Cattedrale di Sessa Aurunca

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Santi Pietro e Paolo
Sessa Aurunca02.jpg
Prospetto frontale e porticato
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàSessa Aurunca-Stemma.png Sessa Aurunca
ReligioneCattolica
TitolarePietro apostolo e Paolo di Tarso
Diocesi Sessa Aurunca
Consacrazione1183
Stile architettonicoRomanico cassinese
Inizio costruzioneXI secolo
CompletamentoXVIII secolo

Coordinate: 41°14′11.4″N 13°56′06.72″E / 41.2365°N 13.9352°E41.2365; 13.9352

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è il duomo di Sessa Aurunca e cattedrale della diocesi omonima.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu iniziata la costruzione da probabili maestranze di scuola Casauriense (vedi portico dell'abbazia di S. Clemente a Casauria costruito tra il 1176 e il 1180) nel 1113 riutilizzando in parte materiali provenienti da antichi edifici d'epoca romana, e consacrata nel 1183; l'aspetto esterno attuale fu raggiunto nella prima metà del XIII secolo con l'aggiunta del portico e del finestrone posto nella parte alta della facciata. L'interno invece, eliminato il soffitto a capriate già nel Duecento, rimase romanico fino a metà del Settecento quando il vescovo Francesco Caracciolo d'Altamura decise di ammodernarlo secondo i gusti e lo stile dell'epoca, ossia il barocco.

Nel luglio del 1929 papa Pio XI la elevò alla dignità di basilica minore[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Visuale notturna
Interno della cattedrale
Scultura dalla facciata: una leonessa che un tempo doveva sorreggere una colonna

La facciata è caratterizzata da un grande portico che ne copre quasi completamente la visuale. La parte alta termina con un timpano con archetti pensili al cui interno è un oculo in marmo. Nella parte sottostante è inserita la finestra delimitata da una edicola composta da due colonne, entrambe sorrette da leoni e terminanti con buoi: nell'edicola è inserito un bassorilievo raffigurante l’Agnus Dei.

Il portico sottostante è a tre arcate suddivise da pilastri a cui sono addossate colonne di diversa grandezza e fattura. Tutto il portico è animato da una ricca decorazione scultorea; in particolare l'arcata centrale ogivale è contornata da rilievi marmorei con episodi tratti dalla vita dell'apostolo Pietro, mentre nell'arcata di destra, a tutto sesto come quella di sinistra, vi sono dei plutei con episodi tratti dal Genesi.

Nel portico si aprono tre portali. Nella lunetta della porta centrale è inserito un bassorilievo raffigurante Cristo tra i santi Pietro e Paolo su sfondo cosmatesco; la lunetta è poi impreziosita da rilievi marmorei con la raffigurazione di episodi dell'antico testamento. Ai lati del portale centrale sono collocate due sculture, che un tempo dovevano reggere due colonne, raffiguranti una leonessa e un leone.

I muri perimetrali delle navate sono costruiti con grossi blocchi quadrangolari di calcare probabilmente provenienti dalla pavimentazione del foro della Suessa romana.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della cattedrale è a tre navate suddivise da colonne romane con capitelli corinzi (di spoglio) e medioevali (18 in tutto). Di quell'epoca rimangono anche il pavimento cosmatesco del XII secolo, l'ambone e il candelabro per il cero pasquale. La controfacciata è oggi occupata dall'organo sospeso su una balconata sorretta da colonne antiche, il cui parapetto è composto da resti di un secondo ambone smontato.

Il pezzo artistico più pregiato di tutta la cattedrale è l'ambone, molto simile a un pulpito, edificato, come dice una iscrizione, durante il vescovado di Pandolfo tra il 1224 e il 1259. Esso è costituito da sei colonne di granito che poggiano su altrettanti leoni marmorei e con capitelli finemente lavorati. Le colonne sorreggono, tramite archi, la cassa dell'ambone costituita da lastre mosaicate, dove sono raffigurati elementi simbolici, vegetazione, sfondi dorati, uccelli e altri animali. Tutta la composizione è poi arricchita da figure umane: in particolare si notano due figure femminili, in posizione di cariatidi, ai lati dell'arco centrale; e le figure di profeti dell'antico testamento; la figura di un uomo avvolta da un serpente e afferrato per la testa da un'aquila.

Accompagna l'ambone il candelabro del cero pasquale. La colonna tortile è interrotta da tre fasce con bassorilievi: in quella inferiore sono scolpite figure umane in festa; nella fascia mediana la figura del vescovo che benedice il diacono prima che questi canti l'inno dell’Exultet durante la veglia pasquale; nella fascia superiore sono raffigurati Gesù con gli apostoli Pietro e Paolo e il santo martire di Sessa Aurunca, Casto.

Nella cattedrale di Sessa Aurunca assume un posto di rilievo l'attività dello scultore Pellegrino o Peregrinus, che su modelli romanici innesta anch'egli i nuovi modi del naturalismo protogotico nelle varie realizzazioni plastiche degli arredi interni. Vedi ambone e candelabro del cero pasquale (dove compare la firma dell'artista), Storie di Giona, il Discorso di Ninive, Giona espulso dalla balena.

Nella cappella barocca del Santissimo Sacramento si può ammirare la tela di Luca Giordano, raffigurante la Comunione degli Apostoli.

Al di sotto del presbiterio è la cripta, sostenuta da venti colonne di spolio, con pavimento in mosaico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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