Cerasuolo (Filignano)
| Cerasuolo frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Filignano |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°35′04.02″N 14°01′15.56″E |
| Altitudine | 678 m s.l.m. |
| Abitanti | 122 (2021) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 86074 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[1] |
| Nome abitanti | cerasuolani |
| Patrono | san Pasquale Baylón |
| Cartografia | |
Cerasuolo è un centro abitato collocato nella parte nord del comune di Filignano, nella provincia di Isernia, in Molise. Il borgo sorge a 678 metri s.l.m. in un altopiano incastonato tra le montagne. Una porzione del suo territorio è nel parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]Esso fece parte dei possedimenti della potentissima abbazia di San Vincenzo come, peraltro, dimostrano i resti di fortificazioni risalenti a quel periodo. L'insediamento di Cerasuolo (Cerasuolo Vecchio) è documentato fin dal 962, quando l'abate dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno lo concesse a livello per metterlo a coltura.[2]
Nel settembre 962 il monaco Grimoaldo, per conto dell'abate di Castel San Vincenzo al Volturno, concesse a livello ad alcuni uomini le terre attorno al castrum perché vi abitassero e le coltivassero. Nell'atto di concessione a livello si parla di Aldone - forse il loro capo - e altri uomini nati in Francia.[2] I natali francesi probabilmente indicano che Aldone e i suoi comites erano probabilmente Franchi (nel testo si indica Franci). Nel contratto (livello) per le terre di “Cerasolum” i locatari sono definiti:
L’accordo prevedeva una durata di 29 anni e lo stanziamento di questi uomini con le proprie famiglie nella terra oggetto di stipula e l'esonero da qualsiasi forma di pagamento annuo[4].
Cerasuolo è citato nel Chronicon Vulturnense (CV) (specificamente CV 112) dove il luogo definito come "ad Causa" divenne in seguito il castello di Cerasuolo, situato ai confini di Olivella. Un'altra parte del Chronicon Vulturnense (CV II, 107) attesta "Cerasolum - ad Causa" come castrum (un insediamento fortificato) già nel 965. Questa menzione indica che Cerasuolo era una realtà insediativa di una certa importanza nel tardo periodo longobardo o immediatamente successivo. [3]
Nel 1064 il castrum venne donato per metà da Paldone, conte di Venafro, all'abbazia di Montecassino.[2] Questo passaggio di giurisdizione (1064) del feudo di Cerasuolo è in un documento di Riccardo Giordano, Principe di Capua, datato 1064, il quale menziona "Veticuso e Cerasolo" tra le offerte a Montecassino.
Una fonte storica molto importante è il Catalogus Baronum[5][6]. Secondo il catalogo medievale la fortificazione di Cerasolum (Cerasuolo Vecchio) appartenne, nella seconda metà del dodicesimo secolo, a Raynaldo di Sesto, vescovo di Isernia, assieme al fratello e suo nipote.
Nel 1349 si ha notizia attraverso una nota (memoratorium)[7] dell'Archivio della Curia Vescovile di Isernia un terremoto catastrofico che ebbe luogo nella notte di San Vincenzo (22 gennaio):
fuerunt quasi omne mense terremotus parvi pro[…][8]»
nella nota, inoltre, sono menzionate le terribili distruzioni che interessarono oltre alla fortificazione di Cerasuolo anche località limitrofe:[7]
Nel 1434 è testimoniata una distruzione del Castello di Cerasuolo[9]:
Età moderna
[modifica | modifica wikitesto]In epoca moderna il paese entra nei possedimenti della famiglia Marotta, infatti questa deteneva in Terra di Lavoro i feudi di Castelnuovo e Cerasoli (Cerasuolo). Il primo possedimento fu legato al titolo ducale a partire dal 1732[10].
