CDP Equity

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CDP Equity
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione2011
Sede principaleMilano
GruppoCassa Depositi e Prestiti
Persone chiave
  • Giovanni Gorno Tempini, Presidente
  • Pierpaolo Di Stefano, Amministratore Delegato
SettoreHolding di partecipazioni
Dipendenti39 (2016)
Sito webwww.cdpequity.it

CDP Equity è una società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti.

La società - in precedenza denominata Fondo Strategico Italiano - è un investitore di lungo periodo che acquisisce quote, prevalentemente di minoranza, in imprese di “rilevante interesse nazionale”, in situazione di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale e che abbiano adeguate prospettive di redditività e di sviluppo, idonee a generare valore per gli investitori. Cdp Equity dispone di un capitale sottoscritto e versato pari a 4,4 miliardi di euro. È controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti.

Il 31 marzo 2016 l’Assemblea dei Soci di Fondo Strategico Italiano Spa ha ridenominato la società da "Fondo Strategico Italiano Spa" a "CDP Equity Spa".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Fondo Strategico Italiano ("FSI") nasce nel 2011 per iniziativa del Ministro Giulio Tremonti, con il Decreto Legge n. 34 del 31 marzo 2011 (convertito in legge con la Legge 75 del 26 maggio 2011) al cui articolo 7 si prevede che Cassa Depositi e Prestiti possa assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese (e che risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività).

Tale provvedimento fu adottato in un momento storico in cui una serie di aziende italiane furono acquisite da concorrenti francesi (Bulgari da LVMH, Parmalat da Lactalis, Edison da EDF[1][2]), motivo per cui si avvertì l'esigenza di una normativa che avesse come obiettivo la protezione delle imprese italiane dalle aggressioni estere, sulla scorta di quanto fatto in Francia nel dicembre 2008 con la creazione del Fond Strategique d'Investissement (Fsi)[3][4][5].

I primi investimenti sono stati deliberati nel maggio 2012 e sussistono nell'acquisizione del 46,2% di Metroweb S.p.A., operante nel settore delle telecomunicazioni in fibra ottica, con un esborso di 200 milioni di euro (che potrebbero divenire 500 in futuro) nonché del 25% di Kedrion, attiva nel settore dei plasmaderivati, con un impegno di 150 milioni di euro[6].

Il 19 novembre 2012 FSI e Qatar Holding LLC hanno pariteticamente dato vita a IQ Made in Italy Investment Company SpA, joint venture da 300 milioni di euro (che diventeranno 2 miliardi) che intende investire nelle società italiane che operano nel settore food, fashion & luxury, furniture & design, turismo, lifestyle & leisure[7].

Nel marzo 2013 Banca d'Italia entra in FSI con una quota del 20%, attraverso il conferimento del 4,48% detenuto in Assicurazioni Generali. Tale partecipazione è stata ceduta fra il 2014 e il 2015, generando un ritorno complessivo dell'investimento di circa il 31%, al lordo delle imposte.

Nel dicembre 2013 FSI acquista per 659 milioni di euro l'84,84% di Ansaldo Energia, con un'opzione per l'acquisto del 15% per un controvalore di € 147 milioni[8][9]. Nel dicembre 2014 una quota del 40% viene ceduta a Shanghai Electric Corporation, con un valore di realizzo pari a € 400 milioni a fronte di un esborso per l'acquisto di € 311 milioni.

A gennaio 2014, viene siglata l'entrata di FSI nel capitale di Valvitalia, con l'acquisto del 49,5% per 151 milioni di euro, tramite un Prestito Obbligazionario Convertibile[10][11].

Dal 1º luglio 2014, FSI e Kuwait Investment Authority hanno siglato un accordo da € 2,185 miliardi[12], volto alla creazione della società FSI Investimenti, partecipata da FSI al 77,12% e da KIA con il 22,88%. FSI ha conferito le partecipazioni detenute all'epoca in portafoglio, valutate € 1,185 miliardi (ad esclusione della partecipazione in Assicurazioni Generali e del 40% di Ansaldo Energia, oggetto di cessione a Shanghai Electric Company), più 500 milioni di euro, mentre KIA ha versato € 500 milioni[13][14][15].

Il 28 ottobre 2015 Fondo Strategico Italiano sigla un accordo con ENI grazie a cui rileva il 12,5% del capitale di Saipem per un impegno di capitale di € 903 milioni.[16][17][18]

Il 31 marzo 2016 l'Assemblea dei Soci di Fondo Strategico Italiano SpA ha ridenominato la società da Fondo Strategico Italiano SpA a CDP Equity SpA e tutte le partecipazioni del vecchio Fondo Strategico Italiano sono oggi possedute e gestite da CDP Equity e da suoi veicoli.

È stata inoltre costituita FSI SGR SpA, società con l'obiettivo di effettuare investimenti di capitale di rischio per supportare i piani di crescita di aziende medio-grandi e con significative prospettive di sviluppo.

Il 5 agosto 2016 la Banca d'Italia ha deliberato di esercitare il diritto di recesso dal capitale di CDP Equity per la quota rappresentata dalle azioni privilegiate, pari al 13% del capitale della società, e da quelle ordinarie, pari al 7%. A fronte della completa uscita dal capitale, a Banca d’Italia verrà liquidato un importo complessivo di circa 969 milioni di euro.[19]

Perimetro e criteri di investimento[modifica | modifica wikitesto]

CDP Equity opera acquisendo quote prevalentemente di minoranza in imprese di rilevante interesse nazionale, che siano in equilibrio economico-finanziario e presentino adeguate prospettive di redditività e sviluppo.

