Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (Gorgonzola)

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Chiesa dei Santi Protasio e Gervasio
023GorgonzolaSsGervasioProtasio.JPG
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Gorgonzola
Religione Chiesa cattolica di rito ambrosiano
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Consacrazione 1820
Architetto Simone Cantoni
Stile architettonico neoclassico
Inizio costruzione 1806
Completamento 1820
Sito web

Coordinate: 45°31′52.36″N 9°24′30.6″E / 45.53121°N 9.4085°E45.53121; 9.4085

La chiesa dei santi Protasio e Gervasio è un edificio religioso che si trova a Gorgonzola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale[1] chiesa parrocchiale fu costruita fra 1806 e 1820 in sostituzione del vecchio edificio sacro che, secondo la tradizione cristiana, aveva l'abside con l'altare a est (verso il naviglio Martesana), la facciata rivolta a Ovest e occupava l'area dell'odierno sagrato. Motivo di questa completa sostituzione è la volontà testamentaria del duca Gian Galeazzo Serbelloni (1744-1802), signore di Gorgonzola. Il Serbelloni vincolò la sua unica erede, Luigia Busca, a destinare una rendita annua di 16mila lire alla costruzione e al mantenimento di ben due edifici da costruirsi ex novo a Gorgonzola: la chiesa e l'ospedale. Il duca indicò anche il nome del responsabile dei progetti, il ticinese Simone Cantoni (1739-1818), architetto di fiducia già del padre Gabrio e autore, tra l'altro, del palazzo Serbelloni di Milano (oltre che della ricostruzione del palazzo Ducale di Genova e di molte chiese e ville fra Lombardia e Canton Ticino).

Il complesso monumentale ideato da Cantoni prevede, dopo alcune ipotesi progettuali[2] non realizzate, di lasciare libero lo spazio occupato dalla vecchia chiesa e di costruire quella nuova con abside a Nord e facciata a Sud. La prima pietra fu posta il 1º giugno 1806 con solenne cerimonia e i lavori, tra interruzioni e ritardi, proseguirono anche dopo la morte dell'architetto Cantoni, colpito da malore durante un sopralluogo al cantiere nel 1818 e sepolto nel mausoleo che lui stesso aveva progettato. Il nuovo tempio fu consacrato il 22 ottobre 1820 dall'arcivescovo di Milano, cardinale Gaisruck, anche se i lavori di completamento e decorazione andarono avanti per buona parte dei decenni successivi (il pronao al centro della facciata è del 1881).

Il titolo di prepositurale del quale si fregia la chiesa di Gorgonzola fa memoria del ruolo di capoluogo della pieve omonima, punto di riferimento religioso e civile per il territorio circostante almeno sin dal X secolo.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio sacro è affiancato da due corpi simmetrici fra loro: a destra, completato a metà Ottocento, l'Oratorio della SS. Trinità[3]; a sinistra, già costruito nel 1776 dallo stesso Cantoni per Gian Galeazzo e la sua famiglia, è il Mausoleo Serbelloni.

Il campanile si erge dietro la chiesa ed è alto 46 metri. Fra la seconda metà del 2015 e la primavera del 2016 la torre campanaria e il relativo concerto di otto campane sono stati sottoposti a restauro conservativo[4]. Nell'occasione è stato pubblicato un volume illustrativo della storia e del restauro di questo importante monumento, opera di Giacomo Moraglia[5].

La facciata, che solo nella parte superiore è riconducibile al disegno originale, presenta un finestrone sormontato da un timpano con calotta emisferica, non dissimile da quello che campeggia sul fronte di palazzo Serbelloni a Milano, mentre quattro erme reggono il cornicione. Le statue che decorano la facciata, nelle nicchie, rappresentano i profeti Daniele e Geremia ai lati del mausoleo, i martiri Protaso e Gervaso sopra l'ingresso della chiesa, S. Luigi Gonzaga e S. Carlo Borromeo ai lati dell'oratorio della SS. Trinità.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei SS. Protaso e Gervaso riassume tutta la potente espressività architettonica del suo ideatore. L'edificio è a navata unica a croce latina, con ampio transetto coperto da cupola e abside munita di deambulatorio. Le 42 semicolonne sporgenti dalle pareti e le quattro colonne libere che reggono il coro svolgono la doppia funzione di sostegno strutturale e di scansione ritmica dello spazio. Tutti i volumi sono raccordati ed enfatizzati dalla grande cupola, impostata su quattro vele e avvolta, all'esterno, da un tiburio ottagonale.

La volta della cupola, il catino absidale, gli arconi e i capitelli delle colonne sono decorati da motivi a stucco realizzati da maestranze ticinesi, coordinate dall'architetto Cantoni. La luce, irrompendo dai finestroni diafani, pervade l'unica navata, ed è valorizzata dai toni pastello delle colonne rosa, degli intonaci giallini e degli stucchi candidi.

