Marc Chagall

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Marc Chagall nel 1920, in una foto di Pierre Choumoff
Premio Wolf Premio Wolf per le arti 1981

Marc Chagall, il cui nome ebraico era Moishe Segal e quello russo Mark Zacharovič Šagal, trascritto poi in francese come Chagall (Lëzna, 7 luglio 1887Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985), è stato un pittore russo naturalizzato francese, d'origine ebraica chassidica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Yehuda Pen, Ritratto di Marc Chagall (1915), Museo di arte moderna di Vitebsk

Marc Chagall nasce in una famiglia ebraica a Lëzna presso Vitebsk (dove si parlava yiddish), allora facente parte dell'Impero russo, oggi in Bielorussia. Il giorno stesso della sua nascita, il villaggio è attaccato dai cosacchi durante un pogrom e la sinagoga viene data alle fiamme; da allora, l'artista - rievocando le proprie origini - userà dire: "Io sono nato morto". Chagall fu il maggiore di nove fratelli. Il padre, Khatskl (Zakhar) Chagall, era mercante di aringhe, sposato con Feige-Ite.[1] Nelle opere dell'artista ritorna spesso il periodo dell'infanzia, felice nonostante le tristi condizioni in cui vivevano gli ebrei russi sotto il dominio degli zar, e il cui onnipresente ricordo ne condizionerà tutta l'opera futura.

Il Museo di arte moderna di Vitebsk, fondato da Chagall nel 1918, fu chiuso nel 1939

Dopo aver convinto la sua famiglia, reticente a fargli intraprendere la carriera artistica (cosa espressamente vietata dalla Torah), Chagall dapprima lavora -assai di malavoglia- nella bottega di due fotografi come ritoccatore, poi inizia a studiare pittura nel 1906 con il maestro Yehuda (Yudl) Pen, il solo pittore di Vitebsk: rimarrà nel suo studio pochi mesi, non ritrovandosi nell'insegnamento accademico del maestro, e l'anno successivo si trasferisce a San Pietroburgo. Qui frequenta l'Accademia Russa di Belle Arti con il maestro Nikolaj Konstantinovič Roerich (che lo ricompenserà con una borsa di studio) e conosce artisti di ogni scuola e stile. Tra il 1908 e il 1910 studia, invece, prima in una scuola privata, poi alla scuola Zvantseva con Léon Bakst che, per primo, gli parlerà dei nuovi orizzonti culturali dell'Occidente e lo convincerà in seguito a trasferirsi a Parigi. Per mantenersi agli studi a San Pietroburgo, Chagall diventa artigiano e dipinge insegne di negozi, oltre alle prime opere originali. Questo è un periodo difficile per lui: gli ebrei potevano infatti vivere a San Pietroburgo solo con un permesso apposito e, per un breve tempo, viene persino imprigionato per essere rimasto fuori l'orario consentito dal ghetto. Rimane nella città fino al 1910, anche se di tanto in tanto tornava nel paese natale dove, mediante la modella e amica Thea Brachman, nel 1909 incontra la sua futura moglie, Bella Rosenfeld, figlia di ricchi orefici. Nel 1912 aderisce alla Massoneria[2].

Una volta divenuto noto come artista, nel 1910 Chagall lascia San Pietroburgo per Parigi, per essere più vicino alla comunità artistica di Montparnasse: "Nessuna Accademia avrebbe potuto darmi tutto quello che ho scoperto divorando le esposizioni di Parigi, le sue vetrine, i suoi musei... Come una pianta ha bisogno di acqua, così la mia arte aveva bisogno di Parigi", dirà poi. Qui va presto a stabilirsi alla Ruche ed entra in amicizia con Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, Fernand Léger e Eugeniusz Zak; manterrà però un certo scetticismo nei confronti del cubismo, considerandolo troppo "realista" ed attaccato al lato fisico delle cose, mentre lui si sente più attratto dal lato invisibile, quello della forma e dello spirito, senza il quale la verità esterna non è completa. Nel disordine del suo studio e sempre a corto di cibo e mezzi, in questo periodo dipinge i suoi primi capolavori, in cui il ricordo di casa e dello Shtetl è predominante: Alla Russia, agli asini e agli altri, Il Santo vetturino, Io e il villaggio. Il poeta Cendrars gli dedica quattro dei suoi Poemes élastiques e Apollinaire, riferendosi alla sua pittura, la definisce "soprannaturale". Chagall potrà affermare con soddisfazione: Ho portato dalla Russia i miei oggetti, Parigi vi ha versato sopra la sua luce. Nel 1914 ritorna a Vitebsk; sulla strada di casa si ferma a Berlino, ove il mercante d'arte Herwarth Walden gli organizza la prima personale nella propria galleria, che ha un ottimo successo di pubblico e critica. Poco dopo il ritorno in Russia, però, scoppia la Prima guerra mondiale che, insieme alla successiva rivoluzione, lo terranno di fatto bloccato in patria fino al 1923. Nel 1915 si unisce in matrimonio con Bella Rosenfeld; la loro prima figlia, Ida, nasce nel 1916.

