Chiesa di San Francesco d'Assisi (Brescia)

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Chiesa di San Francesco d'Assisi
Brescia S. Francesco facciata by Stefano Bolognini.JPG
La facciata del tempio
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàBrescia-Stemma.png Brescia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Brescia
Stile architettonicoromanico-gotico
Completamento1265

Coordinate: 45°32′17.29″N 10°12′54.06″E / 45.538136°N 10.215016°E45.538136; 10.215016

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La chiesa di San Francesco d'Assisi di Brescia sorge su un terreno donato dal comune di Brescia ai frati francescani, come ringraziamento per aver pacificato dei dissidi interni al comune[1]. Alla chiesa è affiancato un antico convento francescano risalente al Trecento,[2] da sempre abitato dai Frati Minori Conventuali, e sede del loro Postulato per il Nord Italia.

Affreschi trecenteschi
Altare di san Girolamo
Discesa dello Spirito Santo (Romanino)
Sposalizio della Vergine (Francesco Prata da Caravaggio)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I lavori di costruzione terminarono nel 1265, ma la chiesa non venne affrescata fino ai primi del Trecento.

Dal 1400 la chiesa venne arricchita con 5 altari, di cui due realizzati dal Moretto e dal Romanino, in mezzo ai quali sono stati trovati resti di affreschi medioevali raffiguranti il Giudizio Universale e la Pietà [2].
Successivamente vennero ultimati i lavori di abbellimento del presbiterio, e dal 1500, in pieno Rinascimento, venne realizzata nella navata sinistra la cappella dell'Immacolata.

Con l'avvento dei francesi nel 1797 la chiesa e il convento annesso subirono una fase di decadenza nella quale vennero distrutti archivi e vennero rovinati molti ambienti tra cui una biblioteca[1], e solo nel 1839, grazie all'architetto bresciano Rodolfo Vantini, la chiesa fu oggetto di lavori di ammodernamento, assumendo qualche elemento neoclassico[1].

Nel 1928 i frati minori tornarono ad abitare sia il convento che la chiesa, e grazie a vari restauri riuscirono a recuperare antichi patrimoni artistici[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del rosone

La facciata, di stile romanico-gotico, restaurata nel 1839 da Rodolfo Vantini, è divisa in tre parti tutte in pietra grossa, mentre la parte superiore della facciata è formata da una decorazione in cotto. La sezione centrale è caratterizzata dall'ampio portale, sopra il quale è presente un maestoso rosone, in pietra bianca e vetro.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa è diviso in tre navate da dodici colonne in pietra.

Nella navata di sinistra vi sono sette cappelle, di cui le più famose ed importanti sono sicuramente quelle dedicate all'Immacolata e alla Santissima Trinità, contenente affreschi di Giovan Francesco Gaggini da Bissone.

Nella navata di destra sono presenti sette altari, tra i quali i più notevoli sono:

La lunga navata centrale porta verso l'altare maggiore, di carattere gotico, arricchito da una grande pala opera del Romanino raffigurante la Madonna e santi francescani (Francesco d'Assisi, Antonio da Padova, Bonaventura, Ludovico di Tolosa e Bernardino da Siena), e dal coro intarsiato.

Nella sesta dalla controfacciata, dedicata al Sacro Cuore, è conservato il monumento funebre di Gaspare Brunelli realizzato nel 1500 da Gasparo Cairano[4]. Sotto l'altare maggiore si trova invece l'Adorazione Caprioli, sempre opera di Gasparo Cairano e proveniente dalla chiesa di San Giorgio.

Inoltre non è da sottovalutare la presenza di due chiostri , dei quali uno piccolo risalente alla fine del '200 (appartenente ad una precedente costruzione della chiesa) con affreschi di autori che in quel periodo lavoravano per il Duomo Vecchio, e l'altro grande con i capitelli delle colonnine dallo stile composito-medioevale e la struttura degli spazi rinascimentale e un pozzo in pietra veronese decorata al centro del prato quadrangolare.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa vi è un organo Balbiani-Vegezzi-Bossi[5], costruito nel 1950 in sostituzione di quello distrutto durante il bombardamento del 1945 ed ampliato con quattro nuovi registri nel 2000 dalla stessa ditta. Le canne sono suddivise in due corpi distinti: quelle del Grand'Organo (II tastiera) e del Pedale sono in un vano che si apre con un arco a sesto acuto sull'ultima campata della navata destra; quelle del Positivo e del Recitativo (rispettivamente I e III tastiera), sono invece dietro l'altar maggiore; lo strumento, che è a trasmissione elettrica, ha la seguente disposizione fonica:

Prima tastiera - Positivo Espressivo
Principalino 8'
Flauto Concerto 8'
Salicionale 8'
Clarabella 4'
Nazardo 2.2/3'
Flautino 2'
Terza 1.3/5'
Voce celeste 8'
Clarino 8'
Cornetto
Sesquialtera
Tremolo
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Diapason 8'
Principale 8'
Flauto 8'
Gamba 8'
Dulciana 8'
Flauto a camino 4'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Decimanona 1.1/3'
Ripieno Grave
Unda Maris 8'
Tromba 8'
Tremolo
Terza tastiera - Espressivo
Eufonio 8'
Bordone 8'
Viola 8'
Concerto Viole 8'
Principalino 4'
Ottava 2'
Ripieno
Oboe 8'
Voce Corale 8'
Tremolo
Pedale
Basso Acustico 32'
Contrabbasso 16'
Violone 16'
Subbasso 16'
Basso 8'
Cello 8'
Bordone 8'
Fagotto 16'
Tromba 8'
Tremolo

Il tesoro[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa conserva un importante tesoro, non esposto al pubblico, composto da vari oggetti liturgici antichi legati alla storia del monastero. Spicca, all'interno della collezione, la Croce di San Francesco, grande opera di oreficeria di inizio Cinquecento di Giovanni Francesco delle Croci[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Storia della chiesa e del convento di San Francesco a Brescia, su intelligenza.it. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2008).
  2. ^ a b Comune di Brescia - Chiesa di San Francesco d'Assisi [collegamento interrotto], su comune.brescia.it. URL consultato il 29 settembre 2009.
  3. ^ Zani, pp. 125-126.
  4. ^ Zani, p. 120.
  5. ^ Fonte, da Organibresciani.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  6. ^ Begni Redona, pag. 82-83

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pier Virgilio Begni Redona, Croce processionale di San Francesco in AA.VV., Nel lume del Rinascimento, catalogo della mostra, Edizioni Museo diocesano di Brescia, Brescia 1997
  • Vito Zani, Gasparo Cairano, Roccafranca, La Compagnia della Stampa, 2010.

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