Attraverso la documentazione contenuta negli Archivi di Montecassino[11] è possibile affermare che all'inizio del 1700 la famiglia Marotta era già detentrice del feudo infatti, il 21 giugno 1713 l'abate Erasmo Gattola, procuratore speciale del Monastero di Montecassino ed i signori Marotta accettano l'accordo riguardante i confini dei feudi di Cardito e di Cerasuolo. Precedentemente vi erano state controversie (forse tra le popolazioni di Cardito e Cerasuolo) sui termini lapidei fra i feudi di Cardito e Cerasuolo che furono trovati spezzati e successivamente ripristinati. Il confine lapideo posto nella località denominata valle del Milo
L’ultima intestazione dei due feudi (Castelnuovo e Cerasuolo) è del Duca Pasquale Maria Marotta del 13 settembre 1788[10].
La discendenza genealogica della famiglia Marotta non è precisa, ma con ogni probabilità la si è estinta nella linea primogenita all’inizio del XIX secolo poiché il titolo ducale venne ereditato da Nicola Spiriti (1792-1879) nipote di Rosa Marotta[10]. Il duca Pasquale Maria Marotta lasciò con testamento il 10 dicembre 1844 la parte del feudo relativa a Cerasuolo in favore degli abitanti del paese[12]. Nelle condizioni testamentarie era però stabilito che, per ottenere le terre, si dovesse costruire una chiesa in onore di San Pasquale Baylon. La costruzione iniziò dopo la morte del duca nel 1884 e terminò circa 30 anni dopo. L'atto testamentario avrebbe stabilito che le terre comuni e i pascoli del feudo fossero devoluti alla Congrega dei Poveri di Cerasuolo e quindi utilizzati in comune dagli abitanti mentre le terre originariamente coltivate dai fittavoli furono devolute alle famiglie[13].
Nel territorio di Cerasuolo, in virtù di questa donazione del Duca Pasquale Marotta, insiste da oltre 170 anni un'amministrazione autonoma di beni di uso civico denominata Dominio Collettivo di Cerasuolo[14]
Appartenente in origine al comune di Rocchetta a Volturno, ne fu distaccato nel 1882 per essere aggregato al comune di Filignano. Nello stesso periodo iniziarono le forti emorragie migratorie verso le Americhe, prima, e il centro Europa, poi.
Età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Periodo post-unitario e brigantaggio
[modifica | modifica wikitesto]Le truppe dell'esercito piemontese erano presenti nei dintorni di Cerasuolo per contrastare il brigantaggio, fenomeno particolarmente virulento e pericoloso per la stabilità del neonato regno; si consideri che lo Stato Pontificio sarà conquistato soltanto nel 1870 e che la frontiera era poco a nord di Cassino e Sora.
Nel 1861 il sud era stato annesso al Regno d'Italia e le truppe piemontesi stanziate tra Atina Cardito e Cerasuolo comandate dal generale Onorato Rey di Villarey arrestarono delle persone di Cerasuolo tra le quali il Filippo Franchitti noto nella tradizione popolare come il brigante; il generale De Villarey era un ufficiale di lunga esperienza, fatto che mostra quanto fosse temuta la banda di Domenico Fuoco.
Nel 1861 si hanno notizie di preoccupazione da parte del Giudice Mandamentale di Castellane[15] circa una imminente aggressione della banda Centrillo, stanziata nel bosco Cerasuolo. Successivamente si hanno notizie[15], attraverso un'informazione di polizia, di una punizione che i capibanda Domenico Fuoco e Ciccio Guerra avevano inferto al brigante Salvatore N. di Cerasolo, colpevole di un ricatto.
Secondo una raccolta di provvedimenti e sentenze del tribunale di guerra del 1865 alcuni abitanti furono condannati per fatti relativi al favoreggiamento della banda di Domenico Fuoco (attiva nella zona tra Mainarde e confine dello Stato Pontificio).
Stando alle notizie emerge che Filippo Franchitti ed altri suoi familiari erano dei "fiancheggiatori" di Domenico Fuoco fornivano cioè supporto logistico alla banda che si nascondeva tra le gole impervie delle Mainarde.
Il fenomeno del brigantaggio e la storia della banda di Fuoco va rivista all'interno dell'opposizione di una parte consistente della popolazione dell'ex Regno delle Due Sicilie che si riconosceva nell'unico sovrano per loro legittimo re Ferdinando. Di fatto Domenico Fuoco, ex ufficiale del Regno borbonico e quindi persona dotata per l'epoca di istruzione, era un legittimista che si oppose consapevolmente al nuovo Regno con il sostegno di una parte della popolazione.