A Vitebsk, dove ritrova la famiglia, Chagall dipinge opere come L'Ebreo in rosa, L'ebreo in preghiera, La passeggiata, Compleanno. Nel 1917 prende parte attiva alla rivoluzione russa: in sostituzione del servizio militare, lavora a Pietroburgo al Ministero della Guerra, conosce i grandi poeti russi del periodo (Pasternak, Esenin, Majakovskij), esegue le prime illustrazioni per libri e giornali, ed espone in alcune importanti collettive. Ben presto, il ministro sovietico della cultura Lunačarskij lo nomina Commissario dell'arte per la regione di Vitebsk, dove fonda una "Libera Accademia d'Arte" e il Museo di arte moderna. Nella politica del governo dei soviet non ha tuttavia successo. Chagall incita gli artisti di ogni età ad abbandonare gli atelier e portare il loro contributo alla preparazione della festa, oltre che a seguire il proprio estro creativo: così, le opere decorative per il primo anniversario della Rivoluzione scontentano i funzionari del governo che, in luogo dei ritratti trionfali di Marx, Engels e Lenin, si ritrovano effigi di mucche e cavalli volanti ed umanizzati. Per questo Chagall entra in contrasto con la sua stessa scuola (in cui milita El Lissitzky) che, per motivi politici, è conforme al suprematismo, assolutamente agli antipodi dello stile fresco ed "infantile" di Chagall. E, dopo un breve viaggio a San Pietroburgo per chiedere " pane, colori e denaro ", il pittore ha la sgradita sorpresa di trovare, al ritorno, la sua stessa scuola trasformata in una "accademia suprematista". Di conseguenza, Chagall è costretto a dimettersi nel 1920 e si trasferisce con la moglie e la figlioletta a Mosca, dove per vivere il governo gli affida l'insegnamento dell'arte agli orfani di guerra delle colonie Malakhovka e III Internazionale, mestiere di certo più riduttivo e limitante del precedente. Nello stesso periodo accetta la commissione per la decorazione di nove pannelli (oggi ne rimangono 7) per il Teatro Ebraico di Stato Granovskij e disegna una serie di illustrazioni per il ciclo di poesie in yiddish "Grief" scritto dal poeta David Hofstein, anch'egli insegnante presso il rifugio Malakhovka.

Amareggiato, Chagall nel 1923 finalmente riesce a lasciare la Russia rivoluzionaria grazie all'ambasciatore lituano e, dopo un breve e sofferto soggiorno a Berlino (a causa della guerra, i quadri che vi aveva lasciato erano andati distrutti o dispersi) e una commissione del gallerista Cassirer, si trasferisce in seguito a Parigi, dove ritrova alcuni dei vecchi contatti. In questo periodo pubblica le sue memorie in yiddish, trascritte inizialmente in russo e poi tradotte in francese dalla moglie Bella; scrive anche articoli e poesie pubblicati in diverse riviste e, postumi, altri scritti raccolti in forma di libro. Il mercante Ambroise Vollard gli commissiona varie illustrazioni (principalmente acqueforti), tra cui quelle per le Anime morte di Gogol', per le Favole di La Fontaine (queste ultime, iniziate negli anni '30 ed interrotte per la morte di Vollard e gli eventi bellici, verranno concluse e pubblicate solo negli anni'50), e soprattutto per la Bibbia che, sin dall'infanzia, considera il suo racconto preferito. Addirittura, per poterne assimilare l'anima il più possibile, Chagall e la famiglia compiono un viaggio in Palestina all'inizio degli anni'30. Nel 1937 diviene cittadino francese. Durante l'occupazione nazista in Francia nella Seconda guerra mondiale, con la deportazione degli Ebrei e l'Olocausto, gli Chagall fuggono da Parigi. Si nascondono presso Villa Air-Bel a Marsiglia e il giornalista americano Varian Fry li aiuta nella fuga verso la Spagna e il Portogallo. Da lì, nel 1941, la famiglia Chagall, con tutto il contenuto dell'atelier per bagaglio (1600 kg!), si stabilisce negli Stati Uniti, dove sbarca il 22 giugno, giorno dell'invasione nazista della Russia.

