Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo

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Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo
Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo (Alcamo) - Facciata.jpg
Facciata della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàAlcamo
Religionecattolica
TitolareSanti Paolo e Bartolomeo
Diocesi Trapani
Stile architettonicobarocco
Sito webwww.parrocchie.it/alcamo/sanpaolo/

Coordinate: 37°58′49.8″N 12°57′41.76″E / 37.9805°N 12.9616°E37.9805; 12.9616

La chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo è una chiesa in stile barocco risalente al XVII secolo che si trova nel comune di Alcamo, in provincia di Trapani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della Chiesa di San Paolo e Bartolomeo in occasione del IV centenario dalla sua fondazione

Nel 1533 don Adamo Morfino, in seguito ad una promessa di voto, iniziò la costruzione di un ospedale per gli infermi e incurabili con annessa una cappella dedicata a San Paolo in Conversione,[1] che a quei tempi si trovava alla fine dell'attuale Corso VI Aprile (allora chiamato "Corso Imperiale").[1] Tale costruzione, che era necessaria a causa dell'elevato numero di abitanti che richiedevano cure mediche, non arrivò ad essere ultimata completamente e venne chiusa nel 1590 per assenza di fondi.[1]

A partire dal 1615, venne iniziata la costruzione della chiesa parrocchiale "San Paolo in Conversione" per volere dell'allora vescovo di Mazara, ampliando la precedente cappella di San Paolo in Conversione.[1] Lo stesso vescovo fece costruire, contemporaneamente a quella di San Paolo in Conversione, la chiesa della Santissima Trinità che nel 1639 fu aggregata alla prima per rimediare alla mancanza di rendite.[1]

Nel 1662 venne fondata la congregazione notturna di Santa Maria del Miele, alla quale partecipavano "uomini di campagna".[2]

Nel 1689 la chiesa fu demolita e ricostruita grazie alle offerte dei fedeli, ultimando la costruzione nel 1692.[1] Successivamente, essendo ancora disponibili offerte da parte dei fedeli (in particolare da parte del ricco possidente Mariano Balli), la chiesa fu ulteriormente ampliata (1702-1705), portando a termine la costruzione della cupola.[1]

Nel 1765 venne fondata nella chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo la congregazione del Santissimo Viatico (successivamente chiamata congregazione del Sacro Cuore di Gesù), alla quale partecipavano "sacerdoti, gentiluomini, professori, benestanti e artigiani principali".[3]

Tra il 1775 e il 1809 si procedette all'ultimazione del prospetto, alla costruzione delle cappelle laterali del Santissimo Sacramento in fondo e della Madonna dei Miracoli (patrona della città di Alcamo) e di un'antisagrestia.[1] Durante questo periodo (precisamente nel 1778) fu inoltre collocato un orologio in rame nel campanile sulla facciata a sinistra (guardando dall'esterno),[4] che fu sostituito nel 1846 con uno in acciaio[4] e definitivamente rimosso nel 1910 in quanto non più funzionante.[4] Nel 1916 fu poi restaurato l'altro dei campanili sulla facciata.[4]

Dopo il terremoto del Belice del 1968, vennero svolte delle opere di restauro sulla facciata, eliminando la calce e lo stucco che erano stati aggiunti durante altre manutenzioni svolte in passato.[4]

Descrizione e opere[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, con pianta a croce latina, presenta tre navate, a ognuna della quali è associata una porta sul prospetto (una centrale e due laterali).[4]

Sulla facciata, realizzata su disegno del 1782 di Emanuele Cardona,[5][6] sono visibili due campanili,[4] dove sono collocate 4 campane del peso complessivo di 20 quintali,[4] delle quali una era utilizzata per il funzionamento dell'orologio non più esistente.[4]

Le navate sono divise da due file di quattro colonne monolitiche di marmo rosso del monte Bonifato poggiate su basi di forma quadrangolare.[4] L'abside presenta una finestra ad occhio, dove nel 1927 venne aggiunta una croce in ferro battuto.[4]

Nella chiesa si trovano il battistero (decorato da Carlo Brunetti), entrando sul lato sinistro, e due altari sulle navate minori:

  • altare della Madonna dei Sette Angeli, a destra; Sette Arcangeli tela realizzata da Giuseppe Felice nel 1703;[7]
  • altare di San Bartolomeo, a sinistra; tela dipinta da Narciso Guidone nel 1616.[8]

Si trovano inoltre le seguenti cappelle:[4]

Sull'abside si trova un dipinto su tela, raffigurante i Santi Paolo e Bartolomeo, realizzata da Giuseppe Felice nel 1701.[9] Nella cappella della Madonna del Miele si trova un dipinto della Madonna del Miele risalente al 1300 circa, che è il più antico dipinto che si trova ad Alcamo.[5][6] Tale dipinto proviene dalla chiesa di Santa Maria della Stella[10] (che fu la prima chiesa madre di Alcamo[10]) ed è attribuito a Barnaba da Modena.[6][11]

La realizzazione degli stucchi all'interno della chiesa è dovuta a Vincenzo e Gabriele Messina, mentre gli affreschi sono opera di Antonio Grano.[6][9]

Nella sacrestia della chiesa è conservata una tela del Sacro Cuore di Gesù, opera di Giuseppe Carta del 1858,[12] e una statua del Sacro Cuore di Gesù, scolpita nel 1932 da Giuseppe Ospedale per conto della Congregazione che porta lo stesso nome: veniva portata in processione a fine luglio. Nell'antisagrestia c'è una tela di Giuseppe Carrera realizzata nel 1610 e che raffigura san Nicolò da Tolentino inginocchiato davanti a un altare e dentro una stanza buia, e il Simulacro ligneo della Madonna del Miele, scolpito nel 1846 dall'alcamese Giovanni Stellino.[13] Veniva venerato sull'altare fino al 1903 ed è stato restaurato pochi anni fa da Rosa Maria Puma.

Nell'ufficio ci sono:

  • Madonna dei Miracoli, pittura su zinco
  • Scaffarrata barocca in legno: con dentro un Bambino Gesù che tiene la mano destra sul petto, e con l'altra mano sostiene un cuore di colore rosso sangue. Ha tre collane al collo, una di corallo, una di perle e una d'oro con crocifisso. Ai due lati ci sono due angeli.[13]
  • Madonna dell'Aiuto (fine 800): quadro devozionale donato nel 1983 dagli eredi della signorina Girolama Monticciolo, nella cui casa ogni sera si recitava il Rosario. Presenta un'immagine (in bianco e nero) della Madonna con Gesù Bambino in braccio; ai due lati sono fissati alcuni gioielli, come ex-voto, mentre sul capo della Madonna e di Gesù ci sono due corone in bassorilievo e uno stellario.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Storia della parrocchia
  2. ^ Cataldo, p. 44.
  3. ^ Cataldo, p. 43.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Descrizione della chiesa
  5. ^ a b I monumenti di Alcamo Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  6. ^ a b c d Sicilie.it, "Alcamo - Chiesa Santissimi Paolo e Bartolomeo"
  7. ^ Cataldo, p. 136.
  8. ^ Cataldo, p. 93.
  9. ^ a b Comune di Alcamo, "Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo", su comune.alcamo.tp.it. URL consultato il 31 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
  10. ^ a b TP24.it - Luigi Culmone, "La storia della prima Chiesa Madre di Alcamo"
  11. ^ Turismo Trapani - Tela su tavola della Madonna del Miele
  12. ^ Cataldo, p. 140.
  13. ^ a b c Roberto Calia, La chiesa dei SS.Paolo e Bartolomeo di Alcamo: notizie storiche ed artistiche,

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]