Reparti mobili della Polizia di Stato

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Polizia di Stato.

Reparto mobile
Scudetto ricamato del Reparto mobile della Polizia.jpg
Scudetto ricamato del reparto
Descrizione generale
Attivodal 1946
NazioneItalia Italia
ServizioStemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di stato
TipoForza di polizia ad ordinamento civile militarmente organizzata
CompitiPubblica sicurezza
Ordine pubblico
Soccorso Pubblico Gendarmeria
Mezzi in dotazioneAuto:
Land Rover Discovery
Rayton Fissore Magnum
Furgoni:
Iveco Daily
Fiat Ducato
Blindati:
Iveco Eurocargo
Iveco VM 90
Iveco ML 130
Iveco 55-13
Soprannome"Celerini"
"Celere"
Anniversari27 maggio
Sito internetSito ufficiale
Parte del
Comandanti
Simboli
Stemma applicato sui veicoliPolizia di Stato - Reparto mobile.jpg

Fonte: Sito ufficiale

Voci di forze di polizia presenti su Wikipedia

I reparti mobili della Polizia di Stato[1] (spesso genericamente identificati come reparto celere o celere) sono dei reparti della polizia di stato altamente specializzati, con carattere e di formazione fortemente militare, utilizzati come risorsa di pronto impiego per la tutela dell'ordine pubblico e per l'intervento nelle zone colpite da eventi calamitosi.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

1949: Jeep e poliziotti del reparto Celere
Un veicolo anfibio degli anni Sessanta, in dotazione al II Reparto mobile
Una Fiat Campagnola, veicolo che sostituì le americane jeep; oltre all'ovvio impiego extraurbano, fu ordinanza della Celere e di molti altri reparti

I reparti mobili sono gli eredi dei reparti celere, istituiti dal ministro Giuseppe Romita nel 1946 a ridosso del referendum per la scelta fra monarchia e repubblica, in pratica utilizzando i battaglioni, dei quali era cessato l'impiego bellico. Con la riforma e la smilitarizzazione avvenuta ad opera della legge 1º aprile 1981 n. 121, la loro regolamentazione venne disciplinata dal decreto del ministro dell'interno dell'11 febbraio 1986 ("Regolamento dei Reparti Mobili della Polizia di Stato"),[2] tuttora in vigore, con il quale è stato riorganizzato l'intero reparto.

Con una nota del 18 luglio 2012,[3] il Ministero dell'Interno ha deciso di formulare una bozza di decreto ministeriale concernente l'organizzazione e le dotazioni di personale dei reparti mobili, nella quale fra l'altro, all'articolo 1, è prevista l'abrogazione del decreto del Ministrero dell'Interno dell'11 febbraio 1986. La bozza prevede anche un aumento del personale in organico (da 4700 a 6000 unità) e una rimodulazione del numero di nuclei presenti nelle 15 sedi dei reparti attualmente in funzione a livello nazionale[4]. Dopo gli scontri di piazza, avvenuti nel novembre del 2012, l'operato dei reparti mobili è stato nuovamente messo sotto accusa per presunte violenze inflitte su manifestanti inermi, tanto da riportare alle cronache la questione riguardante l'identificazione degli agenti impegnati nell'ordine pubblico.[5]

I Reparti Mobili hanno prestato la loro opera anche in alcuni degli eventi più drammatici della storia recente italiana, come l'alluvione di Firenze, la valanga di fango e acqua che in Campania travolse i paesi di Sarno, Siano, Quindici e Bracigliano e, tornando ai nostri giorni, durante il terribile terremoto che ha distrutto la città di L'Aquila. In tutti questi casi sono stati impiegati per il soccorso e nell'importante opera di antisciacallaggio, per impedire ulteriori danni alle persone coinvolte nei tragici eventi.

Inquadramento e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Dipendono dal Dipartimento della pubblica sicurezza ed in particolare dalla Direzione centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato, servizio per i reparti speciali, Prima divisione[6].

