Cerasuolo (Filignano)

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Cerasuolo
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
ComuneFilignano-Stemma.png Filignano
Territorio
Coordinate41°35′04.02″N 14°01′15.56″E / 41.58445°N 14.02099°E41.58445; 14.02099 (Cerasuolo)Coordinate: 41°35′04.02″N 14°01′15.56″E / 41.58445°N 14.02099°E41.58445; 14.02099 (Cerasuolo)
Altitudine700 m s.l.m.
Abitanti151 (2009)
Altre informazioni
Cod. postale86074
Fuso orarioUTC+1
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[1]
Nome abitantiCerasuolani
PatronoSan Pasquale Baylonne
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cerasuolo
Cerasuolo

Cerasuolo è un centro abitato collocato nella parte Nord del comune di Filignano, nella provincia di Isernia, in Molise. Nel 2009 la sua popolazione era di 151 persone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Soldati statunitensi a Cerasuolo durante la seconda guerra mondiale

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Esso fece parte dei possedimenti della potentissima abbazia di San Vincenzo come, peraltro, dimostrano i resti di fortificazioni risalenti a quel periodo. L'insediamento di Cerasuolo (Cerasuolo Vecchio) è documentato fin dal 962, quando l'abate dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno lo concesse a livello per metterlo a coltura.[2]

Nel settembre 962 il monaco Grimoaldo, per conto dell'abate di Castel San Vincenzo al Volturno, concesse a livello ad alcuni uomini le terre attorno al castrum perché vi abitassero e le coltivassero. Nell'atto di concessione a livello si parla di Aldone - forse il loro capo - e altri uomini nati in Francia.[2] I natali francesi molto probabilmente indicano la provenienza normanna dei Aldone e dei suoi comites.

Nel 1064 il castrum venne donato da Paldone, conte di Venafro per metà all'abbazia di Montecassino.[2]

Una fonte storica molto importante è il Catalogus Baronum[3][4]. Secondo il catalogo medievale la fortificazione di Cerasolum (Cerasuolo Vecchio) appartenne, nella II metà del dodicesimo secolo, a Raynaldo di Sesto, vescovo di Isernia, assieme al fratello e suo nipote Raynaldus de Sexto cum fratre et nepote suo.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

In epoca moderna il paese entra nei possedimenti della famiglia Marotta infatti questa deteneva in Terra di Lavoro i feudi di Castelnuovo e Ceresoli (Cerasuolo). Il primo possedimento fu legato al titolo ducale a partire dal 1732[5].

L’ultima intestazione dei due feudi è del Duca Pasquale Maria Marotta del 13 settembre 1788[5].

La discendenza genealogica non è precisa, ma con ogni probabilità la famiglia si è estinta nella linea primogenita all’inizio del XIX secolo poiché il titolo ducale venne ereditato da Nicola Spiriti (1792-1879) nipote di Rosa Marotta[5].

Il duca Pasquale Maria Marotta lasciò con testamento il 10 dicembre 1844 la parte del feudo relativa a Cerasuolo in favore degli abitanti del paese. Nelle condizioni testamentarie era però stabilito che, per ottenere le terre, si dovesse costruire una chiesa in onore di San Pasquale Baylonne. La costruzione dopo la morte del duca nel 1884 e terminò circa 30 anni dopo. L'atto testamentario avrebbe stabilito che le terre comuni e i pascoli del feudo fossero devoluti alla Congrega dei Poveri di Cerasuolo e quindi utilizzati in comune dagli abitanti mentre le terre originariamente coltivate dai fittavoli furono devolute alle famiglie[6].

Nel territorio di Cerasuolo insiste da moltissimi anni, a seguito delle donazioni del Duca Marotta, un'Amministrazione Autonoma di beni di uso civico denominata Dominio Collettivo di Cerasuolo.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente in origine al comune di Rocchetta a Volturno, ne fu distaccato nel 1882 per essere aggregato al comune di Filignano. Nello stesso periodo iniziarono le forti emorragie migratorie verso le Americhe, prima, e il centro Europa, poi.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale nell'inverno 1943-1944 Cerasuolo e il territorio intorno al Monte Pantano furono teatro di sanguinosi scontri.[7]

Il piccolo paese di Cerasuolo si trovò stretto tra l'offensiva delle truppe alleate e la strenua difesa delle truppe tedesche. Intorno al Monte Pantano si dispose la 305ª divisione tedesca di fanteria. I comandi della 305ª divisione demandarono al 577º reggimento la difesa di Monte Pantano e al 578º reggimento la difesa di Cerasuolo vecchio con il supporto dell’artiglieria pesante[8].

Gli alleati, oltre a combattere frontalmente, cercarono di tagliare le linee di rifornimento tedesco, provvedendo tra l'altro alla distruzione con gli aerei del cosiddetto "Ponte Nuovo" situato sulla strada che portava ad Atina. La distruzione del ponte rimase nella memoria dei locali e le rovine possono essere viste ancora oggi.

La battaglia di Monte Pantano ebbe inizio il 29 novembre 1943.

