Chiesa di Maria Santissima del Rosario (Polistena)

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Chiesa di Maria Santissima del Rosario
Chiesa di Maria Santissima del Rosario di Polistena.jpg
Stato Italia Italia
Regione Calabria Calabria
Località Polistena
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi
Sito web [1]

La chiesa di Maria Santissima del Rosario è un luogo di culto cattolico che si trova a Polistena, in provincia di Reggio Calabria.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le due statue in terracotta presenti nelle nicchie inferiori della facciata.
Le due statue in terracotta presenti nelle nicchie superiori della facciata.
Fonte Battesimale progettata dall'architetto Luigi Giffone con il Cristo di Michelangelo Parlato.

La Chiesa del Rosario[3] è un monumento edificato tra il 1852 e il 1862, ad eccezione del coro completato nel 1890. Sorge laddove un tempo si trovava la chiesetta di San Giuseppe (l'attuale sagrestia), grazie alle maestranze locali della famiglia Rovere e dei Morani[4] Prima del terremoto del 1783 che distrusse ogni cosa, la chiesa del Rosario apparteneva al Convento dei Domenicani.[5]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno della chiesa si presenta con due campanili e ordini di colonne, e vi sono quattro nicchie che ospitano altrettante statue di santi aggiunte nei primi anni del XXI secolo. L'interno è composto da tre navate con stucchi e altorilievi neoclassici dei Morani.[6]. Si conservano inoltre dipinti di Marino Tigani, Carignani e Scerbo, e gruppi dei Misteri di Luigi Prenestino, portati in processione la sera del venerdì santo.[7]

Abside[modifica | modifica wikitesto]

Altare Chiesa del Rosario, progettato dall'architetto Luigi Giffone.

L'altare centrale, realizzato nel 1909 da Salvatore Grasso di Vibo Valentia[8], è in marmo e presenta una nicchia centrale che custodisce la statua ottocentesca della Madonna del Rosario, la quale proviene dal Convento dei Domenicani distrutto dal terremoto del 1783.[9] La statua è acrolita, dal momento che soltanto il volto e le mani sono lignee, mentre il corpo ha un telaio imbottito di canapa, ricoperto da un vestito rosso e un mantello bianco, ricamati entrambi con fili d'oro.[10] In alto è presente un quadro del pittore Marino Tigani che raffigura la Madonna del Rosario di Pompei con san Domenico. Infine ai lati dei gradini dell'abside vi sono le statue lignee dei santi Cosma e Damiano, noti anche come santi medici, scolpite nel XIX secolo da Francesco Morani.

Navata centrale[modifica | modifica wikitesto]

Alzando lo sguardo verso il soffitto, si ammira un enorme dipinto raffigurante la Battaglia di Lepanto di Roberto Carignani; si nota poi sulla sinistra la statua di san Gaetano, mentre a destra vi è il pulpito marmoreo; tutt'intorno, ci sono le 21 vetrate che raffigurano la vita di Gesù e che sono state eseguite dalla ditta "Fontana" di Milano negli anni '30 su disegni di Marino Tigani.[6]

Navata sinistra[modifica | modifica wikitesto]

All'ingresso, troviamo un medaglione che raffigura santa Caterina da Siena, opera di Marino Tigani. Subito dopo, si trova la Fonte Battesimale progettata dall'architetto Luigi Giffone con il Cristo di Michelangelo Parlato (1966)[11]; proseguendo nella navata, ci sono dei pregevoli altari decorati che custodiscono diverse statue: la statua di san Domenico di Guzman, le statue dell'Addolorata e del Cristo Morto, e infine quella di santa Teresa.

Navata destra[modifica | modifica wikitesto]

Speculare a quella sinistra, la navata destra presenta una serie di statue ed altari, preceduti da un medaglione d'ingresso (sempre dipinto dal Tigani) raffigurante san Domenico di Guzman. Proseguendo, si trovano: il gruppo statuario della Madonna del Rosario di Pompei, la statua di san Vincenzo e San Luigi di Francesco Morani, un quadro raffigurante san Raffaele e Tobia (di Antonio Cammarere, copia di uno più antico rubato dalla chiesa nel secolo scorso), e la statua di san Luigi Gonzaga di Francesco Morani.

Transetto[modifica | modifica wikitesto]

Dalla parte sinistra troviamo la statua di san Giuseppe, ancora opera dei Morani (Francesco e Giovanni, 1856) mentre a destra vi è la statua del Sacro Cuore di Gesù. Al centro del transetto vediamo il tamburo della cupola, e sono presenti degli altorilievi raffiguranti quattro Santi: san Raimondo, san Domenico, Sant’Agostino e san Pietro da Verona, mentre sono altrettanto degni di particolare nota i quattro evangelisti in stucco di Francesco Morani posti nelle vele della volta centrale.[12][13]

Affrontata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Settimana Santa di Polistena § Affrontata.
Maria Santissima del Rosario, nell'affrontata di Polistena, in Piazza del Popolo.

L'affrontata, l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, avviene nella splendida cornice di Piazza del Popolo.

