Chiesa di Nostra Signora della Neve

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la chiesa di Genova, vedi Chiesa di Nostra Signora della Neve (Genova).
Chiesa di N.S. della Neve
Church Nostra Signora della Neve (La Spezia).jpg
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàLa Spezia
ReligioneCattolica
TitolareMadonna della Neve
Diocesi Spezia-Sarzana-Brugnato
Consacrazione27 aprile 1901
Inizio costruzione1897
Completamento1901

Coordinate: 44°06′29.63″N 9°48′56.48″E / 44.10823°N 9.81569°E44.10823; 9.81569

«Invito poi tutti i buoni spezzini a ricorrere alla nostra buona Madre, invocata con il titolo di Nostra Signora della Neve, per implorare le grazie necessarie a condurre una vita veramente cristiana, a meritarci di farLe un dì bella colonna in Paradiso...»

(Beato Michele Rua agli spezzini in occasione dell'inaugurazione della chiesa)


La chiesa di Nostra Signora della Neve è una chiesa cattolica che sorge in viale Garibaldi, nel centro cittadino della Spezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'immagine sacra di Nostra Signora della Neve[modifica | modifica wikitesto]

In un'abitazione fuori dalle mura di cinta, a poca distanza da Porta Biassa, vi era una casa al cui interno era custodita un dipinto su legno, rappresentante la Beatissima Vergine. Un giorno il torrente Lagora straripò a causa delle copiose piogge invadendo d'acqua anche la casa che custodiva la preziosa effigie. In mezzo a tanta distruzione solo una cosa si salvò: proprio la sacra immagine della N.S. della Neve.
La popolazione gridò al miracolo e decise di costruire un'ampia cappella sulla cui facciata era impresso: Questo Santuario è sorto per devozione del popolo della Spezia (settembre 1595).
La nuova casa del dipinto rimase tale fino al 4 agosto 1864, in quanto la cappella venne abbandonata e demolita per far spazio al costruendo Arsenale Militare.

In un primo momento, la sacra immagine era stata trasportata nel Duomo spezzino, vale a dire nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove rimase fino al 1881; in quell'anno venne dedicato un Oratorio annesso al Convento dei Padri Salesiani dove fu traslata il 26 luglio, con grande solennità.

La costruzione della chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La facciata

Ma la congregazione salesiana si era proposta già da quel momento di erigere un tempio più grande e solenne, la cui prima pietra venne posta nel 1897 sembra dallo stesso Giovanni Bosco; mentre altre versioni tramandano che il Santo avesse scelto soltanto l'area in cui sarebbero sorti la chiesa e il collegio salesiano.
Progettista del tempio fu l'architetto Giuseppe Ferrari d'Orsara, il quale a proposito dell'ordine architettonico e dello stile sacro dell'edificio, scrisse significativamente nella sua relazione:

«Chiedere agli architetti del nostro tempo un'opera che affermi lo stile dell'età nostra, è così difficile assai. L'architettura oggidì non ha una chiara via tracciata da percorrere con più o meno buone fortune che i suoi cultori seguono con fedeltà...»

In omaggio a tale presupposto, l'architetto costruì la chiesa seguendo i criteri di un complesso eclettismo, vagando - come sottolinea con un'arguzia tutta spezzina Ubaldo Mazzini - tra l'architettura delle prime basiliche cristiane a quelle del XII secolo; scegliendo le decorazioni dai più insigni monumenti di Costantinopoli e da San Vitale in Ravenna.
Non mancano, sempre secondo Mazzini, riferimenti alla Basilica di Santa Prassede in Roma risalente al IX secolo, mentre la disposizione delle colonne di Santa Maria in Cosmedin (in Roma), dell'VIII secolo d.C..
Ubaldo Mazzini rileva inoltre che felicissimo fu l'architetto nella scelta dei materiali che prese quasi tutti dalle cave dei nostri monti magnifici per il colorito e naturale composizione: il calcare giallognolo del Romito e il bruno-turchino di Biassa che armonizzano insieme ottimamente, disposti come sono a strati nel fianco della facciata. (cfr. Ubaldo Mazzini, La chiesa di Nostra Signora della Neve)
La costruzione durò tre anni e la chiesa venne consacrata il 27 aprile 1901.

L'architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'interno

Al culmine dell'imponente scalinata di accesso la facciata della chiesa, decorata a fasce bianche e grigie, si presenta nella sua forma a salienti con tre portali di cui quello centrale ha un protiro riccamente decorato, ed è arricchita da mosaici e vari rilevi ornamentali. Una coppia di falsi campanili laterali ne completano l'assieme mentre il campanile vero e proprio si eleva al fondo della fiancata destra, sulla via Napoli.