In sei giorni di durissimi combattimenti, il 168º battaglione statunitense perse tutti i suoi comandanti, 33 ufficiali e 386 uomini uccisi o feriti. Altrettanto alte furono le perdite tedesche. Nei giorni successivi gli americani furono sostituiti dalla fanteria marocchina del generale Dody.

Sulla battaglia di Monte Pantano è memorabile il passo di Robert Capa:

"Ogni cinque metri c’era una buca con dentro almeno un soldato morto. Intorno, una gran quantità di libri tascabili, completamente bagnati, scatolette vuote di razioni alimentari e frammenti sbiaditi di lettere da casa. I corpi di coloro che avevano tentato di uscire dai rifugi ingombravano il sentiero. Il sangue rappreso aveva il colore della ruggine e si confondeva con il colore delle foglie ingiallite dell’autunno, cadute intorno a quei miseri resti. Più salivo e più brevi erano le distanze tra un corpo e l’altro. Non resistetti più a lungo a quello spettacolo. Mi trovai senza saperlo in cima alla montagna, ripetendo a me stesso come un idiota “Voglio passeggiare al sole della California e indossare scarpe e calzoni bianchi”. La nevrosi del corrispondente di guerra stava prendendo quota."[9]

L'agenzia Magnum contiene alcuni significativi scatti che documentano le distruzioni della II Guerra Mondiale.

Dopo una pausa, le operazioni riprendono a metà dicembre 1943 e nella notte tra il 16 e il 17 dicembre i tedeschi ricevettero l'ordine di sganciarsi. Nella notte successiva le pattuglie franco-marocchine entrano a Cerasuolo appena sgomberato. Nella battaglia i tedeschi persero 10 ufficiali, 59 sottufficiali e 373 uomini di truppa[8].

Eventi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del XX secolo, la popolazione locale è diminuita a causa dell'emigrazione nell'Italia settentrionale e nel Regno Unito. Cerasuolo è, tra i 12 borghi del comune, il più popolato da una comunità di italo-scozzesi, figli e nipoti di emigranti filignanesi, di ritorno dalla Scozia. Un evento che celebra questo legame culturale è, ad esempio, l'annuale "Scottish Festival Fish & Chips".

Il 21 marzo 1977 le diocesi unite di Isernia e Venafro acquisiscono dall'abbazia territoriale di Montecassino la parrocchia di Cerasuolo, rimuovendo un legame secolare del borgo con l'Abbazia di Castel San Vincenzo da tempo confluita nella diocesi di Montecassino.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Situata a circa 1 km dal confine del Molise con la provincia di Frosinone, nel Lazio, Cerasuolo è l'unica frazione del ramo settentrionale del suo comune. È un borgo collinare a ridosso delle Mainarde, vicino al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il paese dista 5 km da Cardito, 8 da Filignano e 19 da Venafro. È attraversato al centro da una strada provinciale e vicino alla SR 627 Sora-Isernia. Nei pressi della SR 627, che collega il paese a Scapoli (14 km), San Biagio Saracinisco (12 km) e Vallerotonda (17 km), si trovano i ruderi medievali di Cerasuolo Vecchio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Cerasuolo intitolata a san Pasquale Baylonne (protettore delle donne), imponente nelle dimensioni, fu voluta dall'ultimo feudatario di Cerasuolo, il duca Pasquale Marotta, deceduto nel 1884. La costruzione dell'edificio fu iniziata alla fine del XIX secolo, ma ultimata solo trent'anni dopo. Parzialmente distrutta dal secondo conflitto mondiale, fu completamente restaurata grazie alla sollecitudine dell'allora abate di Montecassino, Gregorio Diamare.

Nel borgo è presente un museo di storia locale dedicato agli eventi della II guerra mondiale: Combat Road, https://combatroad.it

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  2. ^ a b c Gabriella Di Rocco, Cerasuolo, in Castelli e borghi murati della Contea di Molise (secoli X-XIV), All'Insegna del Giglio, 2009, p. 122, ISBN 9788878144491.
  3. ^ Evelyn Jamison (a cura di), Catalogus Baronum, in Fonti per la storia d'Italia, Roma, 1972.
  4. ^ Errico Cuozzo (a cura di), Catalogus baronum. Commentario, in in Fonti per la storia d'Italia, Roma, 1984.
  5. ^ a b c Davide Shamà, Francesco Lombardo di San Chirico, Il Registro dei Feudatari da duecento anni: notizie, problemi e aggiornamenti, in Rivista del Collegio Araldico. Storia Diritto Genealogia 2017, Anno CXIV, giugno 2017.
  6. ^ Estratto del testamento del duca Marotta, su web.tiscali.it.
  7. ^ (EN) US Office of military history (a cura di), Fifth Army at the Winter Line (15 November 1943-15 January 1944), Government Printing Office, 1948, p. 36.
  8. ^ a b Camminare nella storia di Carlo Finocchietti, su camminarenellastoria.it.
  9. ^ Leggermente fuori fuoco-Slightly out of focus - Capa Robert - Libro - IBS

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