Chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano

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Chiesa di San Bartolomeo e Stefano
Chiesa di San Bartolomeo, Bergamo.jpg
chiesa di San Bartolomeo Bergamo
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBergamo
ReligioneCristiana cattolica
TitolareSan Bartolomeo e Stefano
Diocesi Bergamo
Stile architettonicorinascimentale - gotico
Inizio costruzioneXVIII secolo
Sito web

Coordinate: 45°41′44.99″N 9°40′17.51″E / 45.69583°N 9.67153°E45.69583; 9.67153


La chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano è un edificio di culto situato a Bergamo, sul "Sentierone".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La grande chiesa di santo Stefano venne distrutta l'11 novembre 1561 per la realzzazione delle mura venete. I nuemrosi frati che abitavano il convento, si disperso nelle comunità della penisola, restarono solo in otto ospiti presso la chiesa di san Bernardino. Il 14 agosto 1572, occuparono la piccola chiesa di san Bartolomeo con alcune piccole abitazioni contigue con ina bolla di Papa Pio V del 1571, che con cedeva loro la Prepositura di san Bartolomeo, che era precedentemente occupato di una comunità di monaci dell'Ordine degli Umiliati e che era stato sopresso[1].

Con la costruzione della nuova chiesa vennero posizionate le opere che erano state salvate da quella antica, anche se alcune parti furono perse e la nuova locazione creò sicuramente un danno non indifferente al loro valore. La grande la tavola di Lorenzo Lotto detta Pala Martinengo, capolavoro del soggiorno bergamasco del pittore veneziano, venne posizionata nel catino absidale cercando di ricreare l'originale locazione. .

La chiesa venne riedificata tra il 1604 al 1624 su disegno di Antonio Maria Caneva seguendo le indicazioni della controriforma[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'interno si presenta ad una unica navata con cinque cappella su ogni lato. Il presbiterio è sopraelevato, terminante nell'abside con il coro a pianta semiottagonale dove nella parte superiore è posizionaa la grande pala lottesca.

La trasfigurazione pittorica del bolognese Francesco Monti sulla cupola è ben integrata con le cornici architettoniche delle lunette; ricca e vasta è la superficie parietale trattata a treillages. Pure raffinata è la lavorazione degli ovali allungati con fastigi asimmetrici e le esili cornici che ornano con un intreccio architettonico i 15 Misteri in monocromo del pittore Giuseppe Antonio Orelli affrescati nel 1757[3]. Muzio firma questo intervento, ma le altre cappelle presentano una decorazione frutto del lavoro di bottega con gli ovali asimmetrici e i disegni architettonici delle volte. Un esempio di completa fusione tra pittura e scultura è la rinnovata cappella della Madonna del Rosario i cui stucchi di Muzio Camuzio datati 1752 sono firmati su un nastrino nella parete destra «MUC.CAMUZI F.» All'interno della sagrestia della chiesa è conservata la statua della Madonna della rosa di Ardigino de Bustis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Rivista di Bergamo
  2. ^ Chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 maggio 2018.
  3. ^ I giorni 11 aprile e 7 agosto del 1752 vengono versate lire 1400 al Camozi (Archivio di Sato di Milano, Fondo Religione, FR, carta 2829), Bilanci; il 23 gennaio 1757 la Congregazione dei Disciplini del Santissimo Rosario approva l'accordo con il pittore G.A.F. Orelli per la pittura dei Quindici Misteri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvana de Paolis Gibelli, la chiesa dei santi Bartolomeo e Stefano in Bergamo, convento dei santi Bartolomeo e Stefano, 2000.
  • Andreina Franco Loiri Locatelli, La Rivista di Bergamo, 1998.

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