Chiesa di San Carlo (San Pellegrino Terme)
| Chiesa dell'Invenzione della Santa Croce | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Località | San Pellegrino Terme |
| Indirizzo | piazza Antonio Locatelli |
| Coordinate | 45°50′14.68″N 9°39′46.52″E |
| Religione | cattolica |
| Architetto | Luigi Angelini |
| Stile architettonico | neoclassico |
| Inizio costruzione | XX secolo |
La chiesa di San Carlo conosciuta come tempio dei Caduti o della Vittoria, è un luogo di culto cattolico di San Pellegrino Terme dedicato a san Carlo Borromeo. La chiesa è sussidiaria della chiesa parrocchiale di San Pellegrino realizzata su progetto dell'ingegnere Luigi Angelini nei primi decenni del Novecento.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa originale
[modifica | modifica wikitesto]Un'antica chiesa dedicata a san Carlo Borromeo era presente sul territorio di San Pellegrino Terme e ultimata nel 1630, come risulta negli atti dei morti della peste manzoniana, dopo che nel 1619 era inserita nel registro “Azienda dei Sindaci della Schola” l'offerta per un altare della chiesa di San Carlo, realizzato per indulgenza al santo che era stato elevato agli altari solo da 9 anni prima, nel 1610.[1]
Gli interni furono restaurati nel 1709 con il rifacimento della pavimentazione del presbiterio in mattoni fabbricati nella località Roncaia, da Francesco Sonzogno dal Ponte:
Cinquant'anni dopo fu posta la pavimentazione in cotto anche dell'aula nuovamente sostituita nel 1902.[1]
La nuova chiesa
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1912, con lo l'incremento demografico dovuto anche allo sviluppo della località grazie alle terme e al casinò sorse la necessità di creare una nuova viabilità, e la piccola chiesa che si trovava a essere all'imbocco della nuova strada viabile che collega la contrada Orno poi viale della Vittoria, al provinciale era d'impedimento e l'amministrazione comunale in nome del sindaco Antonio Grazioli con i fabbricieri la piccola chiesa, ne decisero la demolizione e la creazione di un nuovo edificio di culto posto leggermente spostato così da poter realizzare la nuova strada.
Già dal 1916 sul territorio lavoravano molti ingegneri che dettero il loro contributo per la realizzazione dei nuovi edifici cittadini, fra questi l'ingegnere e architetto Luigi Angelini che aveva progettato la chiesa della Vetta realizzata solo nel 1929,[2] e proprio a lui fu dato il compito del progettare la nuova chiesa.[3] Nel 1920 fu presentato il progetto di quello che era chiamato “Tempio della Vittoria” essendo da poco finita la prima guerra mondiale che aveva visto morti della località.[4] sono incisi L'edificio fu innalzato tra il 1921 con la posa della prima pietra il 26 settembre alla presenza di monsignor Daniele Cavallari, canonico del duomo di Bergamo,[1] ma che era stato parroco della località, e del deputato della valle Bortolo Belotti, e il 1924.[5] Luigi Angelini non approvò mai la parte dedicata alle salme dei militari che avrebbe preferito inserirli in due altari. Per questa sezione si dovette modificare gli spazi esterni così da aver all'interno lo spazio adatto a questa diversa collocazione.[6]
Tra il 1929 e il 1930 furono realizzate le decorazioni da parte degli artisti Giovanni Fasciotti e Umberto Marigliani. I decori esterni furono realizzati solo nel 1940 anno in cui fu consegnato l'ultimo progetto di Angelini dei confessionali in legno opera di Antonio Locatelli.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]L'ingegnere Angelini riuscì a progettare una chiesa che reinterpretasse gli stili antichi a nuove forme architettoniche.
Esterno
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa a croce greca presenta le facciata in pietra locale con portali in pietra strombata e sagomata. Il fronte principale ospita un rosone mentre due porticati collegano con le facciate laterali. La cupola è completa di angeli lavoro di Giuseppe Siccardi.

Interno
[modifica | modifica wikitesto]L'interno a una navata unica a croce greca è a pianta quadrata che elevandosi diventa ottagonale e si conclude con la cupola emisferica. Le decorazioni della chiesa e gli arredi hanno visto il lavoro di moti artigiani e pittori presenti sul territorio bergamasco.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 chiese italiane, 31847.
- ↑ Zonca, p. 194.
- ↑ Zonca, p. 195.
- ↑ Le salme dei soldati caduti durante il conflitto bellico, 16 di San Pellegrino e altri delle frazioni, sono conservati in loculi all'interno della chiesa.
- ↑ Tempio dei caduti, Viale della Vittoria, su lombardiabenicultuali.it. URL consultato il 6 novembre 2025..
- ↑ Zonca.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Luigi Pagnoni, Chiese parrocchiali bergamasche : appunti di storia e arte, Litostampa Istituto Grafico, 1992.
- Luca Zonca, Luigi Angelini a San Pellegrino Terme, in Quaderni Brembani 17, Corponove, 2019, ISBN 9788899219635.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla chiesa di San Carlo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di San Carlo, su BeWeB, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.
- Chiesa di San Carlo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
