Chiesa dell'Abbazia della Misericordia

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Chiesa dell'Abbazia della Misericordia
Abbazia della Misericordia Venezia.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVenezia
ReligioneCattolica
Stile architettonicoBarocco

Coordinate: 45°26′37.95″N 12°20′06.59″E / 45.443875°N 12.335164°E45.443875; 12.335164

La chiesa dell'abbazia della Misericordia è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Cannaregio, affacciato sul campo omonimo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nome della chiesa fu Santa Maria di Val Verde e vede la sua storia legata alla Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, che dal XIV secolo eresse nelle vicinanze due proprie sedi, un ospedale e delle abitazioni.

Già nel 936 si trova traccia di una chiesa in quest'area, la cui costruzione, secondo Francesco Sansovino, è da attribuire a Cesare de Giuli, detto Andreani.

Nel XIII secolo venne rifatta completamente, abbandonando la struttura bizantina ed acquisendo uno stile gotico. Da allora la chiesa è legata alla storia della famiglia patrizia Moro che ne acquisirono il giuspatronato.

Nel 1659 fu rifatta la facciata , come indicato in un riquadro sulla destra, a cura e spese del patrizio e filosofo Gasparo Moro. Conteneva una tela del Veronese ed un ciclo del Tintoretto. Nel 1806 con la soppressione della Scuola della Misericordia fu completamente spogliata e trasformata in magazzino militare. Salvatasi dalla demolizione fu di nuovo arricchita, ad opera dell'abate Pietro Pianton tra il 1825 ed il 1864 di opere provenienti da altre chiese demolite o soppresse. Alla morte di questi fu venduta ogni cosa e la chiesa fu chiusa. Riscattata nel 1891 dal patriarca Domenico Agostini fu assegnata ai Padri Servi di Maria che l'abbandonarono nel 1973[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'abbazia della Misericordia e la Scuola vecchia di Santa Maria della Misericordia

La chiesa è costituita da un'unica navata. La facciata in pietra è strutturata attorno ad un ordine gigante centrale dominato da un timpano centinato e circondato da due ali trabeate. La sommità del frontone è coronata dalla statua della Vergine e gli spigoli delle ali da acroteri a pigna.

Sugli alti basamenti sporgenti dell'ordine gigante due statue allegoriche (la Carità e la Fortezza) e sopra il portale, davanti al rosone, il busto di Gasparo Moro accompagnato da un cartiglio e putti dolenti seduti su libri, tutte opere di Clemente Molli[2].

Madonna col Bambino

Il campanile in stile veneto-bizantino, che si intravede sul retro, ed il bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino di scuola trecentesca sull'annesso a destra della facciata, rimangono le ultime memorie della struttura originaria.

Sede espositiva[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa durante la performance The Mosque di Christoph Büchel per il padiglione islandese

Per la LVI Esposizione internazionale d'arte la chiesa ha ospitato, dal 9 al 22 maggio 2015, il padiglione nazionale dell'Islanda, con una performance dell'artista Christoph Büchel. L'opera, aperta al pubblico, si intitola The Mosque ed è un vero luogo di culto per i fedeli musulmani con tanto di miḥrāb rivolto verso la Mecca, sala per le abluzioni ricavata nel presbiterio, grande tappeto e versetti coranici alle pareti. A seguito di proteste, la polizia municipale di Venezia impose la chiusura del padiglione a causa di violazioni amministrative riscontrate nell'esecuzione dell'installazione artistica poco dopo l'apertura dell'Esposizione.

Nel 2017 ospita una personale di Omar Hassan, Do Ut Des, organizzata nello stesso periodo della LVII Biennale.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Bortolan, Le chiese del Patriarcato di Venezia, Venezia, 1975.
  • Marcello Brusegan, Le chiese di Venezia - storia, arte, segreti, leggende, curiosità, Roma, Newton Compton, 2007.
  • Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1963.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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