Charles Lynch

Charles Lynch (Chestnut Hill, 1736 – Contea di Pittsylvania, 29 ottobre 1796) è stato un ufficiale statunitense, del tempo della guerra d'indipendenza (1776-1783), combattuta dagli USA contro il Regno Unito.
È ricordato per la "Legge di Lynch" (linciaggio).[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Charles Lynch nacque in una famiglia di quaccheri irlandesi. Da giovane fu segretario dell'assemblea mensile dei quaccheri di South River, ma a causa delle divergenze di opinioni in merito alla schiavitù, fenomeno che i quaccheri non vedevano di buon occhio, prestò giuramento nell'aprile del 1767 per qualificarsi come giudice di pace della contea di Bedford, in Virginia. Per tale gesto venne scomunicato dall'assemblea mensile dei quaccheri il 20 dicembre 1767.[1]
Lynch rappresentò la contea di Bedford alla House of Burgesses dal 1769 fino allo scoppio della rivoluzione americana. Partecipò al congresso del 1776 che votò per l'indipendenza e adottò sia la Dichiarazione dei diritti della Virginia, sia la prima costituzione del medesimo Stato. Dopo la carriera politica divenne colonnello della milizia e prestò servizio in battaglia sotto la guida del generale Nathanael Greene durante gli ultimi mesi della guerra. Alla fine della rivoluzione americana, venne eletto rappresentante di un distretto di quattro contee al Senato della Virginia dal 1784 al 1789.[1]
Nel 1775 Lynch scoprì un grande affioramento naturale di salnitro e costruì uno dei primi mulini sulla frontiera per la produzione di polvere da sparo. Ebbe un ruolo importante nella gestione delle miniere pubbliche di piombo, situate in quella che oggi è la contea di Wythe, in cui lavoravano uomini bianchi liberi della Virginia, minatori esperti del Galles, schiavi salariati, criminali che scontavano la loro pena come minatori e schiavi confiscati dalle proprietà dei lealisti. In veste di giudice di pace, Lynch era noto per i suoi processi sommari davanti a tribunali informali in uno stato di paura più o meno costante. Insieme a lui collaboravano anche i giudici Robert Adams, James Callaway e William C. Preston.[1]
Il 24 dicembre 1782 l'assemblea generale della Virginia approvò una legge speciale che nominava espressamente Lynch e gli altri tre uomini di spicco e ne legittimava retroattivamente le azioni. Si ritiene generalmente che la punizione organizzata ma illegale attuata da questi uomini abbia dato origine all'espressione "Legge Lynch" e alle conseguenti varianti "legge sul linciaggio" o "giudice linciaggio" e al verbo "linciare". Inizialmente e in generale, queste espressioni indicavano solo la punizione organizzata e non autorizzata di presunti malfattori, poi negli anni cinquanta dell'Ottocento divennero voci standard nei dizionari britannici e americani della lingua inglese.[1]
Un'altra versione vuole che tali espressioni debbano il nome a William Lynch, un uomo della contea di Pittsylvania che nel 1780 pare avesse firmato con altri uomini un patto per rintracciare e punire una banda di fuorilegge che operava in quella contea e oltre il confine nella Carolina del Nord. La vicenda tuttavia restò così oscura a tal punto da far pensare che tali espressioni debbano il nome a Charles Lynch, e non a William Lynch.[1]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1755 Lynch sposò la quacchera Anne Terrell, da cui ebbe 5 figli, Secondo quanto riportato sulla sua lapide, rimase membro della Società degli Amici fino alla morte.[1]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Brent Tarter, Lynch, Charles (1736-1796), planter, collana American National Biography Online, Oxford University Press, 2000-02, DOI:10.1093/anb/9780198606697.article.0100550. URL consultato il 4 dicembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Storia Illustrata, n. 247, Arnoldo Mondadori Editore, giugno 1978.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Lynch, Charles, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Charles Lynch, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.