Il suggestivo interno è a tre navate con soffitto a cassettoni, divise da pilastri in muratura, intervallati ad ogni campata da coppie di colonne di marmo rosso di Verona con capitelli corinzi e pulvini di ispirazione bizantina.
Le pareti della navata centrale nella zona superiore, rivestite di pitture bizantineggianti, comunicano con le navate laterali mediante aperture ad archi sostenuti da eleganti colonnette a capitello e pulvino di bella fattura.
Il pulpito (opera di Angiolo Del Santo), in pietra chiara, a lucido, con scritture ed emblemi, è sorretto da colonne di marmo rosso di Verona.

L'arco trionfale che sovrasta l'altare maggiore reca la dedica con l'invocazione:
Alma Dei Mater nive candidior Spediam respice tuam. O piissima si irruerunt super nos mala stabimus in cospectu tuo quoniam in te speraverunt patres nostri et liberasti eos
Alma Madre di Dio, bianca più della neve, guarda la tua Spezia. O piissima se su di noi i mali incomberanno, noi staremo al tuo cospetto, perché i nostri antenati hanno sperato in Te e Tu li hai liberati

Il patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

La statua di San Giovanni Bosco ed il pulpito sono sculture di Angiolo Del Santo (1882 - 1938).
L'immagine del Sacro Cuore è opera del pittore calicese David Beghè (1854 - 1933).
Il quadro di Maria Ausiliatrice ed il San Giuseppe sono stati eseguiti da Felice Del Santo (1864 - 1934).

L'immagine della Madonna[modifica | modifica wikitesto]

La Vergine con il Bambino
XV secolo
La Spezia, Chiesa N.S. della Neve

Questa antica immagine, realizzata da uno sconosciuto maestro primitivo, impreziosiva l'abitazione di un contadino, situata ove oggi si trova l'Arsenale Militare. Salvatasi da un'alluvione, sul finire del XVI secolo le venne dedicata una cappelletta devozionale che è stata più tardi demolita per i lavori dell'Arsenale, ma che è rimasta nella memoria cittadina grazie a due dipinti del pittore spezzino Agostino Fossati.
Il dipinto fu quindi trasferito in altra chiesa per poi finalmente giungere alla sua attuale collocazione sull'Altar maggiore.

Nel 1968 si ricorse alla Sovrintendenza di Belle Arti di Genova per un necessario restauro che restituì alla collettività, ma soprattutto ai devoti, la bellezza e lo splendore originario dell'immagine sacra.
Nell'occasione il restauratore prof. Martino Oberto trovò che il dipinto si presentava come una grossolana pittura di stile ottocentesco poggiante su una superficie molto irregolare e con larghe e profonde "craquelures" , e in più parti grandi scutelle di colore si sollevano, ma notò che il resto del dipinto rivelava un supporto ligneo in buone condizioni e di data supponibile di gran lunga anteriore alla superficie dipinta.
Fu deciso allora di sottoporre il dipinto ad un esame radiografico: e così la città scoprì di possedere un'autentica testimonianza della propria storia che risale al '400, secolo in cui l'artista Jacopo Spinolotto (Jacobus Spinolotus, autore di un'immagine conservata nell'antichissima Pieve di San Venerio) lavorava alla Spezia ed otteneva da questa comunità, secondo il costume del tempo, l'esenzione da tutti i tributi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Un particolare interessante riguarda la chiesa: in mezzo alla distruzione pressoché generale di Viale Garibaldi e delle vie adiacenti, avvenuta durante il bombardamento pomeridiano del 5 giugno 1943 il sacro edificio rimase indenne.
E nulla vieta di pensare che si sia ripetuto con altre modalità, il prodigio che consentì alla sacra Immagine della Vergine di salvarsi dalle acque in piena del Lagora, nel lontano XVI secolo.

«D'improvviso, alto sulle macerie il limpido stupore dell'immensità»

(avrebbe scritto Ungaretti)


L'immagine della Madonna di N.S. della Neve venne incoronata solennemente per autorità e nel nome del Papa Pio XII il 9 novembre 1952.

Una lapide posta nell'atrio del tempio ne ricorda il legame con la romana Basilica di Santa Maria Maggiore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia-Santuario N.S. della Neve, Salesiani Don Bosco La Spezia - Monsignor Roberto Cadirola

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