Chicago Seven

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Chicago Seven è un gruppo di sette attivisti (Abbie Hoffman, Jerry Rubin, David Dellinger, Tom Hayden, Rennie Davis, John Froines e Lee Weiner) che furono processati per cospirazione, incitamento alla sommossa e altre accuse relative agli eventi che avevano avuto luogo a Chicago durante la Convention democratica del 1968[1]. Il processo era dapprincipio denominato "Chicago Eight trial" poiché un ottavo uomo, Bobby Seale, unico nero del gruppo e leader dei Black Panthers, che era stato inizialmente mandato a processo insieme agli altri, fu poi processato separatamente e condannato per oltraggio alla corte[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Congresso dei Democratici di Chicago del 1968, che ha visto Hubert Humphrey candidato alle elezioni presidenziali[3], è stato interrotto il 28 agosto da una manifestazione contro l'allora presidente in carica, il democratico Lyndon Johnson e contro la guerra del Vietnam. Diverse migliaia di manifestanti, alcuni di essi militanti del Partito YIP, infransero il coprifuoco indetto nella zona dell'International Amphitheatre, dove si doveva tenere la convention ma furono bloccati dalla polizia, che usò lacrimogeni e manganelli. Il violento scontro fu filmato e trasmesso nei notiziari televisivi[4]. I manifestanti Yippies volevano candidare provocatoriamente un maiale chiamato "Pigasus the Immortal" alla Presidenza per i Democratici.

In seguito agli scontri, il gran giurì federale accusò otto leader della protesta per incitamento alla rivolta in base al Civil Rights Act e per cospirazione. Il procuratore generale Ramsey Clark, considerando che la violenza era stata suscitata principalmente alle azioni delle polizia di Chicago, rinviò il processo, che fu però avviato dopo l'ascesa al potere di Richard Nixon[1].

Il processo ebbe inizio il 20 marzo 1969. All'inizio del processo, Bobby Seale bersagliò ripetutamente di insulti il giudice Julius Hoffman che lo fece legare e imbavagliare[5][6] per poi ordinare che il suo caso fosse separato dagli altri; Seale fu successivamente condannato a quattro anni di prigione per oltraggio[6].

Il 18 febbraio 1970, i sette imputati restanti furono prosciolti dalle accuse di cospirazione. Cinque di loro, Hoffman, Rubin, Dellinger, Hayden e Davis furono ritenuti colpevoli di avere attraversato il confine dello Stato con finalità di incitamento alla rivolta e furono condannati a cinque anni di carcere e multati per 5000 dollari[4]. Il 21 novembre 1972, le condanne furono ribaltate dalla Corte d'Appello degli Stati Uniti poiché il giudice Hoffman non aveva tenuto conto dei pregiudizi culturali o razziali di alcuni giurati. Durante il processo, tutti gli imputati e due avvocati della difesa, tra cui il celebre legale William Kunstler, furono accusati di disprezzo e condannati ma anche queste sentenze furono annullate[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Andrew E. Hunt, David Dellinger: The Life and Times of a Nonviolent Revolutionary, NYU Press, 2006-05, ISBN 9780814736388. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  2. ^ (EN) Caroline Strevens, Richard Grimes e Edward Phillips, Legal Education: Simulation in Theory and Practice, Routledge, 22 aprile 2016, ISBN 9781317106326. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  3. ^ Paolo Brogi, '68: Ce n'est qu'un début... storia di un mondo in rivolta, Imprimatur editore, 2 novembre 2017, ISBN 9788827506387. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  4. ^ a b (EN) John R. Vile, Chicago Seven Trial, su www.mtsu.edu. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  5. ^ (EN) Nick Sharman, The Chicago Conspiracy Trial and the Press, Springer, 11 maggio 2016, ISBN 9781137559388. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  6. ^ a b (EN) Rickey Vincent, Party Music: The Inside Story of the Black Panthers' Band and How Black Power Transformed Soul Music, Chicago Review Press, 1º ottobre 2013, ISBN 9781613744956. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  7. ^ (EN) Chicago Seven | History, Protest at 1968 Democratic National Convention, & Trial, su Encyclopedia Britannica. URL consultato il 28 gennaio 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Chicago Seven su Encyclopaedia Britannica online, www.britannica.com

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