Chiesa delle Carceri di Sant'Ansano
| Chiesa delle Carceri di Sant'Ansano | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Toscana |
| Località | Siena |
| Coordinate | 43°18′52.13″N 11°19′41.53″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Ansano |
| Arcidiocesi | Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino |
| Stile architettonico | rinascimento e manierismo |
| Inizio costruzione | XV |
La chiesa delle Carceri di Sant'Ansano si trova a Siena, in via San Quirico.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome della chiesa deriva dalla tradizione secondo cui sant'Ansano, evangelizzatore di Siena e martire sotto le persecuzioni di Diocleziano agli inizi del IV secolo, venne in questo luogo tenuto in prigione dalle autorità romane prima di essere condotto al martirio fuori dalla città, presso Dofana. La tradizione narra che, nonostante la cattività, il santo continuasse a evangelizzare e battezzare dalle grate della prigione. Il sito, come presenza di culto a sant'Ansano, ha attestazione fin dall'epoca longobarda (secolo VIII), ma la chiesa attuale fu costruita a partire dagli anni 1430 su iniziativa del Comune, accanto alla torre della Rocchetta. Dopo varie vicende la costruzione fu ripresa nel 1443 a cura dell'Opera del Duomo di Siena, arrivando alla consacrazione nel 1448 e all'ultimo pagamento dei lavori nel 1449[1].
Per questo la chiesa delle Carceri è di proprietà dell'Opera della Metropolitana di Siena; fu anche utilizzata dalla Contrada della Tartuca come oratorio dal 1685, sebbene si trovi nel territorio della Contrada della Chiocciola, secondo il Bando di Violante di Baviera. Dal 1874 l'oratorio venne affidato al vicino Istituto di Santa Teresa[1].
Normalmente oggi è chiusa al pubblico, ma viene officiata ogni anno la mattina del 1º dicembre, festa del santo martire Ansano, patrono di Siena e dell'arcidiocesi. In tale data, viene aperta al pubblico a cura della Confraternita dei Santi Niccolò e Lucia e della Contrada della Chiocciola[1].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Nella facciata in cotto a capanna, sottoposta a vari rimaneggiamenti, il portale è sovrastato da un affresco frammentario con la Madonna col Bambino tra i santi Ansano e Caterina da Siena di Francesco Rustici, detto "Il Rustichino" (1616), che dovrebbe sostituire un affresco analogo documentato come opera di Frosino di Nofrio del 1444-1445. Al di sopra si apre un oculo quattrocentesco con una vetrata risalente alla seconda metà del XV secolo e raffigurante il santo titolare fra due stemmi gentilizi: uno della famiglia Pecci e l'altro, col galero cardinalizio, probabilmente di Francesco Piccolomini Todeschini, cardinale arcivescovo di Siena dal 1460 al 1503, quando fu eletto papa Pio III. L'opera potrebbe essere stata realizzata dall'artista senese Pietro di Francesco Orioli verso il 1480[2].
Sull'altare maggiore è esposta una grande tela del Rustichino realizzata intorno al 1617, raffigurante il Processo di sant'Ansano dinanzi al procuratore Lisia; i tre dipinti murali coevi disposti intorno alla pala d'altare sono opera invece di Vincenzo Rustici, e rappresentano Dio Padre (in alto), l'Arcangelo Gabriele (a sinistra) e la Vergine annunziata (a destra)[3].
Sulla parete sinistra interna sono riemersi dalle ridipinture ottocentesche di gusto neo-medievale alcune pitture murali risalenti alla metà del '400: un'Adorazione dei Magi e un Sant'Ansano col vessillo di Siena (la Balzana), nell'atto di battezzare i Senesi, che sarebbero riconducibili al pittore senese Nastagio di Guasparre, già noto come "Maestro di Sant'Ansano"[4], mentre una Crocifissione, riscoperta solo nel 1991 con molte lacune conservative, sarebbe opera coeva del Vecchietta.
Dalla chiesa proviene il trittico dell'Annunciazione di Simone Martini e Lippo Memmi, già in Duomo e dal 1799 nella Galleria degli Uffizi a Firenze[1].
- Lunetta di Francesco Rustici
- Interno
- Affreschi laterali e altare maggiore
- Cappella laterale
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Die Kirchen von Siena, a cura di P. A. Riedl e M. Seidel, Monaco di Baviera 1985, pp. 322-338.
- ↑ A. Angelini, Una proposta per la vetrata dell'oratorio di Sant'Ansano in Castelvecchio a Siena, in Matteo di Giovanni e la pala d'altare nel senese e nell'aretino, 1450-1500, a cura di D. Guasparotto e S. Magnani, atti del convegno internazionale di studi (Sansepolcro, 9-10 ottobre 1998), Montepulciano 2002, pp. 185-187.
- ↑ Pittori senesi del Seicento, a cura di M. Ciampolini, Siena 2010, pp 667, 686, 704 e 715.
- ↑ M. Merlini, Pittura tardogotica a Siena: Pietro di Ruffolo, il "Maestro di ant'Ansano", e il cantiere di Lecceto, in Prospettiva, 95/96, 1999 (2000), pp. 92-111.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su chiesa delle Carceri di Sant'Ansano
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Fonte: scheda nei "Luoghi della Fede", Regione Toscana, su web.rete.toscana.it.