Cesara Buonamici

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Cesara Buonamici (Fiesole, 2 gennaio 1957) è una giornalista italiana.

In attività dagli anni ottanta, ha esordito curando diverse rubriche giornalistiche per le reti Fininvest, divenendo poi uno dei volti simbolo del TG5, per il quale lavora fin dal lancio avvenuto nel 1992.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del nobile fiorentino Cesare Buonamici, è nata a Fiesole nella villa di famiglia (una proprietà con oliveto di 200 ettari) e cresciuta dalla tata terziaria carmelitana.[1]

Inizia la carriera durante gli studi universitari (facoltà di Farmacia) presso Tele Libera Firenze, una televisione locale del capoluogo toscano alla fine degli anni settanta. Durante questi anni Cesara dimostra grandi professionalità e versatilità, conducendo sulla TV fiorentina il telegiornale, alcuni quiz e un antenato dei moderni talk show ("Quattro chiacchiere con Cesara"), diventando popolarissima tra i telespettatori toscani. In un'intervista Cesara ha simpaticamente "rivendicato" l'invenzione del gioco dei fagioli nel vaso, ripreso pochi anni dopo dalla RAI per il programma Pronto, Raffaella?. Nel frattempo, inizia a scrivere articoli per il quotidiano fiorentino "La Città", che appartiene allo stesso proprietario di Tele Libera Firenze, Mauro Ballini.

Nel 1982 Tele Libera Firenze viene assorbita da Retequattro, di proprietà del gruppo Arnoldo Mondadori Editore e la Buonamici passa a lavorare per l'editore milanese; si sposta poi in Fininvest quando Retequattro viene ceduta al gruppo di Silvio Berlusconi. In quel periodo ha curato diversi programmi giornalistici, tra cui una rubrica all'interno di Buongiorno Italia, TV TV (di Arrigo Levi), Dentro la notizia, Parlamento in e Canale 5 News.[2]

Cesara Buonamici diviene giornalista professionista nel 1987.

La carriera al TG5[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver portato al debutto insieme a Emilio Fede il notiziario di Italia 1 Studio aperto, è stata tra i fondatori del TG5, che conduce ancora fin dalla sua nascita nel gennaio 1992.[2] Il suo maggiore scoop è stato sicuramente in occasione del referendum del 18 aprile 1999 (quesito sull'abolizione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei deputati), quando a tarda notte ha "imperiosamente" interrotto il suo direttore Enrico Mentana in studio, annunciando per prima il mancato raggiungimento del quorum, ormai dato per scontato.[3]

Nel 2001 si è anche cimentata come conduttrice televisiva nel giugno 2001, presentando il reality show di Canale 5 Love Stories.[2]

Cesara Buonamici, oramai volto familiare del Tg5 delle 20, è attualmente anche vicedirettore dello stesso. Nonostante il lavoro l'abbia portata a vivere a Roma da anni, Cesara non ha interrotto i suoi legami con la città natale e con Firenze, dove è spesso protagonista di eventi e manifestazioni di vario tipo. Nella nativa Fiesole, Cesara è titolare assieme alla madre Rosa ed al fratello Cesare di una nota azienda agricola biologica.

Nel giugno del 2004 ha ricevuto ad Alghero, per la sezione giornalismo, la X edizione del "Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo".

Ha fatto apparizioni nel film Immaturi e nella mini serie tv Uno Bianca interpretando sé stessa. Ha anche interpretato uno dei personaggi del film di Ezio Greggio Box Office 3D (2011).

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 è stata sospesa per sei mesi dall'ordine dei giornalisti del Lazio, dopo la rivelazione delle intercettazioni telefoniche della procura di Potenza: il pubblico ministero Henry Woodcock scoprì infatti che la giornalista raccomandava l'imprenditore Ugo Bonazza presso il ministro dell'ambiente Matteoli per lo sblocco di una pratica ai Monopoli, negoziando al telefono un compenso di 10.000 euro (la Buonamici ha negato poi al magistrato di averli mai percepiti effettivamente).[4] Tornò alla conduzione dell'edizione serale del TG5 il 14 maggio 2007.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo dei viventi 2015 di Giorgio dell'Arti
  2. ^ a b c Grasso, p. 100
  3. ^ TG5: 10 anni di news, dall'esordio al "sorpasso", in AdnKronos, 12 gennaio 2002, p. 11. URL consultato il 7 marzo 2016.
  4. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, Il Saggiatore, Milano, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]