Chiesa dei Minoriti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la chiesa di Catania, vedi Chiesa dei Minoriti (Catania).
Chiesa dei Minoriti
Minoritenkirche
Wien - Minoritenkirche.JPG
La parte absidale
StatoAustria Austria
LandFlag of Vienna.svg Viennese
LocalitàWien 3 Wappen.svgVienna
ReligioneCattolica
TitolareMadonna della Neve
Arcidiocesi Vienna
Architettopadre Giacomo di Parigi
Stile architettonicogotico
Inizio costruzione1276

Coordinate: 48°12′35″N 16°21′50″E / 48.209722°N 16.363889°E48.209722; 16.363889

La chiesa dei Minoriti (in tedesco Minoritenkirche), il cui nome ufficiale è Italienische Nationalkirche Maria Schnee cioè "chiesa nazionale italiana Maria della neve", è una chiesa costruita in stile gotico francese che si trova nel primo Distretto a Vienna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Madonna col Bambino, particolare del portale

Il duca Leopoldo VI di Babenberg, detto il "Glorioso", tornando dalla crociata nel 1219, si fermò ad Assisi per esprimere a san Francesco il desiderio di avere dei frati francescani, già presenti in Germania[1], anche a Vienna.

I frati francescani Alberto da Pisa, Giovanni da Carpi, Martino da Milano e Giacomo da Treviso presero allora la via per la città dove decisero di trapiantare il loro ordine, stabilendosi nella piazza am Hof, dove risiedeva il duca.

Nel 1260 la chiesa era ormai conosciuta, grazie ai suoi fondatori, come la chiesa dei frati italiani e venne dotata di un convento che contava già 150 frati. Il francescanesimo ebbe dunque molti seguaci, soprattutto tra le famiglie nobili, dai principi del Liechtenstein alle famiglie italiane che abitavano a Vienna, quali i Medici, i Ricasoli, i Cavalcanti, gli Stampa e molte altre che spesso facevano tumulare qui i propri defunti, riconoscibili tramite gli stemmi appesi alle pareti.

Ai frati Francescani vennero anche affidate cattedre all'università.

Un incendio nel 1276 diede la possibilità di ricostruire interamente la chiesa, la cui prima pietra fu posta da re Ottocaro II di Boemia e signore d'Austria.

Buona parte della costruzione fu affidata a padre Giacomo di Parigi, realizzatore del portale maggiore, splendida opera in gotico francese.

Nel corso dei secoli la chiesa subì incendi e distruzioni, soprattutto durante le guerre Austro-Turche.

La duchessa Bianca volle la costruzione di un coro, il coro di San Luigi (in onore del suo santo zio re di Francia), che venne realizzato solo più tardi per volere dell'Imperatrice Elisabetta, ma poi tra incendi e guerre andò distrutto e oggi ne sono visibili solo le fondamenta.

Il mosaico di Giacomo Raffaelli

La chiesa venne chiamata ufficialmente "Chiesa Nazionale Italiana" quando Giuseppe II d'Asburgo, nel 1784, la donò alla Congregazione Italiana ad aeternum. La chiesa quindi venne dedicata alla "Madonna della Neve", dalla basilica romana di Santa Maria Maggiore e tale è ancor oggi.

A seguito della nuova dedicazione vennero compiute numerose ristrutturazioni, affidate all'architetto austriaco Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg, che mirarono soprattutto alla rimozione delle componenti barocche dell'interno.

Nella chiesa si può scorgere un maestoso simbolo di "italianità": un mosaico, copia dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, opera di Giacomo Raffaelli terminata nel 1817, commissionata da Eugenio Beauharnais che intendeva donarla a Napoleone I, per il Louvre.

Dal 1784 in poi la celebrazione delle S. Messe per la Comunità Italiana di Vienna nella Chiesa Nazionale Italiana fu svolta in parte da sacerdoti diocesani in parte da sacerdoti di vari ordini, tra i quali i Redentoristi e i Salesiani.[2] Dal 1957 al 2019 la cura pastorale fu svolta dall'ordine Minorita. Dal febbraio 2019 le S. Messe in italiano vengono nuovamente celebrate da sacerdoti diocesani. Le S. Messe sono di sabato alle 17:00 e di domenica alle 11:00. [3] [4]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cronaca di frate Giordano da Giano
  2. ^ (DE) Dr. Manfred Zips, Vortrag zur Ausstellungseröffnung 230 Jahre italienische Minoritenkirche im Zeichen der Italienischen Kongregation, su www.minoritenkirche-wien.info/. URL consultato il 30 aprile 2019.
  3. ^ Congregazione Italiana Minoritenkirche, Avviso ai fedeli della Comunità Italiana della Minoritenkirche, su www.minoritenkirche-wien.info/. URL consultato il 30 aprile 2019.
  4. ^ Blog QuiVienna, Un comunicato dalla Congregazione Italiana sui cambiamenti nella comunità cattolica di Vienna, su www.quivienna.com/. URL consultato il 30 aprile 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]