Ciascun reparto mobile è suddiviso in nuclei e squadre, e possono operare sull'intero territorio nazionale, senza alcuna limitazione. I reparti mobili sono attualmente 15 e vi prestano servizio circa 4633 operatori[1], di previsto incremento a 6.000. Ogni nucleo è costituito da 10 squadre, ciascuna composta da 10 operatori. I Reparti sono così disposti sul territorio nazionale:

  • I reparto mobile di Roma (6 nuclei)
  • Il reparto mobile di Padova (4 nuclei)
  • III reparto mobile di Milano (5 nuclei)
  • IV reparto mobile di Napoli (5 nuclei)
  • V reparto mobile di Torino (4 nuclei)
  • VI reparto mobile di Genova (4 nuclei)
  • VII reparto mobile di Bologna (3 nuclei)
  • VIII reparto mobile di Firenze (4 nuclei)
  • IX reparto mobile di Bari (2 nuclei)
  • X reparto mobile di Catania (3 nuclei)
  • XI reparto mobile di Palermo (3 nuclei)
  • XII reparto mobile di Reggio Calabria (3 nuclei)
  • XIII reparto mobile di Cagliari (2 nuclei)
  • XIV reparto mobile di Senigallia (2 nuclei)
  • XV reparto mobile di Taranto (2 nuclei)

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il reparto mobile si suddivide in:

  • Direzione
  • Ufficio amministrazione
  • Nucleo amministrazione
  • Nucleo operativi
  • Nucleo antisabotaggio (presso il XII reparto mobile di Reggio Calabria)

La direzione è affidata, di norma, ad un primo dirigente della Polizia di Stato[7] che si avvale di un vice dirigente[8] con funzioni vicarie.

Presso ogni reparto mobile un'aliquota del personale deve essere costituita da specialisti di difesa NBCR nonché, in passato, anche da un sufficiente numero di agenti trombettieri[2], oramai scomparsi dato che ogni carica viene attualmente preceduta e accompagnata dal suono delle sirene.

Uniforme del reparto[modifica | modifica wikitesto]

L'uniforme si compone in una giubba blu in tessuto aramidico con cerniera alle cui spalle compare la scritta POLIZIA in stoffa catarifrangente, pantaloni di colore grigio azzurro in tessuto aramidico, basco di colore blu con fregio (raffigurante l'Aquila dorata e scudo cremisi con monogramma "RI"), Gilet tattico di colore nero nelle cui tasche è possibile stipare il munizionamento dei lacrimogeni e la radio. L'uniforme comprende, altresì, un maglioncino di colore azzurro a collo alto (nel periodo estivo viene sostituito con una maglietta a mezze maniche di colore blu con scritta Polizia), cinturone in cordura di colore blu e fazzoletto di colore cremisi che avvolge il collo (bavero), stivaletti anfibi di pelle nera.

In caso di freddo o pioggia l'uniforme può essere completata indossando la termofodera interna della giubba, il giaccone blu in goretex con termofodera in pile. Il personale dei reparti mobili porta sull'uniforme, secondo le modalità previste dall'apposito regolamento, lo scudetto di specialità. In ogni caso è il questore, nell'ordinanza di servizio, ad indicare oltre alle disposizioni operative di carattere generale anche il tipo di uniforme, di equipaggiamento e di armamento delle forze impegnate.

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Come equipaggiamento per l'ordine pubblico il personale è dotato di casco da ordine pubblico azzurro u-bott, sfollagente, parastinchi, corpetto protettivo, guanti rinforzati, fondina chiusa per Beretta 92, maschera antigas e scudo antisommossa. È inoltre dotato di lancia lacrimogeni GL 40/90.

