Chiesa di San Giacomo (Chiavari)

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Chiesa di San Giacomo di Rupinaro
Chiavari-chiesa san giacomo.JPG
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàChiavari
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
DiocesiChiavari
Inizio costruzioneVIII secolo
CompletamentoIX secolo
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 44°19′08.68″N 9°19′21.45″E / 44.319078°N 9.322625°E44.319078; 9.322625

La chiesa di San Giacomo è un luogo di culto cattolico di Chiavari, situato in piazza San Giacomo. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Chiavari-Lavagna della diocesi di Chiavari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sita nella piazza omonima nel quartiere di Rupinaro la parrocchiale, denominata anticamente "Sancti Jacobi de Arena",[senza fonte] in quanto affacciata sulla spiaggia, fu eretta all'esterno delle mura del borgo medievale di Chiavari intorno al Mille.

VI si insediarono ben presto gli Ospitalieri di San Giovanni, che tenevano qui un ospedale (non più esistente) e che all'inizio del XIV secolo cedettero il giuspatronato della chiesa alla famiglia Vignolo, che lo tenne fino alla prima metà del Quattrocento. La concessione era probabilmente legata all'aiuto che il chiavarese Vignolo de' Vignoli, ammiraglio dell'imperatore bizantino, aveva fornito agli Ospitalieri per insediarsi a Rodi dopo essere stati scacciati da Acri.

Trovandosi fuori dalle mura del borgo, e quindi non protetta, la chiesa fu oggetto nel tempo di distruzioni e saccheggi; il più noto è quello avvenuto nell'agosto del 1331 per opera dei pirati Catalani.

I Cavalieri ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme ressero la precettoria di Rupinaro fino al 1799, quando, con l'avvento della Repubblica Ligure di stampo rivoluzionario, furono aboliti gli ordini religiosi e confiscati i loro beni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La forma attuale è risalente al 1637, presentando una facciata in stile moderno realizzata nel 1938; l'adiacente campanile fu eretto nel XVIII secolo. Al suo interno, ad unica navata, è presente l'altare maggiore con ancona in marmo ad opera dello scultore Francesco Schiaffino; la cantoria in stile barocco è decorata da undici tele raffiguranti episodi di vita dell'apostolo Giacomo di Giovanni Battista Carlone.

Altri due dipinti, il Dic ut sedeant e il Cristo che chiama alla sua sequela Giacomo e Giovanni sono opera del pittore Sebastiano Galeotti del XVII secolo.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne, costruito nel 1975 dalla ditta organaria F.lli Marin di Genova Bolzaneto.

Lo strumento, racchiuso entro una cassa lignea aperta in cinque campate, mostra in facciata 33 canne disposte nelle cinque campate con una cuspide ciascuna. La consolle dello strumento, a trasmissione elettro-pneumatica, è collocata in navata con due tastiere di 61 tasti ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 27 pedali.

L'organo attuale sostituisce quello costruito nel 1858 da Lorenzo Paoli, a sua volta successivo a uno strumento costruito nel 1793 da Luigi Ciurlo-Roccatagliata, ma la chiesa risulta dotata di un organo funzionante già nel 1710.

Di seguito, la sua disposizione fonica[1]:

Grand'organo
Ripieno 4 file
Decimaquinta 2'
Decimaseconda 2.2/3'
Ottava 4'
Principale 8
Principale 16'
Gamba 8'
Dulciana 8'
Voce umana S. 8'
Flauto S. 8'
Flautino 4'
Cornetto S. 8'
Corno inglese 8'
Tromba 8'
Espressivo
Principalino 8'
Ottava 4'
Pienino 3 file
Bordone 8'
Viola 8'
Flauto 4'
Coro violini 8'
Oboe 8'
Voce corale 8'
Tremolo
Pedale
Controbasso 16'
Basso armonico 8

Feste e devozione[modifica | modifica wikitesto]

Le due ricorrenze principali della parrocchia sono legate a san Giacomo (25 luglio) e a Nostra Signora di Caravaggio (26 maggio); quest'ultima viene festeggiata più solennemente, ogni 5 anni, con la processione per le vie della parrocchia. In parrocchia era anche presente il culto verso la Madonna di Pompei.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Macera, D. Merello, D. Minetti, Gli organi della Diocesi di Chiavari, Recco, Fondazione Cassa di risparmio di Genova e Imperia, 2000, p. 77-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

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