Chiesa dei Santi Anastasio e Vincenzo
| Chiesa dei Santi Anastasio e Vincenzo | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Toscana |
| Località | Sant'Anastasio (Piazza al Serchio) |
| Indirizzo | Via Marziale 20, Sant'Anastasio, Piazza al Serchio |
| Coordinate | 44°11′54.36″N 10°17′05.4″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Santi Anastasio monaco e Vincenzo diacono martiri |
| Arcidiocesi | Lucca |
| Stile architettonico | gotico |
| Inizio costruzione | 1788 |
| Completamento | 1791 |
| Sito web | comunita.altagarfagnana.it/ |
La chiesa dei Santi Anastasio e Vincenzo è un edificio religioso sito a Sant'Anastasio, frazione del Comune di Piazza al Serchio, in provincia di Lucca. Risalente alla fine del XVIII secolo, la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Anastasio monaco e Vincenzo diacono martiri, è amministrativamente parte della zona pastorale Garfagnana dell'arcidiocesi di Lucca.
Storia
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La chiesa attuale fu edificata tra il 1788 al 1791, dopo che una frana aveva lesionato quella originaria del XIV secolo, che sorgeva nei pressi del cimitero dell'abitato; per la costruzione del nuovo luogo di culto, fu riutilizzato il materiale risultante dalla demolizione dell'antico tempio.[1]
La chiesa fu elevata a sede parrocchiale autonoma il 5 settembre 1794.[1]
Due terremoti colpirono il luogo di culto nel 1920 e nel 2013. Nel primo caso i lavori di restauro durarono due anni, mentre nel secondo il cantiere richiese sei anni di tempo; il 5 maggio 2019 l'edificio fu riaperto al pubblico. Nel 2024 fu aggiunta alla porta laterale una pedana per i disabili.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Esterno
[modifica | modifica wikitesto]La semplice e simmetrica facciata a capanna, rivestita interamente in pietra, presenta nel mezzo il portale d'ingresso, delimitato da una cornice in pietra serena e coronato da un frontone spezzato; più in alto è collocato un finestrone cieco, con cornice mistilinea.[1]
Sulla sinistra, si erge isolato il campanile in pietra, con cella campanaria affacciata sulle quattro fronti attraverso ampie monofore ad arco a tutto sesto.[1]
Interno
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La chiesa si sviluppa su una pianta a navata unica, affiancata da due cappelle laterali, una per parte.
L'aula, coperta da una volta a botte lunettata e rivestita in arenaria nel pavimento, è decorata lateralmente con una serie di paraste in finto marmo, coronate da capitelli in stucco.[1]
La cappella destra accoglie l'altare dedicato a san Giuseppe, realizzato nel 1808, restaurato nel 2021 e sormontato da una monumentale ancona marmorea; al suo interno è collocato un dipinto a olio di un ignoto pittore locale raffigurante l'Assunzione di Maria e santi; sull'altare è inoltre posta la statua del Bambino di Praga.
La cappella sinistra ospita l'altare dedicato alla Madonna, risalente al XVIII secolo, restaurato tra il 2021 e il 2022 e sormontato da un'ancona analoga a quella di fronte; al suo interno, un'ampia nicchia ottocentesca a tutto sesto accoglie la statua moderna della Madonna del Santo Rosario[2].

Il presbiterio, con pavimento in cotto, accoglie nel mezzo l'altare maggiore. Al di sopra è un baldacchino, donato nel 1824 della famiglia Corsi con una struttura dorata in tela e legno, restaurato nel 2024, mentre sul fondo, sopra al coro ligneo, si staglia il trittico di Bernardino del Castelletto.[1]

Trittico di Bernardino del Castelletto
[modifica | modifica wikitesto]Il trittico è costituito da tre tavole principali nella parte inferiore tra le quali quella al centro raffigura una Madonna col Bambino, mentre ai lati sono rappresentati, a destra Sant’Antonio Abate e San Giovanni Evangelista e a sinistra San Vincenzo Diacono e San Anastasio. inoltre, nella predella sono riprodotti i Dodici Apostoli, mentre nella cimasa è ritratto il Cristo in pietà e infine nei pilieri sono raffigurati tre santi per lato, Brigida, Leonardo e Genesio a destra e Lucia, Michele e Cristoforo a sinistra.[3]
L'opera, terminata nel 1493 come si vede su un'iscrizione in fondo al quadro centrale (A D.MCCCCLXXXXIII), ritrovata durante l'ultimo restauro effettuato tra 2024 e 2025 dalla restauratrice Daniela Frati[1], fu a lungo attribuita a un anonimo Maestro di Sant'Anastasio, ma da tempo l'autore è stato riconosciuto nel pittore rinascimentale Bernardino del Castelletto. La ricca carpenteria tardogotica, simile a quella realizzata per il trittico di Vallico di sotto, racchiude composizioni nelle quali lo spazio è già unificato in senso rinascimentale anche attraverso il pavimento marmoreo in scorcio e indicato dalle posizioni dei piedi dei santi. L'opera risente di modelli qui non solo fiorentini, ma anche lucchesi, civitaleschi soprattutto, specie nel modellato delle figure e nella costruzione dei panneggi[4]. All'espressività della Vergine col Bambino, che integra le influenze liguri acquisite nell'evoluzione artistica del pittore, si contrappongono le più convenzionali, per il periodo, coppie di santi presenti nei due comparti laterali, riprodotti con gesti bloccati e fisionomie congelate.[3]
Organo a Canne
[modifica | modifica wikitesto]Sempre all’interno della chiesa, sopra la porta dell’ingresso centrale si trova un bell’organo a canne datato 1756 e attribuito ai fratelli Antonio e Filippo Tronci di Pistoia, la data di costruzione è nota perché è riportata sul frontone della cassa. Dall’esame dei documenti dell’archivio pastorale, risulta che lo strumento, cantoria compresa, proviene dall’Eremo di Calomini, trasportato nell’attuale collocazione nell’anno 1803.
Durante il montaggio dello strumento furono eseguite delle aggiunte che impedivano le normali operazioni di accordatura e manutenzione. I recenti lavori di restauro, terminati del novembre del 2003 hanno permesso di riportare lo strumento al suo stato d’origine ed è inserito in un elegante lignea arricchita da fregi e dorature, addossata alla parete aperta anteriormente in tre campi.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 Simone Bertei, Parrocchia di Sant'Anastasio, su comunita.altagarfagnana.it. URL consultato il 1º novembre 2024.
- ↑ Parrocchia di Sant'Anastasio -, su comunita.altagarfagnana.it. URL consultato l'8 novembre 2024.
- 1 2 Madonna con Bambino e Santi, su catalogo.cultura.gov.it. URL consultato il 1º novembre 2024.
- ↑ Stefano Martinelli, La pittura dal Duecento al Quattrocento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 155 - 156.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comunita.altagarfagnana.it.
- Chiesa dei Santi Anastasio e Vincenzo, su BeWeB, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana.
