Chiesa dei Santi Martino e Giusto

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Chiesa dei Santi Martino e Giusto
Santi Martino e Giusto a Lucardo.jpg
La Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàLucardo, frazione di Montespertoli
ReligioneCattolica
TitolareMartino di Tours
Arcidiocesi Firenze
Consacrazione1093
Stile architettonicoBarocco

Coordinate: 43°36′00.47″N 11°07′06.44″E / 43.600131°N 11.118456°E43.600131; 11.118456

La chiesa dei Santi Martino e Giusto è un edificio sacro situato a Lucardo, frazione del comune di Montespertoli, in provincia di Firenze, diocesi della medesima città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa sorge ai limiti di una piazza situata fuori dal castello di Lucardo, un centro curtense conosciuto fin dall'VIII secolo. In questo luogo nel 1093 venne fondata una cappella, a memoria della fondazione, sopra uno stipite era posta la seguente iscrizione:

« HAEC DOMUS DOMINI EST / FUNDATA ANNO AB INC.E EIUS NONAGESIMO TERTIO / POST MILLE MENSE AUG. / IND.I. »

La chiesa era censuaria del vescovo fiorentino ed era affidata alle cure di una comunità di canonici; in un documento alla data 10 ottobre 1206 viene ricordato l'allora rettore che si chiamava Perfetto. La chiesa sorgeva in posizione equidistante dalle pieve circostanti e grazie a ciò godette di una notevole autonomia economica; in virtù di questo fatto prima del 1201 la chiesa venne ricostruita e venne dotata di un campanile; all'anno 1201 è possibile risalire grazie ad un'iscrizione posta nella campana maggiore recitante IN NOMINE DOMINI NOSTRI IESU CHRISTI AMEN, MCCI.

L'equidistanza dalle pievi vicine la portò anche a essere desiderata dalle medesime e infatti nel 1260 quando il popolo promise 13 staia di grano per il mantenimento dell'esercito fiorentino l'allora Canonica S.Martini de Lucardo risulta suffraganea della pieve di San Lazzaro ma nelle decime pagate tra il 1276 e il 1303 risulta sottoposta alla pieve di San Pancrazio.

Il capitolo dei canonici risulta attivo per tutto il XIV secolo e sono giunti a noi i nomi del priore Ricovero per il 1294 e del priore Jacopo che il 16 giugno 1369 venne nominato rettore della chiesa di Nebbiano. Per il XV secolo le uniche notizie sulla chiesa riguardano degli interventi di manutenzione ordinaria, e l'evento maggiore fu l'installazione nel 1441 di una nuova campana. Il patronato della chiesa spettava alla famiglia Machiavelli. Nel 1531 le vennero annesse due chiese poste nei dintorni: la chiesa di Santa Maria posta nel castello di Lucardo e la chiesa di San Giusto a Lucardo, un edificio posto più a valle, dalla quale prese anche il titolo.

La chiesa venne visitata dal vescovo di Firenze Alessandro de' Medici nel 1575 il quale la trovò ampia e in buono stato; dalla relazione stilata per quella visita inoltre sappiamo che a quel tempo la facciata della chiesa era in filaretto e che l'interno era provvisto di cinque altari, aveva il soffitto a capriate e un campanile a torre.

Il 25 giugno 1620 la chiesa venne consacrata, forse in seguito a dei lavori imponenti. Nel XVIII secolo la chiesa venne trasformata secondo il gusto barocco: il 1º settembre 1758 il campanile, pericolante, venne abbattuto e nel 1764 l'interno della chiesa venne decorato a stucco e furono aggiunti degli altari, infine nel 1769 venne dotata di un organo.

Pochi anni dopo nel 1827 le fondamenta dell'edificio stavano cedendo e fu obbligatorio provvedere ad un consolidamento. Altri lavori vennero effettuati nel 1925 quando venne rifatta la casa parrocchiale. Il 30 luglio 1961 è stata riconfermata quale prioria ed è tuttora officiata.

Architettura e patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

Della originaria chiesa romanica restano poche tracce. Doveva trattarsi di un edificio ad aula rettangolare conclusa con un'abside semicircolare ed un campanile a torre. Oggi è rimasta solo la tribuna.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

In questa zona sono almeno due le fasi costruttive riscontrabili: la più antica è databile al 1093 ed è quella che parte dal basamento dell'abside ed occupa buona parte dell'alzato. Qui è visibile una monofora a doppio strombo oggi tamponata e tutto il paramento murario è composta da arenaria gialla perfettamente squadrata, con i conci posti a corsi orizzontali e paralleli. Sopra a questa è visibile la seconda fase dei lavori, effettuati forse dopo il terremoto del 1171, come nella pieve di Sant'Appiano. Il paramento murario, qui è stato realizzato in laterizio. Quest'intervento deve essersi concluso entro il 1201.

