Il 1 novembre 1824 Leone XII eresse la chiesa a parrocchia del rione. Durante il biennio della Repubblica romana del 1849, la chiesa fu trasformata in stalla e perse gran parte delle opere e dell'arredo originale, che vennero bruciati dai rivoltosi in piazza del Popolo.

Il restauro successivo, voluto da Pio IX e operato da Gaetano Morichini tra il 1861 e il 1863, interessò l'intera chiesa che venne ritinteggiata, mentre la volta venne affrescata e venne posato il pavimento marmoreo. Un altro intervento del 1912 interessò l'ex battistero, a sinistra dell'ingresso.

La chiesa dal 2014 è sede del titolo cardinalizio di "San Giacomo in Augusta"[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa presenta due campanili gemelli ai lati dell'abside, soluzione non comune a Roma, opera di Carlo Maderno, così come l'armonica facciata. Questi sono visibili dal cortile interno del complesso. Il portale di ingresso si affaccia su via del Corso, elegantemente incorniciato dalle estremità dei due bracci simmetrici dell'ex ospedale di San Giacomo.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è a pianta ellittica con tre cappelle per ciascun lato.

L'altare maggiore è posto di fronte al portale di accesso affacciato su via del Corso. Tale altare è opera di Carlo Maderno, eretto con marmi provenienti dal vicino Mausoleo di Augusto; la pala d'altare è opera di Francesco Grandi (1831-1891) e rappresenta la Santissima Trinità.

La volta, affrescata nel XIX secolo da Silverio Capparoni, raffigura la Gloria di san Giacomo.

Lato destro[modifica | modifica wikitesto]

Sull'altare della prima cappella a destra vi è la"Resurrezione" del pittore manierista Giuseppe Passeri del Pomarancio.

Nella seconda cappella, detta della Madonna dei Miracoli, vi sono:

Nella terza cappella sono visibili Il battesimo di Gesù di Domenico Cresti, detto il Passignano, l'Ultima cena di Giovanni Battista Ricci, La storia di Melchisedec e Storia della Manna nel Deserto dipinti da Vespasiano Strada.

Lato sinistro[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima cappella a sinistra, intitolata a Graziani, vi è l'"Adorazione dei Pastori" di Antiveduto Gramatica.

La seconda cappella a sinistra, dedicata a San Giacomo, ospita una statua del santo di Ippolito Buzio.

La terza cappella a sinistra, eretta da Donna Vittoria Tolfia, madre del papa Paolo IV, ha diverse opere di Francesco Zucchi.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria di destra dell'abside si trova l'organo a canne, costruito dalla famiglia Borghese tra il 1655 e il 1666 e successivamente più volte modificato ed ampliato; ha 14 registri su unico manuale e pedale ed è a trasmissione meccanica.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zocca, p. 519.
  2. ^ Lettera apostolica Purpuratis Patribus, su w2.vatican.va. URL consultato il 27 gennaio 2020..
  3. ^ Andrea Panfili, L'organo della chiesa di San Giacomo, sangiacomoroma.blogspot.com. URL consultato l'11 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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