Chelydra serpentina

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Tartaruga azzannatrice
Common Snapping Turtle 1994.jpg
Chelydra serpentina
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Classe Reptilia
Sottoclasse Anapsida
Ordine Testudines
Famiglia Chelydridae
Genere Chelydra
Specie C. serpentina
Nomenclatura binomiale
Chelydra serpentina
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Testudo serpentina
Linnaeus, 1758
Testudo serpentaria
Wiedemann 1802
Chelydra osceola
Stejneger, 1918

Nomi comuni

Tartaruga azzannatrice
(EN) Common Snapping Turtle

La tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina (Linnaeus, 1758)) è una tartaruga appartenente alla famiglia Chelydridae, originaria del Nord America[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cranio

È una delle tartarughe d'acqua dolce più grandi, insieme alla tartaruga alligatore. Il suo carapace può raggiungere i 48 cm anche se in genere arriva a circa 25 cm. Il peso varia dai 4,5 ai 6 kg, ma alcuni esemplari allevati in cattività sono arrivati a pesare ben 34 kg. Ha un corpo robusto, il carapace increspato (più evidente negli esemplari giovani) e una lunga coda. L'apparato muscolare è ben sviluppato, in particolare quello del collo, che permette di sferrare abili morsi dai movimenti che ricordano quelli di un serpente (da qui deriva "serpentina").[3]


Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È aggressiva quando fuori dall'acqua.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di crostacei, pesci, anfibi, piccoli uccelli, mammiferi, carogne e piante acquatiche come la Lemna minor. Scatta velocemente per afferrare la preda con la bocca.[3]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

L'accoppiamento della C. serpentina avviene da aprile a novembre, poiché d'inverno cade in letargo. La femmina depone dalle 25 alle 96 uova. Il sesso dei nuovi nati è determinato dalla temperatura di incubazione.[3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Comune in Nordamerica, l'area di diffusione di questa tartaruga va dal Canada meridionale sino agli Stati Uniti d'America centrali e orientali e dalle coste atlantiche fino alle Montagne Rocciose.[2]

Predilige acque stagnanti o a corso lento con fondo melmoso e ricche di vegetazione. È possibile trovarla anche in laghi, fiumi e paludi.
Nel giugno 2009 un esemplare vivo di circa 10 kg è stato catturato sulle rive del Po a Canaro[4]. Nel mese di giugno 2012 un esemplare di circa 25 anni e 35 cm di diametro è stato ritrovato a Badia a Pacciana (PT) e affidato alle cure del servizio di "recupero fauna in difficoltà" attivo presso il territorio comunale di Marliana (PT). Nel mese di marzo del 2011 un esemplare di circa 20 kg è stato catturato ad Anguillara (RM)[5]. Un esemplare di circa 70 cm del peso di 20 kg è stato trovato il 27 agosto 2010 dalla Guardia Forestale nel Lazio, ai confini del Parco Nazionale del Circeo nei pressi di Pontinia (LT)[6]. Un esemplare di circa 5 kg è stato trovato l'8 maggio 2011 in località Noce Alta nel comune di Perdifumo (SA), dal gestore di un'azienda agricola[7]. Il 17 settembre 2012, un esemplare adulto di tartaruga azzannatrice è stato recuperato a Stimigliano (Ri), lungo l'argine del Tevere, dai Forestali del Servizio CITES Centrale di Roma e del Comando Stazione di Poggio Mirteto (Ri)(fonte ANSA). Il 21 febbraio 2015, ANPANA Novara e Polizia Locale di Oleggio intervengono per una Tartaruga Azzannatrice. Prelevata è stata consegnata a un rettilario in provincia di Bergamo con il nulla osta della Prefettura. (fonte Francesco Ragusa Responsabile Guardie Ecozoofile ANPANA Novara). Il 16 maggio 2015, un esemplare adulto è stato trovato a Velletri (RM), lungo un canale di scolo di campagna e preso in cura da un centro di recupero di animali esotici di Roma[8].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sono note le seguenti sottospecie[senza fonte]:

  • Chelydra serpentina serpentina
  • Chelydra serpentina osceola
  • Chelydra serpentina rossignonii
  • Chelydra serpentina acutirostris

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List considera Chelydra serpentina una specie a basso rischio (Least concern)[1]

In Italia ne è vietata la detenzione e la vendita poiché ritenuta pericolosa per l'incolumità e la salute pubblica.[senza fonte] Eventuali detenzioni illegali o avvistamenti vanno segnalati al Corpo Forestale dello Stato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) van Dijk, P.P. 2012, Chelydra serpentina su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2015.2, IUCN, 2015. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  2. ^ a b Chelydra serpentina in The Reptile Database. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  3. ^ a b c Jenni Bruce, Karen McGhee, Luba Vangelova e Richard Vogt, L'Enciclopedia degli animali, Milano, Areagroup media, 2005, p. 365.
  4. ^ Rovigo, tartaruga azzannatrice sul Po in Corriere del Veneto, 23 giugno 2009. URL consultato l'8 novembre 2010.
  5. ^ Una«azzannatrice» catturata fuori Roma - Corriere della Sera
  6. ^ Foto del giorno, 28 agosto 2010. URL consultato l'8 novembre 2010.
  7. ^ Perdifumo: ritrovato esemplare di tartaruga azzannatrice - Info Cilento
  8. ^ [http://www.ilmessaggero.it/ROMA/METROPOLI/velletri_tartaruga_azzannatrice_trovata_canale_scolo/notizie/1358734.shtml

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Steyermark A.C., Finkler M.S., Brooks R.J., Biology of the snapping turtle (Chelydra serpentina), Johns Hopkins University Press, 2008.
  • Jenni Bruce, Karen McGhee, Luba Vangelova e Richard Vogt, L'Enciclopedia degli animali, Milano, Areagroup media, 2005.

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