La tomba di Chagall nel cimitero di Saint-Paul-de-Vence

Negli Usa, Chagall frequenta la numerosa comunità artistica fuggita dall'Europa, e grazie all'aiuto del gallerista Pierre Matisse (figlio del celebre Henri) espone in numerose mostre, collettive e non. Nonostante l'intensa attività e i numerosissimi contatti con la cultura americana, però, si rifiuterà sempre di prendere la cittadinanza statunitense e di imparare l'inglese, continuando ad esprimersi in francese e in yiddish. Il 2 settembre 1944 l'amatissima Bella, soggetto frequente nei suoi dipinti e compagna di vita, muore per un'infezione virale mal curata. La sua morte è un durissimo colpo per l'artista che, per quasi un anno, non riesce a riprendere i pennelli in mano; uscirà dalla depressione solo grazie alla figlia Ida che, oltre a spronarlo a lavorare e fargli tornare l'amore per la vita, gli presenta nel 1945 la trentenne canadese Virginia Haggard McNeil, già separata da un pittore da cui aveva avuto una figlia, con cui Chagall comincia una relazione che durerà sette anni e che porterà alla nascita del figlio David il 22 giugno 1946. Durante questi duri anni di esilio negli USA, Chagall lavora a numerose opere, ottenendo commissioni per lavori teatrali, che si concretizzano in imponenti e vivaci scenografie, come quelle per Aleko (settembre 1942, ispirato ad un poema di Puškin) o per L'uccello di fuoco nel 1945 alla Metropolitan Opera House (delle cui scenografie e costumi ideati da Chagall e dalla figlia Ida, però, il compositore Stravinskij, grande ammiratore di Picasso, rimarrà insoddisfatto). Oltre a questi grandi lavori, l'artista esegue anche le illustrazioni per le Notti arabe (ispirate alle Mille e una notte), riprendendo per l'editore newyorkese Wolff un'opera già richiestagli, anni prima, da Vollard; inoltre, collabora con la rivista Derriere le miroir, edita da Aimé Maeght, che diverrà, da quel momento, il suo principale mercante per l'Europa.

Finita la guerra e passata la tempesta dell'Olocausto (che la sua anima sensibile non gli aveva permesso di dipingere direttamente, ma di evocare attraverso opere allegoriche), nel 1948 Chagall fa ritorno in Europa e, dopo un breve soggiorno a Parigi, nel 1949 si stabilisce ad Orgeval. Nel 1947 la Francia gli aveva reso omaggio con un'importante personale al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris e l'anno successivo la Biennale di Venezia gli conferirà il Gran Premio per l'incisione. Un'altra importante antologica si tiene nel 1954 alla Galleria Maeght. In questi anni intensi, dopo l'austerità della guerra, riscopre colori liberi e brillanti: le sue opere sono ora dedicate all'amore e alla gioia di vivere, con figure morbide e sinuose. Agli inizi degli anni'50 l'editore Teriade gli pubblica tutte le opere commissionate da Vollard e rimaste fino ad allora inedite. Su consiglio dello stesso editore, Chagall acquista la tenuta Les Collines alle porte di Vence, in Provenza, dove si stabilisce definitivamente. Nello stesso periodo, la figlia Ida sposa il museologo svizzero Franz Meyer, mentre va rapidamente affievolendosi la relazione dell'artista con Virginia Haggard.

