Chi (periodico)

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Chi
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Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere femminili
Fondazione 3 marzo 1995
Sede via privata Mondadori, 1 - Segrate (MI)
Editore Arnoldo Mondadori Editore
Diffusione cartacea 199 097 (settembre 2015)
Direttore Alfonso Signorini
Sito web Scheda editoriale
 

Chi è un settimanale italiano del gruppo Mondadori, apparso per la prima volta in edicola il 3 marzo 1995 sotto la direzione di Silvana Giacobini[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La rivista è la continuazione di un precedente periodico, Noi, creato da Gigi Vesigna come familiare popolare e lasciato alla vicedirezione di Alfredo Rossi fino al cambio di testata e di formula. Questa "primogenitura" è presente in copertina dove, accanto alla grande scritta CHI, compare in verticale la continuazione della testata: di Noi. La testata completa infatti è Chi di noi.

La rivista, che si rivolge ad una fascia di pubblico prevalentemente femminile e di cultura bassa, è specializzata nella cronaca rosa e gossip su personaggi famosi.

Non mancano spazi dedicati alla moda, alla salute ed alle notizie più importanti della settimana.

Dal 2006 il direttore è Alfonso Signorini, già condirettore e direttore di TV Sorrisi e Canzoni, che ha sostituito Umberto Brindani[2].

L'editore del settimanale è Arnoldo Mondadori Editore[3]. La compagnia è guidata da Marina Berlusconi, la figlia maggiore di Silvio Berlusconi[4].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

  • 2004 : 524.482
  • 2007 : 503.984
  • 2010 : 403.599

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Italian Fashion, Beauty and Style Magazines | Made-In-Italy.com, su www.made-in-italy.com, 07 gennaio 2011. URL consultato il 20 novembre 2017.
  2. ^ Umberto Brindani / Il direttore di Oggi ospite da Fazio (Rischiatutto, puntata 10 novembre 2016), in Il Sussidiario.net. URL consultato il 20 novembre 2017.
  3. ^ (IT) Magazine | Mondadori, in Gruppo Mondadori. URL consultato il 20 novembre 2017.
  4. ^ Marina Berlusconi festeggia 50 anni di successi, in ilGiornale.it. URL consultato il 20 novembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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