Cattedrale di San Lorenzo (Perugia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cattedrale metropolitana di San Lorenzo
Duomo di perugia 02.jpg
Veduta dalla centrale Piazza IV Novembre
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Località Logocomuneperugia.png Perugia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Lorenzo martire
Diocesi Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Consacrazione 1569
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1345
Completamento 1490

Coordinate: 43°06′45″N 12°23′20″E / 43.1125°N 12.388889°E43.1125; 12.388889

La cattedrale di San Lorenzo è il principale edificio religioso di Perugia, in Umbria.

È la cattedrale metropolitana dell'Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Sin dall'istituzione della diocesi, Perugia ebbe una cattedrale in varie locazioni, sino a quando, tra il 930 ed il 1060, un primo edificio venne costruito lungo il transetto dell'attuale cattedrale. La chiesa odierna, inizialmente chiamata Cattedrale di San Lorenzo, risale ad un progetto del 1300 di Fra Bevignate[1]. L'edificio venne iniziato nel 1345. Ripresi i lavori nel 1437[2] la chiesa venne completata nel 1490.

Nel 1569 venne ufficialmente consacrata[3] e nel XVII venne sopraelevata[4] dell parte in laterizi che ancor oggi si vede ad di sopra delle pareti esterne.

La decorazione esterna, una trama geometrica di rombi in marmo rosa e bianco (prelevati dalla Cattedrale di Arezzo) non fu mai completata, ed occupa oggi solo la parte inferiore della fiancata. La decorazione degli interni venne completata nel diciottesimo secolo con l'aggiunta di pitture, stucchi, dorature e marmi.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata laterale

Diversamente dall'usuale, la cattedrale di Perugia ha la fiancata laterale rivolta verso la piazza principale della città, affacciata sulla Fontana Maggiore e sul Palazzo dei Priori. Tale lato è caratterizzato dalla Loggia di Braccio, commissionata da Braccio da Montone nel 1423, una struttura proto rinascimentale attribuita a Fioravante Fioravanti da Bologna. La loggia in precedenza era stata parte del Palazzo del Podestà, poi dato alle fiamme nel 1534. Sotto la loggia è possibile vedere parte di un muro romano, le fondamenta del vecchio campanile e la Pietra della Giustizia, che riporta un'iscrizione del 1264 attraverso la quale il Comune annunciò che tutto il debito pubblico era stato cancellato.

Il fianco laterale, aperto da finestroni gotici e da un portale rinascimentale progettato da Galeazzo Alessi nel 1568 e realizzato in travertino da Ippolito Scalza. A destra del portale è un pulpito quattrocentesco composto da antichi frammenti e mosaici cosmateschi, dal quale predicò San Bernardino da Siena nel 1425 e nel 1427, ed un Crocifisso in legno di Polidoro Ciburri del 1540.

Precede la chiesa una scalinata ove si erge la statua bronzea di papa Giulio III, opera di Vincenzo Danti del 1555. Papa Giulio III fu oggetto della gratitudine cittadina in seguito al ritorno delle magistrature locali, in precedenza soppresse da Paolo III.


La facciata principale
Il portale principale di San Lorenzo, acquarello del 1884

La facciata principale è rivolta verso piazza Danti ed è impreziosita da un portale in stile barocco progettato da Pietro Carattoli nel 1729. Il muro esterno è a vista e si possono scorgere i ganci portanti di un previsto rivestimento in marmo, mai apportato. Il massiccio campanile venne edificato tra il 1606 ed il 1612. All'interno del campanile sono presenti 4 campane: le mezzane sono una del 1449 e una del 1769 di Nicolaus Agostani Perusinus e l'ultima è del 1390 di Iacobus Ienuensis.

Interni[modifica | modifica wikitesto]

L'interno.
Le volte affrescate.

L'interno con pianta a croce latina e divisa in tre navate da pilastri ottagonali, è del tipo a sala, con le volte delle navate di pari altezza (24,9 m). Misura una lunghezza di 68 metri e la navata centrale è larga due volte e mezza le laterali. Sulla parete di controfacciata, sopra il portale, è situata una tela di Giovanni Antonio Scaramuccia del 1616 raffigurante la Vergine fra i patroni della città e i santi Agostino, Domenico e Francesco. Alla sinistra del portale d'ingresso si trova un sarcofago del 1451 del vescovo Giovanni Andrea Baglioni, attribuito ad Urbano da Cortona.

Le volte sono decorate con affreschi e stucchi settecenteschi.

Di notevole pregio è il presbiterio, ove è conservato uno splendido coro ligneo intarsiato da Giuliano da Maiano e Domenico del Tasso (1486-91), danneggiato da un incendio nel 1985.

Nel transetto destro si trovava una pala d'altare di Luca Signorelli, la Pala di Sant'Onofrio, oggi conservata nell'annesso Museo dell'Opera del Duomo.