Il Cristo parte in processione dal duomo preceduto dalla Congrega del SS. Sacramento; la Madonna a sua volta parte dalla Chiesa del SS. Rosario con un velo nero sul capo. Entrambe le processioni, a mezzogiorno in punto, convergono in Piazza del Popolo. La Madonna, appena intravede il figlio risorto, inizia una corsa che la porta ad inginocchiarsi ai suoi piedi e le viene levato dal suo capo il velo nero che sino a pochi minuti prima era il protagonista, mentre la banda cittadina esegue la marcia trionfale del "Mosè in Egitto" di Rossini.

Le statue si posizionano una di fianco all'altra per proseguire sino alla vicina chiesa del SS. Rosario dove vi sarà una breve riflessione, ed infine il Cristo Risorto riparte in Processione sino alla chiesa di origine.

Processione dei Misteri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Settimana Santa di Polistena § Processione dei Misteri.

La processione dei Misteri organizzata dalla chiesa del SS. Rosario.[14]

È composta da 7 meravigliosi gruppi statuari in legno e cartapesta, scolpiti nell'Ottocento dal sacerdote Luigi Prenestino (l'Addolorata, Gesù nell'Orto degli Ulivi, Gesù Flagellato, Gesù Deriso, la Veronica, la Crocifissione, Cristo Morto). Più precisamente, il Cristo alla Colonna e Maria Addolorata sono invece opera sempre dei Morani. Le statue sono portate a spalla da fedeli in tunica bianca, intervallati dalle pie donne dette "torcifere" che portano le torce, e da ragazzi che portano i simboli della passione. Il coinvolgimento è di circa 500-600 persone.

Elenco rettori e parroci dal 1828[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del Rosario dal 1828 al 1961 non fu parrocchia autonoma ma dipendeva, come tutte le altre chiese di Polistena, dall'unica parrocchia esistente cioè quella di Santa Marina (o Matrice).[15]

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Rovere (1828-1870)
  • P.Vincenzo Muscherà (1871-1887)
  • Domenico Rodinò Toscano (1888-1890)
  • Domenico Sabatino (1890-1899)
  • Francesco Silipo (1900-1903)
  • Luigi Nesci (1904-1917)
  • Luigi Varamo (1918-1919)
  • Luigi Nesci (1920-1924)
  • Antonio Pascale (1924-1928)
  • Biagio Renda (1928-1930)
  • Antonio Pascale (1930-1936)
  • Rocco De Leo (1936-1943)
  • Gaetano Borgese (1944-1954)
  • Giovanni Galluzzo (1955-1959)
  • Onofrio Brindisi (1960-1961)

Parroci[modifica | modifica wikitesto]

  • Onofrio Brindisi (1961-1971)
  • Pietro Gallo (1971-1987)
  • Franco Borgese (1987-presente)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Parrocchia Maria SS. del Rosario Polistena
  2. ^ Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.140
  3. ^ Foto chiesa del Rosario
  4. ^ Chiese italiane Maria Santissima del Rosario
  5. ^ Comune di Polistena - portale istituzionale le chiese
  6. ^ a b Giovanni Russo, "Polistena, Storia, arte e cultura", Laruffa Editore, 2003"
  7. ^ La settimana Santa a Polistena
  8. ^ Vincenzo Fusco, "Dolce paese...", Editrice Jone, 1991
  9. ^ Vincenzo Fusco, "Dolce paese...", pag. 262, Editrice Jone, 1991
  10. ^ http://www.parrocchiamariassdelrosario-polistena.it/Chiesa%20Maria%20Ss.%20del%20Rosario.htm
  11. ^ Un'epigrafe all'interno, con scritto sopra in latino:
    « D.O.M FONTEM HUNC SALUTIS LINEIS QUEM POLITIS A LOYSIUS GIFFONE DESCRIPSIT ANTQUE ORNATUM CHRISTI SIMULACRO ADORABILI VIDES MICHALANGELUS PARLATO QUOD AFFABRE E GYPSO FINXIT EIUSDEMQUE GERMANUS DOMINICUS ECCLESIA E DONAVIT ROSARIUS CAMMARERI PIE DE SUO FECIT S.ANGILLETTA UNA CUM M. DE LEO E. RIGGIO J. TRIPODI A. MONTAGNESE OPERAM SUAM ENIXE DEDERUNT AQUAM DE FONTE FIDENDE VULTU TUO PER AMANTER SEMPER HIC CHRISTE HAURIEMUS A.D. MCMLXVI (D. ONUPHRIUS BRINDISI SCRIPSIT) »
    Un'immagine dell'epigrafe è presente su Commons.
  12. ^ Chiesa del Rosario: Turismo in Calabria
  13. ^ Vincenzo Fusco, "Dolce Paese..."Ed. Jone, 1991, pag. 255.
  14. ^ I Misteri della chiesa di Maria Santissima de Rosario
  15. ^ Vincenzo Fusco, "Polistena Storia sociale e politica, 1221-1979", Edizioni Parallelo 38, Reggio Calabria, 1981, pag.501