Nel documento presente nell'Archivio di stato di Caserta si racconta di alcuni fatti di sangue che paiono esulare da aspetti legati al brigantaggio.
Nel 1866 si verificò un duro scontro armato secondo i documenti dell'Archivio di Stato di Isernia (Sottoprefettura di Isernia - Ufficio di pubblica sicurezza): il 19 dicembre 1866 con le bande riunite Fuoco - Cannone - composte da oltre 60 uomini - al passo del Chiaro e nei boschi Falconara (Scapoli) e Castagna (Cerasuolo), con uccisione di cinque militi e ferimento o uccisione di briganti[15].

Seconda guerra mondiale
[modifica | modifica wikitesto]Durante la seconda guerra mondiale nell'inverno 1943-1944 tutto il territorio di Cerasuolo fu teatro di sanguinosi scontri.[16]
Il piccolo paese di Cerasuolo si trovò stretto tra l'offensiva delle truppe alleate e la strenua difesa delle truppe tedesche. Intorno al Monte Pantano si dispose la 305ª divisione tedesca di fanteria. I comandi della 305ª divisione demandarono al 577º reggimento la difesa di Monte Pantano e al 578º reggimento la difesa di Cerasuolo vecchio con il supporto dell’artiglieria pesante[17].

Gli alleati, oltre a combattere frontalmente, cercarono di tagliare le linee di rifornimento tedesco, provvedendo tra l'altro alla distruzione con gli aerei del cosiddetto "Ponte Nuovo" situato sulla strada che portava ad Atina. La distruzione del ponte rimase nella memoria dei locali e le rovine possono essere viste ancora oggi.
La battaglia di Monte Pantano ebbe inizio il 29 novembre 1943. In sei giorni di durissimi combattimenti, il 168º battaglione statunitense perse tutti i suoi comandanti, 33 ufficiali e 386 uomini uccisi o feriti. Altrettanto alte furono le perdite tedesche. Nei giorni successivi gli americani furono sostituiti dalla fanteria marocchina del generale Dody.
Sulla battaglia di Monte Pantano è memorabile il passo di Robert Capa:

Alcuni significativi scatti fotografici documentano le distruzioni della II Guerra Mondiale[19].
Dopo una pausa, le operazioni riprendono a metà dicembre 1943 e nella notte tra il 16 e il 17 dicembre i tedeschi ricevettero l'ordine di sganciarsi. Nella notte successiva le pattuglie franco-marocchine entrarono a Cerasuolo appena sgomberato. Nella battaglia i tedeschi persero 10 ufficiali, 59 sottufficiali e 373 uomini di truppa[17].
Eventi recenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso del XX secolo, la popolazione locale è diminuita a causa dell'emigrazione nell'Italia settentrionale e nel Regno Unito. Cerasuolo è, tra i 12 borghi del comune, il più popolato da una comunità di italo-scozzesi, figli e nipoti di emigranti filignanesi, di ritorno dalla Scozia. Un evento che celebra questo legame culturale è, ad esempio, l'annuale "Scottish Festival Fish & Chips".
Il 21 marzo 1977 le diocesi unite di Isernia e Venafro acquisiscono dall'abbazia territoriale di Montecassino la parrocchia di Cerasuolo, rimuovendo un legame secolare del borgo con l'Abbazia di Castel San Vincenzo da tempo confluita nella diocesi di Montecassino.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Situata a circa 1 km dal confine del Molise con la provincia di Frosinone, nel Lazio, Cerasuolo è l'unica frazione del ramo settentrionale del suo comune. È un borgo collinare a ridosso delle Mainarde, vicino al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Il paese dista 5 km da Cardito, 8 da Filignano e 19 da Venafro. È attraversato al centro da una strada provinciale e vicino alla SR 627 Sora-Isernia. Nei pressi della SR 627, che collega il paese a Scapoli (14 km), San Biagio Saracinisco (12 km) e Vallerotonda (17 km), si trovano i ruderi medievali di Cerasuolo Vecchio.