Cappella dell'Anello[modifica | modifica wikitesto]

In fondo alla navata sinistra è la cappella di San Giuseppe, dedicata al Sacro Anello, la reliquia dell'anello nuziale della Vergine Maria, una pietra verde di calcedonio od onice che venne presa furtivamente a Chiusi dal frate tedesco Winter di Magonza, e donata al vescovo di Perugia nel 1473. Protetta da una cancellata in ferro battuto del 1496-1511 opera di Bernardino e Giacomo di Matteo, la preziosa reliquia, protetta da ben quattordici serrature, viene esposta al pubblico due volte all'anno, in settembre e luglio. Sulla pietra del parapetto della cancellata è incisa la scritta: HAC SACER INTACTAE MATRIS SITUS ANNULUS AEDE QUI DEDIT EST CUSTOS MUNERIS ILLE SUI. La cappella era un tempo decorata da affreschi del Pinturicchio e da un quadro del Perugino, lo Sposalizio della Vergine, sottratto durante l'occupazione napoleonica ed oggi al museo di Caen. Il quadro fu sostituito nel 1825 da una tela di Jean Baptiste Wicar. Nella cappella è inoltre conservato il Reliquario del Sant'Anello, realizzato da Bino di Pietro e Federico e Cesarino del Roscetto, considerato tra i capolavori dell'arte orafa del Rinascimento italiano. Lungo il fianco del muro erano collocati alcuni frammenti dell'Altare della Pietà, realizzato da Agostino di Duccio nel 1473 e demolito nel 1673; si tratta di una pregevolissima opera in bassorilievo, che recentemente è stata restaurata e collocata nel Museo Capitolare adiacente alla cattedrale.

Cappella del Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

In fondo alla navata destra si trova la Cappella del Sacramento, realizzata da Galeazzo Alessi nel 1576, con una pala d'altare raffigurante la Pentecoste di Cesare Nebbia del 1563, il monumento funebre di papa Martino IV, deceduto a Perugia nel 1285, e reliquie di Innocenzo III e Urbano IV. La successiva rientranza conduce alla Cappella del Battistero, decorata da una vista prospettica rinascimentale in marmo di Pietro di Paolo di Andrea da Como (1477). Di fronte ad essa si trova la venerata immagine della Madonna delle Grazie, realizzata da Giannicola di Paolo, un seguace del Perugino. La navata destra termina con la Cappella di San Bernardino, chiusa da un'inferriata del XV secolo. Il suo altare ospita la più importante opera conservata nel duomo, la Deposizione dalla croce di Federico Barocci realizzata tra il 1567 ed il 1569. La tela è considerata tra i capolavori della pittura europea del XVI secolo, ed è l'unica opera del pittore urbinate rimasta in città.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Organo della cattedrale di San Lorenzo a Perugia.

Nella cattedrale vi è un grande organo a canne costruito dalla Pontificia Fabbrica d'Organi Giovanni Tamburini di Crema nell'anno 1967. Lo strumento è a quattro tastiere e pedaliera e le canne sono distribuiti in due corpi diversi: Positivo e Grand'Organo nell'abside, Recitativo e Organo Solo nel transetto sinistro. La trasmissione è elettrica.

Il Museo capitolare della cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo dell'Opera del Duomo di Perugia.
Pala di Sant'Onofrio, Luca Signorelli

Il museo conserva un trittico di Meo da Siena, una Madonna di Andrea Vanni ed un trittico di Agnolo Gaddi, oltre alla già citata notevole Pala di Sant'Onofrio del Signorelli. Conserva inoltre numerosi pregiati manoscritti, alcuni risalenti al X secolo.

Adiacente al museo è la Sala del Dottorato con affreschi raffiguranti papa Giovanni XXII tra gli imperatori Carlo IV e Sigismondo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Umbria", Guida TCI, 2004, pag. 51
  2. ^ "Umbria", Guida TCI, 2004, pag. 51
  3. ^ "Umbria", Guida TCI, 2004, pag. 51
  4. ^ "Umbria", Guida TCI, 2004, pag. 51

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Umbria, Touring Club Italiano, [1926], 1966.
  • Giovanna Chiuini, Francesco Federico Mancini; Simonetta Stopponi, Perugia, Perugia, Electa Editori Umbri, 1993.
  • Francesco Federico Mancini, Giovanna Casagrande, Perugia - guida storico-artistica, Bologna, Italcards, 1994, ISBN 88-7193-608-6.
  • Raffaele Caracciolo (a cura di), Il Santo Anello: leggenda, storia, arte, devozione, Perugia, Comune di Perugia, 2005.
  • Claudia Crisanti, Irene Giannini, Perugia, Milano, Electa, 2007.
  • Raffaele Caracciolo, Iacopo Vagnucci: vescovo e committente d'arte nel secondo Quattrocento, Perugia, Provincia di Perugia, 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]