Chiesa di San Fantin

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Coordinate: 45°26′01.92″N 12°20′02.76″E / 45.433868°N 12.3341°E45.433868; 12.3341

Chiesa di San Fantin
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Diocesi Patriarcato di Venezia

La chiesa di San Fantin (adattamento veneziano di "San Fantino") è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di San Marco, di fronte al Gran Teatro La Fenice e di fianco all'Ateneo Veneto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo le fonti antiche, la chiesa avrebbe origini molto antiche. Alcuni collocano la chiesa intorno al VI secolo per opera della famiglia Molino o Da Molin come oratorio privato. I più ne collocano la costruzione al 996 grazie all'iniziativa delle famiglie patrizie Barozzi, Aldicina e Equilia. Si suppone che l'erezione a parrocchia sia da far risalire all'XI secolo, in un periodo in cui si ebbe una ridefinizione dell'amministrazione ecclesiastica in città. Più volte distrutta da incendi, fu ricostruita nel XII secolo dai Pisani(?) e ancora nel XVI secolo, su progetto di Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, con l'aggiunta della cappella da Jacopo Tatti detto il Sansovino.

Nel XVIII secolo divenne collegiata. Nel 1807 i decreti napoleonici soppressero la parrocchia e il suo capitolo inglobandola a San Moisè. Tutt'oggi ne è vicariale.

In passato era affiliata a Santa Maria Zobenigo e il parroco riceveva da quest'ultima l'acqua santa[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Informazioni dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marino Viganò, Magistri, architetti e ingegneri. Dalla regione dei laghi alla Terraferma e nel Dominio da mar, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Venezia nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dalla metà del Quattrocento ad oggi in Arte&Storia, n. numero 40 - anno 8, settembre-ottobre 2008, pp. pp. 137-138.
  • Antonio Scordino, La chiesa veneziana di San Fantino il Calabrese in Brutium, anno LXX, n. n. 1-2, 1991, pp. pp. 10-11.

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