Mezzi in dotazione[modifica | modifica wikitesto]

I reparti sono dotati in particolare di furgonati e fuoristrada blindati oltre alle normali vetture di pattuglia come:

Inoltre i reparti hanno in dotazione mezzi speciali per l'ordine pubblico come l'Autoblindo FIAT 6614 anfibio corazzato (VTC) e camion Iveco per il trasporto e per l'utilizzo di idranti contro la folla (Fiat 643N, Fiat 684N, IVECO 190-26 4X4 Nuova Ma.Na.Ro., IVECO 190-30 4X4 Nuova Ma.Na.Ro., IVECO EuroTrakker 4X4 Nuova Ma.Na.Ro., IVECO EuroTrakker 6X6 Nuova Ma.Na.Ro.). Infine dispongono di ruspe (OM FR12) e imbarcazioni (Castoldi Jet Craft) nonché di ambulanze FIAT Ducato.

Iveco Daily 50C18V/P[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Iveco Daily.
Alimentazione gasolio
Cilindrata (cc) 2.998
Potenza (kw/cv) 130/176
Trazione posteriore, con differenziale autobloccante
Cambio manuale a 6 rapporti + retromarcia
Numero porte 5 (posteriore a doppio battente)
Numero posti 10
Massa totale a terra (kg) 5.600
Dimensioni (mm) 7.012 lun. x 2.000 larg. x 3.025 alt.
Passo (mm) 3.950

Il veicolo è destinato al trasporto di una squadra completa in assetto da ordine pubblico, composta da 10 uomini dotati di equipaggiamenti ed armamenti individuali e di squadra. Il parabrezza è protetto da una griglia metallica, ancorata al telaio attraverso un meccanismo a quadrilatero articolato, per garantire la corretta visibilità durante la marcia. Tutte le griglie di protezione delle parti trasparenti sono amovibili e il frontale risulta protetto da apposito bullbar. All'interno dei passaruota e nel vano motore sono collocate le bocchette dell'impianto estinzione incendi, azionate all'occorrenza da comandi posti nella cabina di guida. Il mezzo è dotato di impianto di condizionamento e di un piccolo frigorifero per i generi di conforto. La cappelliera sopra i sedili consente l'alloggiamento dei caschi e di altri materiali durante gli spostamenti. L'armadio collocato nel baule è destinato al trasporto del bagaglio personale in occasione delle trasferte fuori sede. Gli scudi di protezione vengono posizionati nello spazio che si frappone tra i sedili e la scocca del mezzo. La botola sul tetto, a due battenti, è accessibile attraverso una pedana a scomparsa; una seconda botola è collocata sul pavimento. Il veicolo è inoltre dotato di telecamera nella parte posteriore, che permette una maggiore visibilità in caso di retromarcia.

Land Rover Discovery[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Land Rover Discovery.
Discovery 2ª serie restyling
Telaio a longheroni e traverse in acciaio scatolato
Motore turbodiesel ad iniezione diretta, 5 cilindri
Alimentazione gasolio
Cilindrata (cc) 2.495
Potenza (kw/cv) 101,5/138 a 4200 rpm
Coppia 300 Nm a 1950 rpm
Cambio manuale a 5 rapporti + retromarcia e riduttore
Impianto frenante freni a disco con ABS
Velocità massima 157 Km/h
Accelerazione da 0 a 100 Km/h in 15,3 secondi
Consumo 9,3 l/100km (combinato)
Massa totale a terra (kg) 2.250

La collaborazione fra la casa automobilistica inglese Land Rover e la Polizia di Stato inizia alla fine degli anni novanta con la consegna di alcune Land Rover Discovery 1ª serie e prosegue con le successive evoluzioni del modello, in particolare ai Reparti Mobili verranno assegnate a partire dai primi anni duemila.

