Celestino Galiani

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Celestino Galiani
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Arcivescovo di Taranto
Arcivescovo titolare di Tessalonica
Nato 8 ottobre 1681 a San Giovanni Rotondo
Ordinato presbitero 20 dicembre 1704
Nominato arcivescovo 30 aprile 1731
Consacrato arcivescovo 27 maggio 1731
Deceduto 26 luglio 1753 a Napoli

Celestino Galiani (San Giovanni Rotondo, 8 ottobre 1681Napoli, 26 luglio 1753) è stato un arcivescovo ed erudito italiano, zio ed educatore dell'economista Ferdinando Galiani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1681 a San Giovanni Rotondo, compiuti gli studi iniziali a Foggia, Galiani nel 1697 entrò nella Congregazione dei celestini, mutando in Celestino l'originario nome di Nicola[1]. Per la sua buona propensione agli studi, i superiori dell'Ordine lo inviarono, nel 1701, come studente al monastero romano di Sant'Eusebio ove ebbe modo, in due trienni successivi, di conoscere le nuove idee scientifiche moderne formulate da Galilei, Cartesio, Newton e l'empirismo del filosofo britannico John Locke[1].

Nel 1731 fu nominato arcivescovo di Taranto e, alla fine dello stesso anno, in sostituzione dell'anziano Diego Vincenzo Vidania, Galiani divenne cappellano maggiore di Napoli, e prefetto dei Regi Studi con piena autorità su docenti e studenti dell'Università napoletana[1]. Agli inizi del 1732, tornato nella città partenopea, assunse il nuovo incarico di cappellano con annessa la sede titolare di Tessalonica[1].

Dal 1732 si impegnò, pur tra varie resistenze, per realizzare una riforma degli studi universitari che aprisse l'ateneo napoletano all'influsso della nuova cultura europea. La riforma fu approvata, sia pure parzialmente, alla fine del 1735[1]. Nello stesso anno, insieme con Bartolomeo Intieri e Nicola Cirillo, fondò un'Accademia delle scienze, che diresse sino al 1737, i cui principi fondatori si richiamavano esplicitamente alla filosofia di Locke[1].

Nel 1736 Galiani fu nominato plenipotenziaro del Regno di Napoli nelle trattative, concluse solo nel 1741, per il concordato tra Santa Sede e Borboni[1].

Nell'ultimo periodo della sua vita frequentò Giambattista Vico che, grazie al suo interessamento, aveva ottenuto la nomina a "storiografo regio"[1], e s'impegnò nell'educazione dei nipoti Bernardo e Ferdinando[1], destinato quest'ultimo a divenire il famoso letterato ed economista noto come l'abate Galiani. Morì a Napoli, a settantuno anni, nel 1753.

Galiani, ormai quasi dimenticato, fu considerato, nel periodo in cui visse, uno dei più valenti uomini di cultura. La gran parte dei suoi lavori rimase manoscritta, furono pubblicate solo alcune relazioni e qualche documento ufficiale[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Fonte: E. Di Rienzo, Dizionario Biografico degli Italiani, riferimenti in Bibliografia.
  2. ^ F. Nicolini, in Enciclopedia Italiana, riferimenti in Bibliografia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fausto Nicolini, «GALIANI, Celestino», in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
  • Eugenio Di Rienzo, «GALIANI, Celestino», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 51, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN46849116 · LCCN: (ENnr90023042 · SBN: IT\ICCU\CFIV\096226 · ISNI: (EN0000 0000 6137 1869 · GND: (DE118937677 · BNF: (FRcb12416262w (data) · BAV: ADV10382822 · CERL: cnp00542833