Cenerentola (Wolf-Ferrari)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cenerentola
Lingua originale italiano
Genere Fiaba musicale
Musica Ermanno Wolf-Ferrari
Libretto Maria Pezzè Pascolato
Fonti letterarie Charles Perrault, Cenerentola
Atti tre
Prima rappr. 22 febbraio 1900
Teatro Teatro la Fenice, Venezia
Personaggi
  • Il Re (basso)
  • La Regina (mezzosoprano)
  • Rubino, detto Pallido (tenore)
  • Nasturzio, giullare (baritono)
  • L'Ambasciatore dell'Isola Morta (basso-baritono)
  • Il Duca di Monterotondo (basso)
  • Cenerentola (soprano)
  • Il Fantasma della Mamma di Cenerentola (mezzosoprano)
  • La Matrigna di Cenerentola (contralto)
  • Pizzichina (soprano) e Vanerella (soprano), figlie della Matrigna
  • Un Banditore (baritono)
  • Il Gran Savio (basso-baritono)
  • Il secondo Savio (basso)
  • Prima Silfide (soprano), Seconda Silfide (soprano), Terza Silfide (soprano)
  • Il Gran Ciambellano, I Savi, Paggi, Cortigiani, Invitati, Trombettieri, Servi, Angeli, Silfidi, Ragazze, Popolani, ecc. ecc.

Cenerentola è un'opera (denominata fiaba musicale) in tre atti di Ermanno Wolf-Ferrari, su libretto di Maria Pezzè Pascolato basato sulla celebre fiaba di Charles Perrault. La prima rappresentazione si tenne al Teatro la Fenice, Venezia il 22 febbraio 1900.

Gli interpreti della prima furono:[1]
Il Re: Roberto Tamanti;
La Regina e Il Fantasma: Maria Leonardi;
Rubino: Alessandro Procacci;
Nasturzio: Giuseppe La Puma;
L'Ambasciatore e Il Gran Savio: Luigi Tavecchia;
Il Duca: Ugo Giandominici;
Cenerentola: Clara Wolf-Ferrari;
La Matrigna: Lina Brumatti;
Pizzichina: Rosina Giovannoni Zacchi;
Vanerella: Virginia Ferranti;
Un Banditore: Carlo Farinetti;
Il secondo Savio: Francesco Articci.
Il direttore era Edoardo Vitale, il maestro del coro Antenore Carcano, la regia fu dello stesso compositore, la coreografia di Ugo Perfetti, la scenografia di C. Malagodi e Pietro Bertoja.

L'opera subì in seguito una revisione, che andò in scena per la prima volta il 31 gennaio 1902 allo Stadttheater di Brema, con libretto tedesco tradotto da Julius Schweitzer intitolato Aschenbrödel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Almanacco di amadeusonline, consultato il 31 agosto 2011

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica