Cephalopholis boenak

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Cephalopholis boenak
Cephalopholis boenak.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Serranidae
Sottofamiglia Epinephelinae
Genere Cephalopholis
Specie C. boenak
Nomenclatura binomiale
Cephalopholis boenak
(Bloch, 1790)

La cernia cioccolato (Cephalopholis boenak (Bloch, 1790)) è un pesce osseo della famiglia Serranidae.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cernia cioccolato.jpg

Cephalopholis boenak ha un corpo allungato che può raggiungere una lunghezza massima di 30 cm. L'altezza del corpo è minore della lunghezza della testa. La parte caudale della mascella raggiunge il margine posteriore dell'occhio. Dispone di 14-17 branchiospine nella parte inferiore e sulla linea laterale ha 46-51 squame. Ha una pinna dorsale, una pinna anale, una pinna caudale e le pinne pettorali che sono più lunghe di quelle ventrali. Presenta generalmente un colore brunastro scuro a volte tendente al rosso. Dispone di una macchia circolare nera sull'opercolo. Le pinne sono in numero dispari e sono di colore scuro con un bordo di colore bianco o azzurro tranne che nella pinna caudale.[3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Cephalopholis boenak è una specie diffusa nell'oceano Indiano e nel Pacifico occidentale.[4] Il suo areale si estende dalle coste dell'Africa orientale (dal Kenya al Mozambico), sino all'India e al versante occidentale del Pacifico, spingendosi a nord sino alle isole Ryukyu e Taiwan e a sud sino alla Nuova Caledonia a l'Australia settentrionale.[1]

Valore commerciale[modifica | modifica wikitesto]

È una specie che non ha rilievo sui mercati dell'Europa. Nonostante sia un pesce molto salutare e apprezzato nei paesi dove viene pescato, non incide sul commercio ittico a causa delle sue piccole dimensioni.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Thierry, C., Sadovy, Y., Pollard, D., Samoilys, M., Kulbicki, M. & Carpenter, K. 2008, Cephalopholis boenak, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  2. ^ (EN) Bailly, N. (2015), Cephalopholis boenak, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 22 febbraio 2016.
  3. ^ a b Paolo Manzoni e Valentina Tapedino, Grande enciclopedia illustrata dei pesci, Bologna, Eurofishmarket S.r.l, 2008, p. 452, ISBN 978-88-903526-0-7.
  4. ^ (EN) Cephalopholis boenak, su FishBase. URL consultato il 22 febbraio 2016.

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