Sono considerate di “rilevante interesse nazionale” (così come previsto nel decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 3 maggio 2011, abrogato e sostituito dal decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 2 luglio 2014), le imprese che operano nei seguenti settori: difesa; sicurezza; infrastrutture; trasporti; comunicazioni; energia; assicurazioni e intermediazione finanziaria; ricerca e innovazione ad alto contenuto tecnologico; pubblici servizi; turistico-alberghiero; agroalimentare e della distribuzione; gestione dei beni culturali e artistici. Al di fuori di tali settori, sono considerate di “rilevante interesse nazionale” anche le imprese che cumulativamente presentino un fatturato annuo netto non inferiore a 300 milioni di euro e un numero medio di dipendenti non inferiore a 250 unità. La dimensione può essere ridotta del 20%, fino a 240 milioni di euro di fatturato e 200 dipendenti, nel caso di società le cui attività siano rilevanti in termini di indotto e producano benefici per il sistema economico-produttivo nazionale, anche in termini di presenza di stabilimenti produttivi sul territorio.

Sono altresì di rilevante interesse nazionale le società che, seppur non costituite in Italia, operino nei settori di cui sopra e dispongano di società controllate o stabili organizzazioni nel territorio nazionale che cumulativamente presentino un fatturato annuo netto non inferiore a 50 milioni di euro e un numero medio di dipendenti non inferiore a 250 unità.

Criteri di investimento:

  • Aumento dimensione e internazionalizzazione: focus su target con potenziale di crescita, anche tramite operazioni di trasformazione;
  • Orizzonte temporale di lungo termine: la struttura societaria di CDP Equity in società per azioni è coerente con il supporto di progetti industriali di lungo periodo, con rendimenti di mercato (in funzione dei diversi settori merceologici di riferimento);
  • Preferibilmente capitale primario: aumenti di capitale per crescita dimensionale delle aziende e leva moderata. CDP Equity può investire acquisendo quote di azioni esistenti (tramite una struttura in secondario) se un investimento non è perseguibile tramite una struttura in aumento di capitale, ma la società presenti caratteristiche di crescita e di sviluppo che verrebbero valorizzate a seguito della stabilizzazione dell'azionariato tramite l'ingresso di CDP Equity;
  • Quote prevalentemente di minoranza con governance attiva: in coerenza con il concetto dell’investitore-non gestore con visione paziente di medio-lungo periodo;
  • Dimensione investimenti: al fine di una corretta gestione del rischio e un adeguato monitoraggio delle partecipate, CDP Equity considera generalmente investimenti di importi minimi di 50-100 milioni di euro, prevedendo adeguati limiti massimi di concentrazione per singolo settore in relazione al capitale disponibile (salvo eventuali eccezioni, previa approvazione da parte degli organi deliberanti).

Con riferimento alle aziende in portafoglio, dato il suo orizzonte temporale di lungo periodo e la sua missione di investimento, CDP Equity partecipa alla governance societaria definendo accordi con gli altri azionisti con l’obiettivo di: (i) assicurare un adeguato livello di rappresentatività ed una governance attiva; (ii) assicurare un flusso informativo costante; (iii) individuare opzioni di valorizzazione e liquidazione dell’investimento a condizioni di mercato.

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016 le risorse investite da CDP Equity (direttamente o indirettamente) risultano pari a circa 2,7 miliardi di euro, di cui circa 0,2 miliardi di euro relativi ad impegni. Nel dettaglio sono le seguenti:

Bilancio 2016[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016, Cdp Equity SpA ha un patrimonio di € 3.318.150.527 ed ha riportato una perdita di € 185.607.134, rispetto all'utile di € 110.049.990 al 31 dicembre 2015.

A oggi, Cdp Equity conta 40 dipendenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ repubblica.it
  2. ^ ilsole24ore.com
  3. ^ oipamagazine.eu Archiviato il 14 settembre 2016 in Internet Archive.
  4. ^ newsimprese.it Archiviato il 12 maggio 2012 in Internet Archive.
  5. ^ ilsole24ore.com
  6. ^ fondostrategico.it Archiviato il 30 giugno 2014 in Internet Archive.
  7. ^ fondostrategico.it Archiviato il 29 novembre 2012 in Internet Archive.
  8. ^ repubblica.it
  9. ^ fondostrategico.it Archiviato il 25 gennaio 2014 in Internet Archive.
  10. ^ ilsole24ore.com
  11. ^ firstonline.it
  12. ^ fondostrategico.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  13. ^ fundspeople.it
  14. ^ infomedi.it[collegamento interrotto]
  15. ^ esteri.it
  16. ^ Eni: Fsi (Cdp) entra in Saipem con il 12,5%, in First online, 28 settembre 2015. URL consultato il 28 ottobre 2015.
  17. ^ Saipem, Fsi rileva 12,5% capitale da Eni, in ANSA, 28 settembre 2015. URL consultato il 28 settembre 2015.
  18. ^ Saipem, Eni: Da cessione quota Fsi e rimborso crediti -5.1 mld debito, in LaPresse, 28 settembre 2015. URL consultato il 28 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2015).
  19. ^ Comunicato stampa di Banca d'Italia: Avvio procedura di recesso dal capitale di CDP Equity S.p.A

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su cdpequity.it. URL consultato il 26 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2016).