Ceratozamia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Ceratozamia
Ceratozamia mexicana01.jpg
Ceratozamia mexicana
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Cycadophyta
Classe Cycadopsida
Ordine Cycadales
Famiglia Zamiaceae
Genere Ceratozamia
Brongn.
Serie tipo
Ceratozamia mexicana
Brongn.
Specie
  • vedi testo

Ceratozamia Brongn. è un genere di cicadi della famiglia delle Zamiaceae, diffuso in America centrale.

Il nome del genere deriva dal greco κέρας = corno, e si riferisce alla coppia di proiezioni cornee che caratterizzano gli sporofilli maschili e femminili delle specie di questo genere.[1]

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Studi sulla flora fossile mostrano che il genere Ceratozamia era presente nel Miocene nella regione di Pichucalco, nel Chiapas[2] e nel Cenozoico nelle foreste di Oaxaca.[3]. Nel corso del Pleistocene, a seguito dei cambiamenti climatici, il genere restò confinato in alcune aree del Messico meridionale e all'Honduras. In tali rifugi floristici pleistocenici si svilupparono le specie dei complessi C. norstogii e C. miqueliana (vedi Tassonomia), che rappresentano il gruppo più arcaico, mentre la diffusione del genere a nord della Fascia Vulcanica Trasversale, il campo vulcanico che segna il confine geologico tra America settentrionale e America centrale, stando ai dati molecolari ricavati dal sequenziamento del DNA, appare essere un fenomeno di speciazione relativamente recente.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ceratozamia sp.
A. Sporofillo femmininile (macrosporofillo)
B. Sporofillo maschile (microsporofillo)

Il genere Ceratozamia comprende sia specie arborescenti, con fusti alti sino a 2 m, che specie acauli o pachicauli, con fusto almeno in parte sotterraneo, raramente ramificato, ricoperto da catafilli più o meno tomentosi.

Le foglie, pennate, disposte a corona nella parte apicale del fusto, sono composte da numerose foglioline, caratteristicamente prive di venatura centrale, inserite su un rachide centrale che può essere o meno dotato di spine.

Sono specie dioiche, con coni maschili e femminili portati da esemplari distinti, costituiti da sporofilli arrangiati a spirale lungo l'asse centrale. All'apice degli sporofilli maschili e femminili è presente una coppia di protuberanze cornee, caratteristica distintiva di tutte le specie di questo genere.[1]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il genere ha un areale che si estende dalle aree temperate e tropicali del Messico sud-orientale, verso il Guatemala, il Belize e l'Honduras.[5]

Le singole specie sono spesso ristrette ad una singola montagna o canyon. Tali aree sono considerate dei veri e propri "rifugi floristici" ovvero delle aree in cui la foresta tropicale, che un tempo ricopriva l'intero Messico, è sopravvissuta ai cambiamenti climatici del Pleistocene che hanno portato alla graduale sostituzione della foresta con la savana.[6]

Gli habitat attuali vanno dalla foresta pluviale tropicale alle foreste di quercie; alcune specie, come C. zaragozae, si sono adattate ad habitat xerofili. Crescono dal livello del mare sino a 1800 m di altitudine.[7][4]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il numero delle specie note di Ceratozamia è passato negli ultimi decenni dalle appena 6 specie descritte sino al 1980, alle 26 specie riconosciute a tutt'oggi (2012).[8]

Gli specialisti del settore suddividono tali specie in 7 raggruppamenti o complessi: [9]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le specie del genere rientrano in una più o meno grave categoria di minaccia: 3 sono classificate come vulnerabili (p.es. C. mexicana, C. microstrobila), 13 in pericolo (p.es. C. latifolia, C. robusta) e 7 in pericolo critico di estinzione (p.es. C. euryphyllidia, C. fuscoviridis).

Tutte le specie sono inserite nell'Appendice I della Convention on International Trade of Endangered Species (CITES)[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Whitelock 2002, p. 57
  2. ^ Palacios C.R. and Rzedowski J, Estudio palinológico de las floras fósiles del Mioceno inferior y principios del Mioceno Medio de la región de Pichucalco, Chiapas, México in Acta Botánica de México 1993; 24: 1–96.
  3. ^ Rzedowski J. and Palacios C, El bosque de Engelhardtia (Oreomunnea) mexicana en la región de la Chinantla (Oaxaca, México). Una reliquia del Cenozoico in Boletín de la Sociedad Botánica de México 1977; 36: 93–123.
  4. ^ a b Vovides AP, González D, Pérez-Farrera MA, Avendaño S & Bárcenas D, A review of research on the cycad genus Ceratozamia Brongn. (Zamiaceae) in Mexico in Taxon 2004; 53 (2): 291–297.
  5. ^ Whitelock LM, Range and Variation in the Genus Ceratozamia (Zamiaceae) in The Botanical Review 2004; 70(2): 235-239.
  6. ^ Toledo V. M., Pleistocene changes of vegetation in tropical Mexico in Prance G.T. (ed) Biological Diversification in the Tropics, New York, Columbia Univ. Press, 1982, pp. 93–111.
  7. ^ Whitelock 2002, pp. 57-58
  8. ^ Haynes, J.L. 2012. World List of Cycads: A Historical Review. IUCN/SSC Cycad Specialist Group.
  9. ^ Vovides AP, Pérez-Farrera MA, Gonzàles D e Avendano S, Relationships and Phytogeography in Ceratozamia in Cycad classification: concepts and recommendations, CABI, 2004, p. 109, ISBN 978-0-85199-741-4.
  10. ^ Vovides AP, Avendaño S, Pérez-Farrera A & González-Astorga J, A New Species of Ceratozamia (Cycadales, Zamiaceae) from Veracruz, Mexico in Novon 2008; 18: 109-114.
  11. ^ Pérez-Farrera MA, González-Astorga J, Avendaño S and Iglesias CG, A new species of Ceratozamia (Zamiaceae) from the Sierra Madre of Chiapas, Mexico, with comments on species relationships in Botanical Journal of the Linnean Society 2007; 153: 393–400.
  12. ^ Osborne R, Stevenson DWM, Vovides AP, What is Ceratozamia fuscoviridis ? in Delpinoa 2006; 48: 5-10..
  13. ^ Haynes JL, Whitelock LM, Schutzman B, Adams R, A New Endemic Ceratozamia from Honduras (Cycadales: Zamiaceae) in The Cycad Newsletter 2008; 31(2/3): 16-21.
  14. ^ CITES - Appendices I, II and III su Convention On International Trade In Endangered Species Of Wild Fauna And Flora, International Environment House, 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica