Cenne da la Chitarra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Cenne da la Chitarra o anche Cene o Cenne delle Chitarre o Cenne della Chitarra (Arezzo, XIII secoloArezzo, 1336) è stato un paroliere e giullare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome è un ipocoristico Bencivenne. La sua data di morte oscilla tra il 1322 e il 1336. L'epiteto "da la chitarra" gli venne dallo strumento musicale col quale accompagnava il canto dei suoi versi. Appartenne ai cosiddetti poeti giocosi toscani.

L'unica sua opera pervenuta ad oggi è una Risposta per contrarî, di stile tipicamente burlesco, che diede ai Sonetti de' mesi del contemporaneo Folgóre da San Gimignano, trasformando in enueg (provenzale per "noie, fastidi") i piaceri (plazer) che quest'ultimo aveva cantato per ogni singolo mese. Mentre Folgore nel suo scritto esaltò per ogni mese i divertimenti ed i piaceri tipici dell'aristocrazia trecentesca toscana, Cenne portò all'estreme conseguenze la parodia rovesciando completamente la visione del mondo da descrivere, trasformato quindi in una comunità di corrotti, pervertiti e avari, abitanti in capanne e paludi.

L'intento di Cenne fu anche polemico nei confronti di un mondo cortese ormai avviato verso un inevitabile declino e la sua opera si rivelò preziosa dal punto di vista letterario, culturale e dei costumi.[1]

A questa "tenzone poetica" medioevale ha fatto esplicito cenno il cantautore Francesco Guccini nella sua Canzone dei dodici mesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.194

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN283514393 · ISNI (EN0000 0003 9002 1835 · SBN IT\ICCU\RAVV\052229 · LCCN (ENn2013041250 · GND (DE102432228 · BNF (FRcb162097500 (data) · BAV ADV12649831