L'artista più celebre che fu chiamato a dare il suo contributo all'abbellimento della nuova chiesa è Benedetto Cacciatori (1794-1871), carrarese di origine ma milanese per formazione e professione: alcune sue sculture decorano i caselli daziari di Porta Venezia e l'Arco della Pace a Milano. Per il cantiere di Gorgonzola Cacciatori scolpì e modellò in circa trent'anni oltre una trentina di opere: tutte le dodici sculture in pietra poste nelle nicchie delle pareti (dottori della Chiesa, evangelisti, profeti), i due angeli in marmo di Carrara dell'altare maggiore, i bassorilievi con gli episodi del Vangelo e altro ancora.

Degni di nota sono i due pulpiti in legno di noce, disegnati da un maestro dell'Accademia di Brera, Domenico Moglia (1782-1867), in stile Impero, alla pari dei fregi dorati dell'altare maggiore. L'altare maggiore e i confessionali, invece, sono stati disegnati dallo stesso Cantoni. I quattordici quadri della Via Crucis, realizzati secondo lo stile classico dell'edificio, furono donati nel 1920.

Figura da non dimenticare è quella dell'architetto milanese Giacomo Moraglia (1791-1860), che fu chiamato a dirigere i lavori a seguito della scomparsa di Cantoni. A Moraglia si devono il completamento degli interni e la progettazione autonoma dell'oratorio della SS. Trinità e del campanile. Moraglia si occupò infine del nuovo ospedale gorgonzolese, che il duca Serbelloni aveva indicato nel suo testamento: i lavori si svolsero dal 1848 al 1861, l'Ospedale Serbelloni fu aperto nel 1862 lungo l'attuale via Serbelloni[6].

Nella prepositurale di Gorgonzola sono attualmente presenti due organi: quello più grande, posto in cantoria sul lato destro del presbiterio, sopra la sacrestia, è stato costruito dal milanese Giovanni Bressani nel 1911, a trasmissione elettropneumatica, con due tastiere e pedaliera: oggi è inutilizzabile. Poi c'è un piccolo organo meccanico posato da Giovanni Bressani nel 1908 come strumento temporaneo e qui lasciato, al suo interno materiale fonico di varia provenienza; anche questo strumento è inservibile. Attualmente per la Liturgia viene usato un surrogato elettronico. Prima dei due organi attuali ce n'era uno, collocato in cantoria sopra la sacrestia: venne costruito da Antonio Brunelli di Milano nel 1822 ed ampliato da Natale Balbiani nel 1864. Questo strumento venne smontato nel 1908 in quanto non più liturgico - secondo i dettami del motu proprio sulla musica sacra di S. Pio X - e sostituito coi due strumenti ancora visibili.

Mausoleo Serbelloni[modifica | modifica wikitesto]

Il mausoleo a sinistra della chiesa fu ideato da Simone Cantoni per il duca Gian Galeazzo nel 1776. Destinato a ospitare le sepolture dei membri dell'illustre famiglia Serbelloni, anticipò di alcuni anni i provvedimenti governativi austriaci e poi napoleonici che posero fine all'antica usanza di seppellire i defunti all'interno delle chiese[7].

Sulla volta del mausoleo è ben conservato il grande dipinto murale del pittore ticinese Domenico Pozzi (1745-1796), che raffigura la visione del profeta Ezechiele: un soggetto coerente con la destinazione funeraria dell'edificio, poiché prefigura il tema della resurrezione. Altre quattro scene bibliche del medesimo tema erano dipinte sulle pareti e sono oggi pressoché illeggibili. La pala d’altare raffigurante San Rocco è una riproduzione fotografica dell'originale, che è conservato all'interno della chiesa.

