Chiesa di San Giacomo dall'Orio

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Coordinate: 45°26′24.48″N 12°19′38.65″E / 45.440133°N 12.327403°E45.440133; 12.327403

Chiesa di San Giacomo dall'Orio
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Giacomo il Maggiore
Diocesi Patriarcato di Venezia
Inizio costruzione 1225

La chiesa di San Giacomo dall'Orio è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Santa Croce.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel IX secolo, è una delle chiese più antiche di Venezia. Piuttosto incerta l'etimologia: secondo alcuni derivante da una famiglia Orio, secondo altri da luprio, palude (e infatti l'isola era circondata da una zona paludosa poi bonificata) secondo altri ancora da un riferimento all'antistante rio, verso cui è rivolta la facciata (dal rio). Secondo il Lorenzetti l'origine del nome sarebbe legata al fatto che l'isola in cui venne edificata la chiesa era infestata dai lupi, da cui de lupio o de lupao poi storpiata in dall'Orio, oppure sia un riferimento a un albero di alloro (lauro) probabilmente situato vicino alla chiesa stessa[1]. Venne riedificata nel 1225 a cura delle nobili famiglie Badoer e Da Mula e rimaneggiata nel periodo gotico, tra il XV e il XVI secolo.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'interno della chiesa

L'interno è caratterizzato dalla compresenza di vari stili architettonici, legati agli interventi susseguitesi nel corso del tempo: della costruzione duecentesca rimane la torre campanaria e la pianta basilicale a tre navate, mentre la copertura "a carena di nave" è di impronta gotica e le decorazioni dell'altare maggiore e della navata centrale sono lombardesche. In particolare, il soffitto utilizza le tecniche di costruzione navali tipiche dell'Arsenale di Venezia.

Alla parete dell'ingresso si trova l'organo con tre dipinti cinquecenteschi attribuibili ad Andrea Schiavone, la Disputa di Gesù, la Chiamata degli Apostoli e il Martirio di San Giacomo, più altri due dipinti dello stesso autore ai lati della porta raffiguranti i Profeti. Dopo la Sacrestia Nuova, si trova la Cappella del Sacramento, risalente alla seconda metà del XVI secolo e successivamente ristrutturata nel 1753, nella quale si trovano dipinti di Alessandro Varotari (Gli Evangelisti), Tizianello (La flagellazione), Giulio Del Moro (Ecce Homo) e Jacopo Palma il Giovane (La salita al Calvario e La deposizione nel Sepolcro). Gli affreschi della cupola, ornata con decorazioni a stucco, risalgono alla ristrutturazione settecentesca e sono attribuiti a Jacopo Guarana.

La pala dell'altare maggiore raffigurante La Vergine col Putto fra i Santi Andrea, Giacomo, Cosma e Damiano, più nota come Pala di San Giacomo dell'Orio, è opera di Lorenzo Lotto, eseguita nel 1546. Nella cappella dell'abside si trovano altri dipinti di scuola veneziana e il dipinto su tela L'Addolorata di Lorenzo Gramiccia.

Dopo la Sacrestia Vecchia, si trova la Cappella di San Lorenzo, decorata da una Vergine in gloria e Santi, del XVIII secolo, San Lorenzo benefica i poveri - Martirio del Santo, opera giovanile di Jacopo Palma il Giovane e sopra l'altare la pala Madonna e Santi attribuita a Giovanni Battista Pittoni. A lato della cappella si trova il battistero e subito a fianco, sulle pareti, un altro lavoro di Palma il Giovane (Cristo confortato dall'angelo) e la Presentazione della Vergine al tempio di Francesco Zugno.

Le opere più importanti sono conservate nelle sacrestie, in particolare nella Sacrestia Nuova a lato del presbiterio sono conservate opere di Paolo Veronese: Allegoria della Fede, al centro del soffitto, i Quattro Dottori della Chiesa ai lati e la pala San Lorenzo, San Giuliano e San Prospero, datata 1573 e originariamente usata come pala per l'altare della cappella di San Lorenzo. Sovrasta la porta della sacrestia il quadro San Sebastiano fra San Rocco e San Lorenzo di Giovanni Buonconsiglio, opera eseguita tra il 1498 e il 1500 che in precedenza ornava l'altare della chiesa di San Sebastiano. Sono presenti infine due tele di Francesco Da Ponte, La predicazione del Battista e La Vergine in gloria con San Giovanni e San Nicolò, una Cena di Emmaus del primo Cinquecento e una piccola Crocifissione di Palma il Giovane e un intaglio in legno dorato su fondo blu anch'esso risalente al primo Cinquecento. Completa la decorazione della sacrestia, sopra all'ingresso esterno, un altro quadro della scuola del Veronese raffigurante L'ultima cena.

Anche nella Sacrestia Vecchia sono presenti diverse tele di Jacopo Palma il Giovane, databili al 1575: La Vergine e i Santi, Il castigo del Serpente, La raccolta della manna, Elia e un angelo, Sacrificio ebraico pasquale, Il passaggio del Mar Rosso e al soffitto L'Eucarestia adorata dai quattro Evangelisti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Edizioni Lint Trieste, ristampa 1974, pag. 604

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, ristampa 1974, Edizioni Lint Trieste, pagg. 604-606

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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