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Basilica del Sacro Cuore (Lugano)

Coordinate: 46°00′37.55″N 8°57′21.05″E
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Basilica del Sacro Cuore
Facciata della Basilica del Sacro Cuore di Lugano
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
CantoneCanton Ticino
LocalitàMolino Nuovo (Lugano)
IndirizzoCorso Elvezia 35a
Coordinate46°00′37.55″N 8°57′21.05″E
Religionecattolica di rito romano
TitolareSacro Cuore di Gesù
Diocesi Lugano
Consacrazione1927
ArchitettoEnea Tallone; Silvio Soldati
Stile architettonicoNeoromanico lombardo; eclettico
Inizio costruzione1922
Completamento1927
Sito webwww.parrocchialugano.ch/sacro-cuore/

La basilica del Sacro Cuore è un edificio religioso cattolico situato nel quartiere di Molino Nuovo, a Lugano, e appartiene alla Diocesi di Lugano. Fu costruita tra il 1922 e il 1927 su progetto degli architetti Enea Tallone e Silvio Soldati e nel 1952 è stata elevata al titolo di basilica minore.[1][2]

Origini: la cappella e l'oratorio della Madonnetta (XVIII secolo)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria dello Stradone.

Nel Settecento, su iniziativa del canonico Giulio Rusca, fu eretta nei pressi dell'attuale basilica una piccola cappella con affreschi e un'immagine mariana che divenne meta di devozione popolare. Il successo del culto portò nel 1726 alla costruzione di un oratorio con due altari, dedicati al Sacro Cuore di Gesù e alla Beata Vergine Maria, oltre a un altare a Giovanni Nepomuceno; il complesso è noto come "Madonnetta".

Nel 1747 vi fu eretta la confraternita del Santissimo Cuore di Gesù, attiva ancora nel Novecento.[3][4]

Progetto e costruzione della nuova chiesa (1922-1927)

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L'espansione demografica dell'area di Molino Nuovo all'inizio del XX secolo rese necessario un nuovo edificio di culto. Il parroco Annibale Lafranchi promosse la costruzione di una grande chiesa parrocchiale.

Il cantiere si aprì il 17 aprile 1922 e si concluse con la consacrazione nel 1927. Il progetto architettonico fu affidato a Enea Tallone e Silvio Soldati, che scelsero un linguaggio neoromanico lombardo con impiego esteso del porfido rosa del Ceresio e una severa scansione volumetrica ispirata alla tradizione locale.[1][5]

Elevazione a basilica minore e interventi del secondo dopoguerra

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Nel 1952 Pio XII concesse il titolo di Basilica minore. In quegli anni furono completati e integrati gli apparati decorativi interni, fra cui i cicli pittorici di Vittorio Trainini (1937-1954). Nel 1952 fu installato l'organo a canne della ditta Balbiani-Vegezzi Bossi, collocato in controfacciata.[6][7]

Restauri recenti e riallestimenti liturgici (XX-XXI secolo)

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La basilica del Sacro Cuore in una cartolina degli anni Settanta

La basilica è oggetto di tutela nell'Elenco cantonale dei monumenti storici e artistici dal 1963; negli ultimi decenni sono stati realizzati interventi di manutenzione e adeguamento impiantistico.

Il 6 novembre 2022 è stato dedicato il nuovo altare in gneiss di Lodrino, progettato e scolpito dallo scultore ticinese Paolo Foletti, con contestuale riallestimento dell'ambone e aggiornamento del presbiterio.[8][9]

La facciata è a salienti con tripartizione in corrispondenza delle navate, scandita da pilastri quadrangolari; al centro, un ampio rosone sovrasta il portale principale preceduto da protiro su colonnine binate. I rilievi della fronte sono opera dello scultore Fiorenzo Abbondio. All'incrocio fra navata e transetto si eleva un tiburio ottagonale concluso da lanterna con otto monofore ad arco tutto sesto. Le murature sono in blocchi lavorati di porfido rosa del Ceresio, materiale tipico dell'area luganese.[4][10]

Interno della basilica del Sacro Cuore

L'impianto è a croce latina con tre navate divise da arcate a tutto sesto su colonne marmoree con capitelli corinzi; navata centrale e bracci del transetto sono coperti da volte a botte lunettate. Nell'abside semicircolare è collocato l'altare maggiore in marmo giallo; la decorazione pittorica, eseguita da Vittorio Trainini fra il 1937 e il 1954, comprende cicli figurativi a tema cristologico e devozionale. Nella cripta sono sepolti alcuni presuli legati alla Diocesi di Lugano.[11][12]

Organo a canne

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Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne costruito nel 1952 dalla ditta Balbiani–Vegezzi Bossi; lo strumento, a trasmissione elettropneumatica, dispone di due tastiere da 61 note e pedaliera concavo–radiale da 32.[6]

Valore artistico e religioso

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La Basilica del Sacro Cuore rappresenta uno dei principali luoghi di culto cattolico della Diocesi di Lugano e un riferimento architettonico del quartiere di Molino Nuovo. La sua costruzione, avvenuta tra il 1922 e il 1927, segnò il passaggio da un'architettura religiosa di tradizione ottocentesca a un linguaggio neoromanico sobrio e razionale, in linea con le tendenze dell'architettura sacra svizzera del primo Novecento.[13]

La basilica è sede di celebrazioni diocesane e iniziative liturgiche, tra cui ordinazioni e momenti comunitari del clero ticinese.[12]

Dal punto di vista artistico, l'edificio si distingue per la coerenza formale del progetto di Enea Tallone e Silvio Soldati, per l'uso del porfido rosa del Ceresio e per l'apparato pittorico di Vittorio Trainini, considerato una delle testimonianze significative della pittura sacra murale nel Ticino tra le due guerre.[5]

  1. 1 2 Parrocchia di Lugano (a cura di), Le vostre comunità parrocchiali, in opuscolo, 1953.
  2. Basilica del Sacro Cuore (Lugano), su Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. URL consultato il 28 aprile 2023.
  3. Storia della Confraternita del Sacro Cuore, su Parrocchia di Lugano. URL consultato il 28 aprile 2023 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2021).
  4. 1 2 Chiesa della Madonnetta e Chiesa del Sacro Cuore, su Città di Lugano. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2018).
  5. 1 2 Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza–Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, p. 268.
  6. 1 2 Lugano, Basilica del Sacro Cuore – Organo Balbiani–Vegezzi Bossi (1952), su Hochschule Luzern – Orgeldokumentationszentrum. URL consultato il 5 maggio 2021.
  7. AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, p. 311.
  8. Lugano, Basilica del Sacro Cuore: evento storico per il nuovo altare, in catt.ch. URL consultato il 28 aprile 2023.
  9. Chiesa del Sacro Cuore di Lugano: un secolo di storie, su RSI – Radiotelevisione svizzera. URL consultato il 28 aprile 2023.
  10. AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, 2007, p. 311.
  11. Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, 1980, p. 268.
  12. 1 2 Basilica del Sacro Cuore – informazioni, su Parrocchia di Lugano. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  13. G. Mollisi (a cura di), Il Sacro Cuore a Lugano. La Basilica e la Madonnetta, Lugano, Fontana Edizioni, 2020, pp. 15–22.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza–Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, p. 268.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, p. 311.
  • Parrocchia di Lugano (a cura di), Le vostre comunità parrocchiali, in opuscolo, 1953.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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