Stabilitosi nel sud, Chagall comincia a cimentarsi anche con la scultura, la ceramica e il vetro: prima ad Antibes, infine a Vallauris presso l'atelier Madoura gestito dai coniugi Ramié (dove incontra più volte Picasso, che vi lavora alacremente, e qualche volta anche Matisse), Chagall lavorerà a più riprese producendo vasi, sculture e bassorilievi con le forme dei temi a lui più cari: figure sacre e bibliche, immagini femminili, strani animali... Nel 1951, inoltre, Chagall conosce Valentina (detta "Vavà") Brodsky con cui, dopo un breve e travolgente idillio, si risposa nel 1952 a Clairefontaine, presso Rambouillet: anch'ella di origine russa ed ebrea, sarà la sua nuova musa ispiratrice, affiancando il ricordo di Bella nelle tele dell'artista che, con lei, scopre ben presto la Grecia e l'Arte Classica. Intorno alla fine degli anni '50 Chagall comincia a produrre arazzi e soprattutto vetrate: le prime sono quelle del battistero per la chiesa di Notre-Dame-de-Toute-Grace ad Assy, poi quelle per la cattedrale di Metz. Nel 1957 si reca nuovamente in Israele, dove nel 1960 crea una vetrata per la sinagoga dell'ospedale Hadassah Ein Kerem. Altre stupende vetrate sono realizzate, tra il 1958 e il 1968, per la cattedrale di Reims, e nel 1964 l'artista ne dona una all'ONU con tema pacifista, in memoria di Dag Hammarskjöld. Nuove opere su vetro vedono la luce per la Cappella dei Cordiglieri a Sarrebourg (1975), per la chiesa di S. Stefano a Magonza (1978) ed infine per la Chapelle du Saillant a Voutezac, nel Corrèze, nel 1982. Nel 1963 aveva ottenuto dal ministro Malraux la commissione per decorare il soffitto dell'Opéra di Parigi, che ornò con figure allegoriche di opere celebri; ritornerà poi ad allestimenti teatrali, con la messa in scena del Flauto magico nel 1965; poi nel 1966 progetta un affresco per il nuovo parlamento israeliano, mentre per l'università Knesseth realizza una serie di arazzi, tutti a sfondo biblico, con l'aiuto della celebre Manifattura dei Gobelins. Nello stesso anno per l'editore Amiel pubblica L'Esodo, una serie di 24 litografie a colori, ed intensifica l'attività grafica.

Durante la guerra dei sei giorni l'ospedale Hadassah Ein Kerem viene bombardato e le vetrate di Chagall rischiano di essere distrutte: solo una viene danneggiata, mentre le altre vengono messe in salvo. In seguito a questo episodio, Chagall scrive una lettera in cui afferma di essere preoccupato non per i suoi lavori, bensì per la salvezza di Israele, vista la sua origine ebraica. Nel 1972 esegue, per il comune di Chicago, un mosaico dedicato alle Quattro stagioni. Dopo tanti anni, invitato dal governo sovietico, nel 1973 torna anche in Russia, dove sarà accolto trionfalmente a Mosca e a Leningrado: qui ritrova, dopo cinquant'anni, una delle sorelle, ma si rifiuta di tornare nella nativa Vitebsk. Nello stesso anno -e nel giorno del suo compleanno- s'inaugura, a Cimiez vicino Nizza, il Museo nazionale messaggio biblico di Marc Chagall che riunisce le sue opere sulla Bibbia: si tratta di diciassette dipinti dedicati alla Genesi, all'Esodo e al Cantico dei Cantici e degli schizzi relativi agli stessi dipinti, donati allo Stato francese da Chagall e Vavà tra il 1966 e il 1972. Viaggia poi in Italia: nel 1976 un suo Autoritratto entra nella collezione degli Uffizi, e due anni dopo Palazzo Pitti gli dedica una mostra. Nel 1977 il Presidente Valéry Giscard d'Estaing lo nomina Cavaliere di Gran Croce della Legion d'onore, e una nuova imponente mostra personale s'inaugura al Louvre nell'ottobre del 1977.

Nello stesso anno, l'editore Maeght pubblica Et sur la Terre... di Malraux con le illustrazioni dell'artista. Le ultime esposizioni sono nel 1984 al Pompidou, al Museo di Nizza, ed infine l'imponente retrospettiva alla Fondazione Maeght tra luglio ed ottobre del 1984. Dopo una vita lunga e ricca di soddisfazioni artistiche e personali, Chagall muore a 97 anni a Saint-Paul-de-Vence, dove risiedeva, il 28 marzo 1985. Viene sepolto nel piccolo cimitero locale, dove nel 1993 lo raggiungerà Vavà.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Chagall nei suoi lavori si ispirava alla vita popolare della Russia europea e ritrasse numerosi episodi biblici che rispecchiano la sua cultura ebraica. Negli anni sessanta e settanta, si occupò di progetti su larga scala che coinvolgevano aree pubbliche e importanti edifici religiosi e civili. Le opere di Chagall si inseriscono in diverse categorie dell'arte contemporanea: prese parte ai movimenti parigini che precedettero la prima guerra mondiale e venne coinvolto nelle avanguardie. Tuttavia, rimase sempre ai margini di questi movimenti, compresi il cubismo e il fauvismo. Fu molto vicino alla Scuola di Parigi e ai suoi esponenti, come Amedeo Modigliani.