Oltre a Gian Galeazzo, a sua madre Maria Vittoria, alla moglie Teresa e alla figlia Luigia con marito, figli e discendenti, nella cripta del mausoleo è sepolto l'architetto Cantoni, il quale (come ricorda la lapide nera murata nella facciata della chiesa, a destra) “edificò la chiesa e questo cimitero non sapendo che l'avrebbe costruito anche per sé”.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fino ai due recenti studi monografici (2006 e 2011, quest'ultimo generato da una tesi di laurea magistrale), l'unica occasione per una pubblicazione scientifica riguardante la chiesa gorgonzolese risale al 1979, in occasione della schedatura delle opere d'arte per conto della Soprintendenza: G. B. Maderna, Sulla Parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio a Gorgonzola. Note su Benedetto Cacciatori, Carlo Cattatori e Giovanni Pietro Porta, in Arte lombarda, 51, 1979, pp. 68-73
  2. ^ Tutti i disegni e le note di Cantoni si conservano presso l'Archivio di Stato del Canton Ticino a Bellinzona: cfr. N. Ossanna Cavadini, Simone Cantoni architetto, 2003
  3. ^ L'oratorio era la sede della confraternita dei Disciplini della Santissima Trinità, già presente a Gorgonzola e ufficialmente insediata secondo la regola nel 1633. Nella chiave di volta dell'arco di ingresso è presente l'iconografia della Trinità: il triangolo equilatero che racchiude un occhio. Il portale di ingresso presenta una cornice in pietra sagomata, probabile recupero dalla precedente chiesa parrocchiale. L'interno si presenta spoglio da decorazioni e illuminato da finestroni semicircolari posti sopra il cornicione che circonda tutta l'aula dalla copertura a botte. L'elemento architettonico di maggiore rilievo è l'arco trionfale che immette al presbiterio, sorretto da due colonne libere leggermente scostate dalle paraste sul muro. Lo stesso arco a serliana si ripete prima dell'abside, preceduto da un basso cupolino cieco.
  4. ^ Notizie relative a storia e restauro del campanile e all'uscita del libro a corredo dell'operazione, chiesadimilano.it.
  5. ^ Matteo Bolchini, Marco Cavenago, Gualtiero Oberti, Lucia Oberti, Il campanile di Gorgonzola. La storia, il concerto, la conservazione, Seriate, Tecnostampa, 2016.
  6. ^ L'antico edificio ospedaliero fu tra i primi in Lombardia a essere progettato e costruito con l'esplicita destinazione ospedaliera e non frutto di adattamenti di ville e conventi dismessi. Caratteristiche costruttive e di distribuzione spaziale moderne e all'avanguardia caratterizzavano gli ampi spazi dell'edificio, che giace da decenni in abbandono totale. Si veda D. Iacobone (a c. di), L'Ospedale Serbelloni di Gorgonzola (Milano). Contesto, storia, documenti, Roma, Gangemi, 2009: volume originato da una tesi di laurea in Architettura promossa dall'Associazione locale Astrov.
  7. ^ Nonostante la singolarità rivestita da questo edificio nel contesto culturale e sociale della Lombardia austriaca del tempo, nessuno studio se ne è mai occupato specificamente. Si veda quanto scrivono Ossanna Cavadini e Cavenago nei loro testi. M. Balconi, Il cimitero di Gorgonzola. Guida storico-artistica, Gorgonzola, Pro Loco, 1999, pp.34-35 si occupa del mausoleo nel contesto più generale del discorso sui luoghi di sepoltura a Gorgonzola. Fino al 1821, infatti, l'antico cimitero cittadino era disposto nell'area del sagrato della vecchia chiesa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario biografico degli italiani (DBI), ad vocem Cantoni Simone, volume 18, Roma, 1975, pp. 328-331
  • G. B. Maderna, Sulla Parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio a Gorgonzola. Note su Benedetto Cacciatori, Carlo Cattatori e Giovanni Pietro Porta, in Arte lombarda, 51, 1979, pp. 68-73
  • Giorgio Perego, Gorgonzola. Tre secoli della nostra storia, Gorgonzola, 2002, p. 44.
  • Nicoletta Ossanna Cavadini Simone Cantoni architetto Electa, Milano, 2003, passim
  • Giorgio Zanchetti, Benedetto Cacciatori (1794-1871), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2004, passim
  • Nicoletta Ossanna Cavadini, Simone Cantoni architetto, un esponente di spicco dell'emigrazione ticinese. Il progetto di Palazzo Ducale, in Genova e l'Europa continentale. Opere, Artisti, committenti e collezionisti, Milano 2004, 188-209
  • Bruno Giussani, Maria Cristina Ricci, La chiesa parrocchiale dei SS. MM. Protaso e Gervaso di Gorgonzola, Gorgonzola, Coop. Paolo VI, 2006
  • Nicoletta Ossanna Cavadini, Simone Cantoni di Muggio in Palazzo Vailetti Albani e le sue relazioni con la committenza bergamasca, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 176-199 (con biografia e ampia bibliografia).
  • Marco Cavenago, Le sculture di Benedetto Cacciatori nella chiesa parrocchiale di Gorgonzola (1819-1849). Precisazioni e documenti, 2010, on line su Storia in Martesana
  • Marco Cavenago, Il mausoleo Serbelloni a Gorgonzola. Raffinata espressione del sentimento illuminista, 2011, on line su Storia in Martesana
  • Marco Cavenago, La chiesa parrocchiale dei SS. Protaso e Gervaso a Gorgonzola, Viganò, Casati, 2011
  • Giovanni Conte, La parrocchiale di Gorgonzola, dove il neoclassico si riveste di armonia, ChiesadiMIlano.it, 19 giugno 2013
  • Marco Cavenago, Torna a 'risuonare' il campanile di Gorgonzola, ChiesadiMilano.it, 27 ottobre 2016
  • Matteo Bolchini, Marco Cavenago, Gualtiero Oberti, Lucia Oberti, Il campanile di Gorgonzola. La storia, il concerto, la conservazione, Seriate, Tecnostampa, 2016

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]