Chiesa di San Benedetto (Livorno)

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Chiesa di San Benedetto
Chiesa San Benedetto, Livorno.jpg
L'esterno
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàLivorno-Stemma.png Livorno
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
TitolareBenedetto da Norcia
Diocesi Livorno
Consacrazione1819
ArchitettoGaspero Pampaloni
Stile architettonicoNeoclassico
Inizio costruzione1817
Completamento1860

Coordinate: 43°33′01.14″N 10°18′54.05″E / 43.550318°N 10.315015°E43.550318; 10.315015

Interno

La chiesa di San Benedetto di Livorno si erge a chiusura della grande piazza XX Settembre, all'esterno della città pentagonale del Buontalenti.

Al centro della piazza si erge il monumento a Leopoldo II, qui collocato solo negli anni cinquanta del Novecento e un tempo ubicato in piazza della Repubblica, fino a quando, nel 1849, fu divelto durante una rivolta e abbandonato per circa un secolo.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Benedetto fu costruita tra il 1817 e il 1819, su disegno di Gaspero Pampaloni, grazie al notevole lascito del commerciante Benedetto Fagiuoli. Nel 1860 fu innalzato il campanile e quindi fu ampliata la canonica, che inizialmente si sviluppava su un solo piano.

Parallelamente alla realizzazione del tempio fu disposta la sistemazione delle aree esterne all'edificio con la realizzazione di una vasta piazza alberata, al cui progetto partecipò anche Pasquale Poccianti, tra i principali architetti del neoclassicismo in Toscana. Tuttavia la proposta di Poccianti, che prevedeva uno spazio di dimensioni proporzionate alla chiesa, non fu accolta e la piazza fu realizzata con una forma fortemente allungata fino alla vicina via di Salviano.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è in stile neoclassico, con una facciata molto dilatata caratterizzata da un portico di otto colonne d'ordine ionico e da un grande attico, quest'ultimo frutto di successive modifiche rispetto al progetto del Pampaloni. Interessante anche il disegno dei prospetti laterali, definiti da due esedre leggermente aggettanti, dotate di finestre semicircolari che rimandano all'architettura termale romana.

L'interno, a pianta centralizzata, è una croce greca impostata attorno a quattro robusti pilastri che sostengono la calotta centrale a cassettoni. La chiesa fu arricchita da numerose opere di artisti livornesi dell'Ottocento, come Paolo Emilio Demi, che qui realizzò quattro angeli a stucco nei pennacchi della volta centrale. Si ricordano inoltre il San Borromeo che comunica gli appestati, dipinto dal Gazzarrini e il San Rocco di Carlo Chelli.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne della chiesa, costruito nel XIX secolo dalla ditta Agati-Tronci.

Lo strumento, al quale si esercitò da giovane Pietro Mascagni, è a trasmissione integralmente meccanica e la sua consolle, a finestra, ha un'unica tastiera di 54 note con prima ottava cromatica estesa ed una pedaliera di 14 note.

Di seguito la disposizione fonica in base alla posizione dei comandi dei registri nelle due colonne della registriera:[3]

Colonna di sinistra
Basso del flauto 4'
Corno inglese 16' Soprani
Corno bassetto 4' Bassi
Viola 4' Bassi
Viola 8' Soprani
Voce umana 8'
Corno dolce 16' Soprani
Voce angelica
Flauto traverso 8' Bassi
Flauto traverso 8' Soprani
Flauto in VIII 4' Bassi
Flauto in VIII 4' Soprani
Dolce Bassi
Dolce Soprani
Colonna di destra - Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
XV 2'
XIX 1.1/3'
XXII 1'
Cornetto Soprani
Nasardo 2.2/3' Bassi
XV 2' Bassi
Tromba 8' Bassi
Tromba 8' Soprani
Controbasso 16'+8' (al Pedale)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal secondo dopoguerra la piazza XX Settembre ha ospitato, per oltre 60 anni, il Mercatino americano, prima del suo trasferimento, nel corso del 2009, nelle aree portuali prossime alla Stazione marittima.
  2. ^ D. Matteoni, Pasquale Poccianti e l'acquedotto di Livorno, Roma - Bari 1992.
  3. ^ www.istitutomascagni.it, L'organo a canne (PDF), su istitutomascagni.it. URL consultato il 25 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. d'Aniello, Livorno, la Val di Cornia e l'Arcipelago, collana I Luoghi della Fede, Calenzano, 2000.
  • D. Matteoni, Pasquale Poccianti e l'acquedotto di Livorno, Roma - Bari 1992.
  • G. Piombanti, Guida della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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