La facciata della chiesa è molto semplice e oltre al portale in pietra serena l'unica apertura è costituita da una finestra a forma di campana. Sulla sinistra sorge l'edificio della Compagnia realizzato nel 1577 anche questo dalle forme sobrie, tipiche del periodo settecentesco e al cui interno si trova un altare romanico un tempo posto nella chiesa e la tela del XVII secolo Immacolata Concezione tra i Santi Carlo Borromeo e Antonio abate.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'intero è stato rimodernato nel 1764 e a quest'epoca risalgono le decorazioni parietali, gli altari e gli arredi. Al primo e secondo altare di destra sono collocate due tele di Giacinto Fabbroni raffiguranti rispettivamente Sant'Anna che insegna a leggere a Maria e Madonna col Bambino tra i Santi Giuseppe e Camillo , opere entrambe del 1764.

All'altare maggiore si trova la tela di Raffaello Botticini raffigurante Madonna col Bambino tra i Santi Pietro, Martino, Giusto e Giovanni Battista.

Sulla fiancata sinistra è posta la piccola tavola centinata con la Madonna, il Bambino e Santi (fine XV secolo), inserita nella tela dei primi del Seicento raffigurante i Santi Domenico e Caterina e i Misteri del Rosario; al primo altre di sinistra tela della Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano e Michele, realizzata intorno al 1610 da un pittore ispirato al Cigoli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico del Granducato di Toscana, Firenze, 1833-1846.
  • Luigi Santoni, Raccolta di notizie storiche riguardanti l'arcidiocesi di Firenze, Firenze, Tipografia Mazzoni, 1847.
  • Emanuele Repetti, Dizionario corografico-universale dell'Italia sistematicamente suddiviso secondo l'attuale partizione politica d'ogni singolo stato italiano, Milano, Editore Civelli, 1855.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana Granducale, Firenze, Tipografia Polverini, 1857.
  • Marcello Nardi Dei, Monografia storica e artistica del comune di Montespertoli, Firenze, 1873.
  • Cesare Paoli, Il Libro di Montaperti (MCCLX), Firenze, Viesseux, 1889.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1893 al 30 giugno 1894. relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1895.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1894 al 30 giugno 1895. relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1896.
  • Torquato Guarducci, Guida Illustrata della Valdipesa, San Casciano in Val di Pesa, Fratelli Stianti editori, 1904.
  • Michele Cioni, La Valdelsa: guida storico-artistica, Firenze, Lumachi, 1911.
  • Pietro Guidi, Rationes Decimarum Italiae. Tuscia. Le decime degli anni 1274-1280, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1932.
  • Pietro Guidi, Martino Giusti, Rationes Decimarum Italiae. Tuscia. Le decime degli anni 1295-1304, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1942.
  • Carlo Celso Calzolai, La Chiesa Fiorentina, Firenze, Tipografia Commerciale Fiorentina, 1970.
  • Italo Moretti, Renato Stopani, Chiese romaniche in Val di Pesa e in Val di Greve, Firenze, Salimbeni, 1972.
  • Italo Moretti, Renato Stopani, Architettura romanica religiosa nel contado fiorentino, Firenze, Salimbeni, 1974.
  • Renato Stopani, Il contado fiorentino nella seconda metà del Duecento, Firenze, Salimbeni, 1979.
  • AA. VV., Toscana paese per paese, Firenze, Bonechi, 1980.
  • Andrea Cecconi, Piero Cuccuini,Antonella Nesi, Il territorio di Montespertoli. Note di storia e d'arte, Firenze, Sigla, 1981.
  • Vittorio Cirri, Giulio Villani, La Chiesa Fiorentina. Storia Arte Vita pastorale, Firenze, LEF, 1993.
  • Marco Frati, Chiesa romaniche della campagna fiorentina. Pievi, abbazie e chiese rurali tra l'Arno e il Chianti, Empoli, Editori dell'Acero, 1997, ISBN 88-86975-10-4.
  • Rosanna Caterina Proto Pisani, Empoli, il Valdarno inferiore e la Valdelsa fiorentina, Milano, Mondadori, 1999, ISBN 88-04-46788-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]