Monumenti e luoghi d'interesse
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La chiesa parrocchiale di Cerasuolo intitolata a san Pasquale Baylon (protettore delle donne), di stile neoclassico e imponente nelle dimensioni, fu voluta dall'ultimo feudatario di Cerasuolo, il duca Pasquale Marotta, deceduto nel 1884.
La costruzione dell'edificio fu iniziata alla fine del XIX secolo, ma ultimata solo trent'anni dopo. Parzialmente distrutta dal secondo conflitto mondiale, fu completamente restaurata grazie alla sollecitudine dell'allora abate di Montecassino, Gregorio Diamare.
Nel borgo è presente un museo di storia locale dedicato agli eventi della II guerra mondiale, il museo Combat Road.[20]
È presente in località Fontana Vecchia un antico fontanile che, secondo la tradizione locale, risale almeno al sedicesimo secolo anche se non è escluso che possa risalire vista la vicinanza alle Mura (Cerasuolo Vecchio) al medioevo.
In località Valle Fossa è possibile ammirare, oltre al panorama e alla flora appenninica, il pozzo fatto costruire nel 1800 dal feudatario Duca Marotta.
Tradizioni
[modifica | modifica wikitesto]Fuoco di Natale
[modifica | modifica wikitesto]Ogni notte di Natale si tiene nella piazza centrale del paese un falò in concomitanza con la celebrazione della messa. In origine il falò era il risultato di ceppi e legne portati ed accatastati in piazza da ciascuna famiglia.[senza fonte]
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Interno San Pasquale Baylon
- Fontanile Fontana Vecchia
- Pozzo di Valle Fossa
- Fuoco di Natale
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- 1 2 3 Gabriella Di Rocco, Cerasuolo, in Castelli e borghi murati della Contea di Molise (secoli X-XIV), All'Insegna del Giglio, 2009, p. 122, ISBN 9788878144491.
- 1 2 Chronichon Volturnense.
- ↑ Alessia Frisetti, La Valle del Volturno nel Medioevo - Paesaggio, insediamenti e cantieri, Volturnia Edizioni, 2020.
- ↑ Evelyn Jamison (a cura di), Catalogus Baronum, collana Fonti per la storia d'Italia, Roma, 1972.
- ↑ Errico Cuozzo (a cura di), Catalogus baronum. Commentario, collana Fonti per la storia d'Italia, Roma, 1984.
- 1 2 Bruno Figliuolo, Rosaria Pilone, Codice Diplomatico Molisano (964-1349), Palladino Editore, 2013, p. 234 e 235.
- ↑ Le parentesi quadre indicano la lacunosità della pergamena
- ↑ Buonaventura Tauleri, Memorie istoriche dell'antica città d'Atina raccolte e date in luce.
- 1 2 3 Davide Shamà, Francesco Lombardo di San Chirico, Il Registro dei Feudatari da duecento anni: notizie, problemi e aggiornamenti, in Rivista del Collegio Araldico. Storia Diritto Genealogia 2017, Anno CXIV, giugno 2017.
- 1 2 Capsula LXIV - CARDITO, CERASUOLO, MAINARDI - FASCICOLO I.
- ↑ dominiocollettivo-cerasuolo.it, https://www.dominiocollettivo-cerasuolo.it/storia/.
- ↑ Estratto del testamento del duca Marotta, su web.tiscali.it.
- ↑ Dominio Collettivo "ex feudo Marotta" di Cerasuolo (IS), su dominiocollettivo-cerasuolo.it.
- 1 2 3 Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato., Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Ufficio Centrale per i Beni Archivistici, 2000.
- ↑ (EN) US Office of military history (a cura di), Fifth Army at the Winter Line (15 November 1943-15 January 1944), Government Printing Office, 1948, p. 36.
- 1 2 Camminare nella storia di Carlo Finocchietti, su camminarenellastoria.it.
- ↑ Leggermente fuori fuoco-Slightly out of focus - Robert Capa - Libro - Contrasto, su ibs.it. URL consultato il 5 marzo 2024.
- ↑ ITALY. The Fight for Cassino. W.W.II., su pro.magnumphotos.com.
- ↑ Combat Road, su combatroad.it. URL consultato il 13 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2021).
Altri progetti
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