La passeggiata (1917), in un francobollo della Bielorussia (1993)

I suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia, anche se spesso preferì tralasciare i periodi più difficili. Riuscì a comunicare felicità e ottimismo tramite la scelta di colori vivaci e brillanti. Il mondo di Chagall era colorato, come se fosse visto attraverso la vetrata di una chiesa. Marc Chagall si è occupato anche di Mail art (vedi il volume Il recupero della memoria del milanese Eraldo Di Vita).

Durante il suo primo soggiorno a Parigi rimane colpito dalle ricerche sul colore dei Fauves e da quelle di Robert Delaunay (definito il meno cubista dei cubisti). Il suo mondo poetico si nutre di una fantasia che richiama all'ingenuità infantile e alla fiaba, sempre profondamente radicata nella tradizione russa. La semplicità delle forme di Marc lo collega al primitivismo della pittura russa del primo Novecento e lo affianca alle esperienze di Natal'ja Sergeevna Gončarova e di Michail Fedorovič Larionov. Con il tempo il colore di Chagall supera i contorni dei corpi espandendosi sulla tela. In tal modo i dipinti si compongono di macchie o fasce di colore, sul genere di altri artisti degli anni Cinquanta appartenenti alla corrente del Tachisme (da tache, macchia). Il colore diventa così elemento libero e indipendente dalla forma.

Chagall e la Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

Chagall fu affascinato sin dagli anni giovanili dalla Bibbia, da lui considerata come la più importante fonte di poesia e di arte, ma è solo a partire dagli anni '30 che se ne interessò profondamente e iniziò a studiarla con dedizione. L'occasione per farne un lavoro giunse nel 1930, quando l'editore e mercante d'arte francese Ambroise Vollard, per il quale aveva già illustrato Le anime morte di Gogol' e Le Favole di La Fontaine, gli commissionò una serie di tavole dedicate al tema biblico. Chagall vi si dedicò con entusiasmo per tutto il decennio, tanto da intraprendere appositamente un viaggio sui luoghi delle vicende narrate dai Testi Sacri, tra Egitto, Siria e Palestina: da questo momento in poi, la Bibbia occuperà l'intera produzione artistica dell'autore, che ne fornirà un'interpretazione pur mediata dall'influenza delle avanguardie francesi.

A partire dal 17 settembre 2014, e fino al primo febbraio 2015, il Museo diocesano di Milano dedica all'artista un'esposizione, concepita come una vera e propria sezione della retrospettiva esposta a Palazzo Reale, intitolata “Chagall e la Bibbia”. Fulcro della mostra sono le 22 guaches preparatorie, inedite fino al settembre 2014, quando sono state pubblicate dall'editore Jaca Book all'interno del volume: "Chagall. Viaggio nella bibbia".[3]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale della Legion d'Onore. - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale della Legion d'Onore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

1910-1919[modifica | modifica wikitesto]

1920-1929[modifica | modifica wikitesto]

1930-1939[modifica | modifica wikitesto]

1940-1949[modifica | modifica wikitesto]

1950-1959[modifica | modifica wikitesto]

1960-1969[modifica | modifica wikitesto]

1970-1979[modifica | modifica wikitesto]

1980-1985[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La tela di Chagall Otello e Desdemona, di proprietà di privati, fu rubata a New York nel 1988 e rimase nascosta in un barile fino al 2018, quando venne recuperata dall'FBI. Il ricettatore non era mai riuscito a piazzarla, data la fama dell'autore [4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chagall, Marc. My Life, Orion Press (1960)
  2. ^ (FR) Nina Berberova, Les Francs-maçons russes du XXe siècle, Actes Sud, 1990, p. 113, "sub voce"
  3. ^ Scuola della Cattedrale, nel segno della profezia con l'arte di Chagall. Conferenza tenuta in occasione della presentazione del volume., su duomomilano.it. URL consultato il 30 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2015).
  4. ^ http://www.repubblica.it/esteri/2018/04/13/news/troppo_famoso_ritrovato_quadro_di_chagall_rubato_a_new_york_30_anni_fa-193721543/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P3-S1.4-F4

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franz Meyer, Marc Chagall - La vita e l'opera, Il saggiatore in Milano, 1962
  • Lionello Venturi, Chagall, Fabbri Skira, 1967
  • Baal-Teshuva, Jacob. Marc Chagall, Taschen, 1998 e 2008
  • Musée National Marc Chagall, Chagall, Nice, 2011
  • Sylvie Forestier, Nathalie Hazan-Brunet, Evgenia Kuzmina, Chagall. Viaggio nella Bibbia. Studi inediti e gouaches, Jaca Book, Milano, 2014

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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