Chi è cchiu' felice 'e me!

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Chi è cchiu' felice 'e me!
Commedia in due atti
Chi è più felice.jpg
Eduardo dà indicazioni agli attori della commedia
Autore Eduardo De Filippo
Lingua originale Italiano
Genere Teatro napoletano
Composto nel 1929
Prima assoluta 8 ottobre 1932
Teatro Sannazaro
Versioni successive

RAI 1964

Personaggi
  • Vincenzo, piccolo possidente
  • Margherita, sua moglie
  • Nicola, loro uomo di fatica e contadino
  • Eduardo, Errico, Gennarino, Giorgio, amici di Vincenzo
  • Consiglia, moglie di Giorgio
  • Riccardo, il corteggiatore di Margherita
  • Rafilina
  • Due carabinieri
Riduzioni cinematografiche TV: una trasposizione televisiva con regia dello stesso autore del 1964.

Chi è cchiu' felice 'e me! è una commedia in due atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo nel 1929.

La commedia in due atti fa parte delle opere teatrali che lo stesso Eduardo ha chiamato Cantata dei giorni pari, scritte prima e durante la seconda guerra mondiale che si differenziano da quelle composte dal 1945 in poi (Cantata dei giorni dispari) dove l'autore mette in rilievo le conseguenze che il conflitto ha lasciato nella società italiana. Questa commedia, firmata con lo pseudonimo di Molise, invece si rifà ai temi tradizionali del teatro dialettale napoletano dove è più evidente l'influsso di Eduardo Scarpetta.

L'opera, scritta nel 1929, sarà rappresentata per la prima volta l'8 ottobre 1932 al Teatro Sannazaro di Napoli, e connotata subito da un buon successo di pubblico.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Vincenzo è un modesto possidente di campagna che ha regolato tutta la sua vita secondo un preciso e prudente bilancio di entrate e uscite. Non ha mai fatto un passo più lungo della gamba e ha sposato una giovane e bella donna, Margherita, che la pensa come lui e che segue fedelmente i suoi principi. Chi dunque può essere più felice di Vincenzo? Egli ha sempre scansato ogni occasione di pericolo ed è convinto che basti organizzare prudentemente la propria vita per evitare ogni disgrazia.

La scena iniziale si apre con l'interno della casa di Vincenzo che, dopo la cena, sta tranquillamente fumando la sua pipa seduto all'aperto al fresco della sera. Mentre Margherita sta accudendo alle faccende domestiche, Vincenzo soddisfatto dichiara la sua filosofia: bisogna evitare ogni occasione di pericolo: perché, per esempio, andare in città dove si può essere investiti da un tram? meglio starsene tranquillo e pacifico a casa, ma Margherita gli fa osservare che pur in casa potrebbe cadergli in testa una tegola del tetto: allora Vincenzo sposta la sua sedia, anzi rientra in casa per evitare ogni rischio. Ma ecco arrivare la "tegola": irrompe in casa come una furia il giovane Riccardo inseguito dai carabinieri: ha ferito, egli crede, a morte durante un litigio un suo creditore e ora minaccia di sparare a Vincenzo se non lo nasconde. Di fronte all'alternativa: possibile galera per complicità o sicura morte, Vincenzo sceglie rapidamente la prima opportunità e nasconde il giovane ai sopravvenuti carabinieri che conoscendo bene Vincenzo non sospettano minimamente di lui.

Eduardo, Titina e Peppino al Teatro Sannazaro di Napoli nella scena finale della commedia

In realtà Riccardo non è un assassino, ha semplicemente ferito il suo creditore ed ora è libero di frequentare la casa di Vincenzo per fare la corte a Margherita che non è insensibile, anche se resiste fieramente, alle lusinghe amorose del giovane. Vincenzo crede stupidamente che Riccardo lo frequenti perché lo ritiene suo amico per averlo salvato dall'arresto; in realtà questi disprezza profondamente la sua meschinità contadina e la sua dabbenaggine. Da quando Riccardo frequenta la sua casa, la vita di Vincenzo è cambiata come il giorno dalla notte. Margherita è completamente trasformata: non cucina più, non gli cuce neppure un bottone, non gli risponde, è sempre nervosa, di questo si lamenta il padrone di casa con il servo, che essendo stato tradito e abbandonato più volte dalla propria moglie riconosce i sintomi di quello che sta per accadere. Vincenzo pensa invece che la moglie sia malata e, contrariamente a quello che si comincia a mormorare in paese, egli crede alla ferrea fedeltà di Margherita ed ha l'occasione di dimostrarlo a tutti, vicini pettegoli compresi; questi sono venuti a visitarlo, essi dicono, per aiutarlo a risolvere la sua crisi matrimoniale, ma in realtà per curiosità, e ora possono assistere, di nascosto, a un incontro di Riccardo che vuole convincere Margherita ad abbandonare il marito e a fuggire con lui. Margherita resiste e respinge il giovane, e Vincenzo mostra soddisfatto ai paesani di che pasta è fatta la moglie: ma ecco che, all'improvviso, inaspettatamente, proprio lei abbraccia e bacia Riccardo.

La commedia si chiude mentre Vincenzo, disperato e sconvolto, corre per tutta la casa chiudendo porte e finestre per nascondere l'enorme scandalo alla curiosità schiamazzante ed ilare dei vicini che vogliono vedere quello che sta accadendo al non più felice marito.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eduardo De Filippo, Teatro (Volume primo) - Cantata dei giorni pari, Mondadori, Milano 2000, pagg. 551-625 (con una Nota storico-teatrale di Paola Quarenghi e una Nota filologico-linguistica di Nicola De Blasi)
  • Fiorenza Di Franco, "Il teatro di Eduardo", Bari 1975
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