Chiesa cattolica in Slovenia

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Chiesa cattolica in Slovenia
Emblem of the Holy See usual.svg
Anno 2006
Cristiani
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1,7 milioni
Cattolici oltre 1,6 milioni
Popolazione 2 milioni
Presidente della
Conferenza episcopale
Stanislav Zore, O.F.M.
Nunzio apostolico Juliusz Janusz
Codice SI
Pilone votivo di Cristo incoronato di spine eretto nel 1724, lungo la strada da Murska Sobota a Ljutomeru

La Chiesa cattolica in Slovenia conta circa 1.623.000 battezzati, pari al 78% della popolazione della Slovenia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Slovenia è da secoli una terra di tradizione religiosa cattolica, ma solo nella seconda metà del XX secolo ha acquisito una sua precisa identità, distinta da quella delle regioni vicine. La diocesi più antica, quella di Capodistria, risale al VI secolo e fu a lungo unita alla diocesi di Trieste. Quella di Lavant (che poi ha assunto il nome di diocesi di Maribor), istituita nel XIII secolo, fu suffraganea di Salisburgo e dal 1924 di Zagabria. La sede di Lubiana fu eretta nel XV secolo e gravitò, almeno formalmente, nell'orbita del patriarcato di Aquileia e, dal 1830 dell'arcidiocesi di Gorizia. Solo nel 1968 essa fu elevata a sede metropolitana ed ebbe Maribor come suffraganea. Nel 1977 fu ripristinata l'autonomia della diocesi di Capodistria, e anch'essa fu resa suffraganea di Lubiana.

Un importante contributo all'identità della Chiesa cattolica slovena si ebbe nel 1991 con la dichiarazione di indipendenza del Paese. Nel 1992 furono formalmente intraprese le relazioni diplomatiche tra il nuovo Stato e la Santa Sede e a gennaio 1993 istituita la conferenza episcopale nazionale. Nel 2006 papa Benedetto XVI ha elevato al rango di arcidiocesi metropolitana anche la diocesi di Maribor e istituito le nuove sedi episcopali di Novo Mesto, Celje e Murska Sobota.

Nel 2010 una serie anomala di richieste di mutui da parte dell'arcidiocesi di Maribor indusse la Santa Sede a inviare in Slovenia un visitatore apostolico, che portò alla luce una dissennata gestione finanziaria che si protraeva almeno dal 2003. La questione in effetti nel 2007 era già stata oggetto di inchieste giornalistiche, che tra le altre questioni stigmatizzavano la scelta di avere partecipazioni, sia pure indirette, in un'emittente televisiva pornografica. A detta degli ispettori ministeriali l'entità del debito rendeva quello della Chiesa cattolica slovena il più grande crac finanziario della storia del Paese.[1] Le conseguenze non tardarono: nel 2011 l'anziano arcivescovo Franc Kramberger fu costretto a dimettersi e per la stessa ragione nel 2013 furono indotti a presentare le dimissioni anche il suo successore, Marjan Turnšek, e l'arcivescovo di Lubiana Anton Stres, primate di Slovenia e presidente della Conferenza episcopale slovena, che era stato a lungo vescovo ausiliare di Maribor.[2]

Organizzazione ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 il territorio sloveno è suddiviso in due province ecclesiastiche, ciascuna costituita da un'arcidiocesi e due diocesi suffraganee:

Conferenza episcopale[modifica | modifica wikitesto]

La Conferenza episcopale slovena (in sloveno: Slovenska Škofovska Konferenca) è stata istituita il 19 febbraio 1993, quando papa Giovanni Paolo II ne approvò gli statuti.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Vicepresidenti[modifica | modifica wikitesto]

Segretari generali[modifica | modifica wikitesto]

Nunziatura apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Santa Sede e Slovenia mantengono relazioni diplomatiche dall'8 febbraio 1992.

Nunzi apostolici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Bobbio, Slovenia, il Papa interviene, in Famiglia Cristiana, 31 luglio 2013. URL consultato il 27 maggio 2015.
  2. ^ Giorgio Bernardelli, Trasparenza finanziaria: ora tocca ai vescovi, in Vatican Insider, 31 luglio 2013. URL consultato il 27 maggio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]