Discovery 2

La prima versione utilizzata dal Reparto Mobile è dotata del robusto motore Td5 e viene allestita dalla carrozzeria Marazzi per le specifiche esigenze di ordine pubblico. Probabilmente la modifica che più salta all'occhio è la ''gobba'' sul cofano che in realtà ha la funzione di vano per riporre la grande griglia che salvaguarda il parabrezza nelle situazioni operative, griglie (amovibili) che coprono tutte le superfici vetrate, fanno poi parte dell'allestimento il bullbar offerto come accessorio da Land Rover, dotato però di griglie in acciaio a protezione dei fari anteriori (coperture che troviamo anche nella fanaleria posteriore) e modificato per alloggiare il verricello Warn, completa la dotazione il lampeggiante stroboscopico sul tetto.

La Polizia di Stato continua con l'acquisizione dei Discovery anche nella versione MY'03 dove troviamo le stesse caratteristiche, con in più il solo miglioramento del design estetico del veicolo, visto che si tratta di una versione post restyling.

Discovery 3

Squadra che vince non si cambia e quindi dalla seconda metà degli anni duemila inizia a vestire la divisa anche la Discovery 3, motorizzata dal 2.7 TDV6 e sempre allestite dalla carrozzeria Marazzi. A differenza delle precedenti versioni, si perdono sia il bullbar che il verricello, in compenso troviamo però un faro brandeggiante e due lampeggianti stroboscopici con le opportune coperture in maglia d'acciaio, rimangono poi la "gobba porta-griglia" sul cofano e le ormai consuete protezioni per fari/fanali, parabrezza, cristalli laterali e lunotto.

Una particolare variante è stata acquisita in un numero ridotto di esemplari: si tratta di una versione blindata sempre realizzata dalla carrozzeria Marazzi, queste vetture sebbene inizialmente assegnate ai Reparti Mobili sono state recentemente date in uso alle neonate Unità operative di pronto intervento.

Discovery 4

Infine dal 2016 sono in assegnazione le Discovery 4 dotate del nuovo 3.0 TDV6, l'allestimento è anche in questo caso ad opera della carrozzeria Marazzi ed è identico al precedente eccezion fatta per i lampeggianti e il faro di ricerca adesso dotati di tecnologia LED.

Iveco Eurocargo ML100E21 4X4[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Iveco Eurocargo.

La necessità di avere a disposizione un mezzo che fosse molto alto da terra e, al tempo stesso, in grado di sopportare anche le aggressioni da parte di facinorosi ha portato alla creazione di una nuova variante dell'Iveco Eurocargo. Questo veicolo, dotato di trazione integrale permanente nonché di pneumatici antiforatura e antiscoppio è il mezzo ideale a disposizione della Polizia di Stato per affrontare ogni situazione di ordine pubblico. Questo blindato, a differenza del Daily, possiede una speciale bullbar motorizzata di forma triangolare che gli permette di rimuovere blocchi stradali anche molto pesanti, cosa che invece danneggerebbe gravemente moltissimi altri mezzi in dotazione ai reparti mobili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pagina ufficiale sul sito della Polizia di Stato, su poliziadistato.it. URL consultato il 13 agosto 2012.
  2. ^ a b Decreto 11 febbraio 1986 (PDF), su silpcgilroma.it. URL consultato il 13 agosto 2012.
  3. ^ Nota ministeriale riforma reparti mobili 2012 (PDF), su sap-nazionale.org. URL consultato il 13 agosto 2012.
  4. ^ Bozza decreto ministeriale riforma reparti mobili 2012 (PDF), su sap-nazionale.org. URL consultato il 13 agosto 2012.
  5. ^ Elvira Scigliano, Poliziotti in piazza: «Noi riconoscibili mentre si nasconde chi usa violenza», in il Mattino di Padova, 27 novembre 2012.
  6. ^ Ministero dell'Interno - Servizio per i reparti speciali, su interno.it. URL consultato il 13 agosto 2012.
  7. ^ Il reparto di Senigallia e quello di Taranto sono diretti da un vice questore aggiunto
  8. ^ il funzionario più alto in grado, o più anziano dopo il dirigente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]