Cesare Parenzo

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Cesare Parenzo

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XVI
Sito istituzionale

Dati generali
Professione avvocato

Cesare Parenzo (Rovigo, 20 novembre 1842Nervi, 15 aprile 1898) è stato un avvocato e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu garibaldino, deputato progressista e senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura.

Tra il 1866 e il 1867 fu, con Antonio Billia, co-direttore del quotidiano milanese Il Sole. È il bisnonno del giornalista David Parenzo.

Il 14 dicembre 1877 accusò il ministro dell'Interno Giovanni Nicotera di aver violato il segreto telegrafico, avendo fatto pubblicare sui giornali il contenuto di un telegramma inviato dal teatro della guerra in corso russo-ottomana, con cui si comunicava il ferimento del principe Wladimiro, parente dello zar Alessandro II. Il telegramma era però un falso. Nicotera era caduto in una trappola ordita da Depretis e da Crispi per farlo dimettere, cosa che avvenne lo stesso giorno.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonello Nave, Gli amici di Enotrio. Corrispondenti carducciani a Rovigo, in Alberto Brambilla-Antonello Nave, Rovigo carducciana, Rovigo, Minelliana, 2008.
  • A. Nave, Garibaldini a Rovigo. Cesare Parenzo da mazziniano a crispino, in "Camicia Rossa", XXVIII, 4, ottobre-dicembre 2008, pp. 20–22.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore del Sole Successore
Giuseppe Mussi 1866 - 1867 Pietro Bragiola Bellini
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