Chiesa della Beata Vergine dello Spasimo (Bergamo)
| Chiesa della Beata Vergine dello Spasimo | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Località | Bergamo |
| Indirizzo | Via XX Settembre |
| Coordinate | 45°41′35.06″N 9°40′01.6″E |
| Religione | cattolica |
| Titolare | Maria |
| Inizio costruzione | XV secolo |
La chiesa della Beata Vergine dello Spasimo conosciuta anche come chiesa di Santa Lucia è un luogo di culto cattolico, di Bergamo e della diocesi di Bergamo. Si trova sull'antica via XX Settembre nella parte bassa della città, nell'antico borgo San Leonardo, strada importante per lo shopping cittadino.[1] La chiesa è particolarmente visitata durante il periodo prenatalizio in occasione della festa dedicata a santa Lucia, santa a cui la città e la provincia bergamasca è particolarmente devota con l'usanza che questa porti i doni ai bambini durante la notte tra il 12 e il 13 dicembre di ogni anno.[2][3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'originario edificio di culto era stato edificato nel 1592 tra le antiche muraine e la fiera alessandrina. Nel 1607 vi aveva sede la confraternita della “Morte ed Orazione” di Roma. La necessità urbana con l'ammodernamento di parti della città bassa, richiese la demolizione dell'antico edificio e la sua ricostruzione nel 1764 per volontà degli abitanti dell'antico borgo San Leonardo con la dedica alla beata Vergine dello Spasimo. Il progetto approvato il 24 marzo del 1764 fu quello dell'architetto Antonio Martineri[4] al quale venne affidato l'incarico alla costruzione il 17 luglio. Nei due anni successivi, vista la poca luminosità dell'aula, furono eseguite varianti al progetto iniziate inserendo la cupola.
La chiesa dopo il 1807 venne adottata dagli abitanti come chiesa dedicata a santa Lucia essendo stata demolita l'antico edificio di culto e convento alla santa dedicato.[3]
La chiesa fu chiusa durante l'occupazione napoleonica del 1797 diventando luogo dedicato alle attività ricreative militari. Venne riaperta al culto due anni dopo. La torre campanaria venne demolita nel 1919 per permettere il passaggio con via Zambonate venendo poi ricostruita su progetto dell'architetto Elia Fornoni, nel 1924.[5]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Esterno
[modifica | modifica wikitesto]La facciata è volta verso via XX settembre. Quattro lesene complete di capitelli corinzi e alta zoccolatura in pietra di Zadobbio la dividono in tre sezioni. Quella centrale ospita il portale in marmo di Zandobbio con timpano semicircolare. Nelle sezioni laterali ci sono alcune nicchie che ospitano le statue del Re Davide e Simeone.
Una cornice divide questa prima parte con quella superiore dove in nicchie decorate corrispondenti a quelle inferiori vi sono le statue di san Geremia e del profeta Isaia. Centrale una grande apertura rettangolare con contorni sempre completo di timpano triangolare. Conclude la facciata il frontone curvilineo coronato dalla statua della Vergine con angeli. Le statue, complete di cartigli, presenti sulla facciata sono lavoro dello scultore Antonio Maria Pirovano.[6]
La parete laterale si sviluppa anch'essa su tre campate con un'apertura che riprende quella presente sulla facciata.

Interno
[modifica | modifica wikitesto]L'interno si presenta a navata unica, con sporgenza di pilastri che ospitano gli altari laterali. Gli stucchi sono attribuiti ai Camuzio. La volta presenta le due cupole ellittiche una sulla navata e l'altra sulla zona presbiteriale, che si presenta più stretta dell'aula e rialzata da tre gradini. La zona presenta affreschi realizzati nel Settecento da Pietro Scalvini, mentre quelli della cupola sono lavoro di Enrico Albrici.
Le lesene ospitano le tavole della via crucis dipinte su rame che portano la firma di Perico Salvatore e la data del 1887. Di Silvio Paganelli sono i sette quadretti corrispondenti ai sette dolori della Madonna presenti nel pulpito e nella cantoria.
L'altare maggiore in stile neoclassico fu realizzato nell'Ottocento a sostituzione di quello che era stato distrutto durante il periodo napoleonico. La statura della Vergine dello spasimo fu realizzata su disegno di Gian Paolo Cavagna il quale ne curò la pittura.[7]Di notevole pregio è il bassorilievo.[3] Il nuovo altare in legno intagliato dipinto e dorato, volto verso la comunità, fu posto tra il 1980 e il 1990 per rispondere alle direttive dettate dal concilio Vaticano II.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Il quadrilatero dello shopping di Bergamo, su visitbergamo.it. URL consultato il 5 ottobre 2025..
- ^ Santa Lucia a Bergamo, su terredibergamo.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ^ a b c d Chiesa della Beata Vergine dello Spasimo, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
- ^ dissegno mandato n. 4, stato delineato e fatto dal sig. Antonio Martineri”
- ^ Chiesa della Madonna dello Spasimo, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 ottobre 2025..
- ^ Chiesa della Madonna dello Spasimo, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ^ Chiesa della Madonna dello Spasimo (detta Chiesa di Santa Lucia) in via XX Settembre> (PDF), su comune.bergamo.it, IBCAA. URL consultato l'8 ottobre 2025..
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla chiesa della Madonna dello Spasimo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa della Beata Vergine dello Spasimo, su BeWeB, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.
- Chiesa della Beata Vergine dello Spasimo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.