Chiesa di San Ciriaco (Diyarbakır)

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Chiesa di San Ciriaco
Surp Giragos
Սուրբ Կիրակոս եկեղեցի (Դիարբեքիր) (3).JPG
Chiesa di San Ciriaco a Diyarbakır
StatoTurchia Turchia
RegioneAnatolia Sud Orientale
LocalitàDiyarbakır
Religionecristiana apostolica armena
TitolareSan Ciriaco
PatriarcatoPatriarcato armeno di Costantinopoli
ConsacrazioneXVI secolo

Coordinate: 37°54′38.59″N 40°14′19.5″E / 37.91072°N 40.23875°E37.91072; 40.23875

La chiesa di San Ciriaco (in armeno: Սուրբ Կիրակոս եկեղեցի, Surp Giragos), è un edificio di culto cristiano situato a Diyarbakır, nella Turchia orientale. Dopo essere stata chiusa per diversi decenni, è stata riaperta il 23 ottobre 2011. È l'unico luogo di culto della Chiesa apostolica armena in tutta la Turchia asiatica (con l'eccezione, quindi di Istanbul).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, di eccezionale valore storico e artistico, fu eretto nel XVI secolo. Con un frontale dove si affacciano sette altari allineati, quella di San Ciriaco è una delle più grandi chiese armene di tutto il Vicino Oriente.

Nel 1913 la chiesa cessò la propria funzione religiosa: in quell'anno fu sequestrata dall'esercito tedesco (alleato dell'Impero ottomano), che ne fece il proprio quartiere generale. Dopo aver svolto questa funzione per tutti gli anni della guerra, nel 1918 fu convertita in magazzino di stato per tele e tessuti.

Nel 1960 il governo turco la restituì alla comunità armena. Ma l'edificio era completamente inutilizzabile. La comunità armena di Diyarbakır, ridotta a poche decine di fedeli, non possedeva i mezzi per provvedere alla ricostruzione della chiesa.

Nel 2009 un gruppo di armeni di Istanbul ha costituito un comitato per la ricostruzione dell'edificio sacro sotto gli auspici del Patriarcato armeno di Costantinopoli. I proponenti, oltre alla ricostruzione della chiesa, si proposero di riottenere la proprietà dei terreni originariamente appartenenti alla Chiesa.

Una volta ottenuta l'autorizzazione del governo turco, è iniziata la sua ricostruzione. I lavori sono stati finanziati da una pubblica sottoscrizione della comunità armena di Istanbul, con il sostegno della diaspora. Contributi sono giunti dal ministero della Cultura turco e dal comune di Diyarbakır[1]. Il tetto originale dell'edificio è stato ricoperto utilizzando terriccio armeno proveniente dal territorio circostante.

L'eccezionalità dell'evento è dovuta anche al fatto che nella Turchia post-imperiale non era mai successo che una chiesa abbandonata fosse ripristinata come luogo di culto invece che come museo.

Oggi l'edificio si estende in un'area di 3.200 metri quadrati, comprendente le abitazioni dei sacerdoti, altre cappelle e una scuola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Messa a Diyarbakır, su istanbulavrupa.wordpress.com. URL consultato il 10/02/2016.

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