Chiesa di San Domenico (Ancona)

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Chiesa di San Domenico
Ancona Chiesa di San Domenico.JPG
Stato Italia Italia
Regione Marche Marche
Località Ancona-Stemma.png Ancona
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Domenico di Guzmán
Diocesi Arcidiocesi di Ancona-Osimo
Architetto Carlo Marchionni
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1771
Completamento 1778

Coordinate: 43°37′09.3″N 13°30′45.29″E / 43.61925°N 13.51258°E43.61925; 13.51258

La chiesa di San Domenico di Ancona si trova in Piazza del Papa, piazza principale del rione di San Pietro ed una delle quattro piazze principali della città. Occupa con la sua facciata uno dei due lati corti della piazza, alla sommità di una scalinata.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa fu progettata da Carlo Marchionni nel 1763, la prima pietra fu posta nel 1771. Per la sua costruzione viene demolita la preesistente chiesa omonima, del XIII secolo, che sorgeva più a sinistra rispetto all'attuale facciata. Con l'occupazione francese e l'avvento della Repubblica Anconitana, la chiesa, di cui non era stata ancora completata la facciata, venne nel 1778 adibita a caserma; la parte superiore del prospetto principale rimase perciò incompiuta. Fu riaperta al culto nel 1816, con la Restaurazione.

In seguito al terremoto del 1930, la parte superiore della facciata venne alterata dall'inserimento di strutture in cemento armato per riparare ai danni. Durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale la chiesa venne nuovamente danneggiata e la copertura crollò in alcune zone. La venerata immagine dell'Incoronata, proveniente dalla chiesa precedente e già collocata in una cappella laterale, venne distrutta, come due statue di santi domenicani di Gioacchino Varlè e alcuni dipinti, tra cui uno di Andrea Lilli: Santo Stefano. Nel dopoguerra la chiesa venne restaurata e le statue e i dipinti distrutti furono sostituiti da altri; fu riaperta al culto nel 1948.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Crocifissione, Tiziano.
Contro-facciata
Organo
Annunciazione, Guercino.

L'interno, di imponenti dimensioni, a navata unica e con volta a botte lunettata, conserva importanti dipinti, tra i quali spiccano due capolavori: l'Annunciazione del Guercino e la Crocifissione del Tiziano. La chiesa è ricca di sculture di Gioacchino Varlè. Gli scultori Mentore Maltoni e Vittorio Morelli si occuparono di ripristinare gli elementi decorativi della chiesa danneggiati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale[1].

  • Prima cappella sinistra
    Annunciazione, dipinto del Guercino
  • Seconda cappella sinistra
    Madonna del Rosario, gruppo scultoreo di Gioacchino Varlè
  • Terza cappella sinistra - dei Caduti
    Pietà, gruppo marmoreo dello scultore contemporaneo Sanzio Blasi (1895-1972)
    l'architettura della cappella, riprogettata dopo i danni bellici, è di Eusebio Petetti (1882-1957)
  • Abside
    Crocifissione di Tiziano (1559), capolavoro dell'ultimo periodo dell'artista cadorino, dipinto per la precedente chiesa di San Domenico, in cui era collocato molto più in basso rispetto alla posizione attuale.
    Angeli musicanti, quattro statue di Gioacchino Varlè posizionate sopra al cornicione, in corrispondenza delle cantorie, come se fossero appoggiate ad esso
    Gloria, gruppo scultoreo di Gioacchino Varlè posto sopra alla pala d'altare.
  • Prima cappella destra
    San Vincenzo Ferreri appare ad una fanciulla da lui resuscitata, dipinto di F. Conti.
    Santa Gemma Galgani e San Gabriele dell'Addolorata; i due dipinti si trovano uno di fronte all'altro, nelle pareti laterali. La loro posizione affrontata è dovuta al fatto che alla Santa, nei suoi momenti di preghiera, appariva San Gabriele.
  • Seconda cappella destra
    San Pietro martire, dipinto di F. Conti
  • Terza cappella destra - del Sacro Cuore
    Sacro Cuore di Gesù, dipinto del pittore contemporaneo Pietro Milzani (1916-1971)
    Sant'Anna e la Vergine Maria, sulla parete destra, dipinto del pittore contemporaneo Raoul Petetti (1926-2012)
    Il mio Regno non è di questo mondo, bassorilievo dello scultore contemporaneo Filandro Castellani (1887-1942)
La ricca decorazione architettonica della cappella, con due colonne tortili che incorniciano la pala d'altare, è secondo alcune fonti[2] proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino, secondo altre[3] dall'altare maggiore di quella di San Francesco ad Alto.
  • Statue sulle pareti
Originariamente erano presenti dieci statue di Gioacchino Varlè (quattro su ciascuna parete laterale e due sulla controfacciata), poi, dopo i danni bellici, due andarono distrutte e sostituite da altre, scolpite da Vittorio Morelli e Mentore Maltoni:
Sant'Alberto Magno, San Raimondo, San Giacinto, San Pio V, San Benedetto XI, San Ludovico, Beato Telmo, Beato Agostino, Simbolo dei Domenicani, (quest'ultimo nella contro-facciata) di Gioacchino Varlè;
San Tommaso d'Aquino, di Vittorio Morelli;
Sant'Antonino, di Mentore Maltoni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per l'interno della chiesa e le opere da'arte contenute si sono utilizzate queste fonti:
    • G. Domenici, R. Gagliaridi, Chiese monumentali dell'arcidiocesi di Ancona, Aniballi 1996;
    • Chiesa di San Domenico, edizioni Grafiche Dehoniane, Bologna, s.d. (opuscolo illustrativo della chiesa)
    • Michele Polverari (a cura di), Ancona Pontificia - l'Ottocento in un inventario urbano, Comune di Ancona 1994
    • Mario Natalucci, Visita al Duomo di Ancona e breve itinerario ella città di Ancona, Unione Arti Grafiche Città di Castello, 1966.
  2. ^ Chiesa di San Domenico, edizioni Grafiche Dehoniane, Bologna, s.d. (opuscolo illustrativo della chiesa); pannelli illustrativi posti all'interno della chiesa.
  3. ^ G. Domenici, R. Gagliardi, Chiese monumentali dell'arcidiocesi di Ancona, Aniballi 1996 (pagina 75).

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