Duomo di Meißen

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Duomo di Meissen
Meißner Dom
DomzuMeißen Portal.jpg
StatoGermania Germania
LandSassonia Sassonia
LocalitàWappen meißen.png Meißen
ReligioneChiesa evangelica in Germania
TitolareSanti Giovanni Evangelista e Donato
DiocesiChiesa regionale della Sassonia
Stile architettonicoGotico-tedesco
Inizio costruzione1250
Completamento1410

Coordinate: 51°09′58.32″N 13°28′17.4″E / 51.1662°N 13.4715°E51.1662; 13.4715

Il duomo di Meißen, in tedesco Meißner Dom, è una delle cattedrali di stile gotico-germanico più puro ed è una delle chiese sassoni più riccamente arredate e decorate. Fa parte, con il castello di Albrechtsburg, dell'insieme più caratteristico della città vecchia di Meißen, in Germania.

È dedicata ai santi Giovanni apostolo ed evangelista e Donato d'Arezzo.[1] Donato d'Arezzo era patrono dell'antica diocesi di Meißen ed oggi è uno dei patroni della diocesi di Dresda-Meißen.

Dal 1581 è la Arcichiesa (chiesa principale), sede episcopale della Sassonia.

Funzione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della chiesa sta nella tradizione della fondazione della diocesi di Meißen da parte dell'imperatore Ottone I nel 968, che rappresenta di conseguenza il nucleo primario dell'attuale Sassonia, del precedente Margraviato di Meissen. Come cattedrale di questa diocesi essa fino al 1581 fu la chiesa episcopale del vescovo cattolico di Meißen.

Numerosi margravi di Meißen furono mecenati della cattedrale di Meißen. Verso il 1400 fu il margravio Guglielmo I di Meissen, che si adoperò per ottenere la separazione della Chiesa (e della diocesi) di Meißen da quella di Magdeburgo, ma solo il vescovo Johannes IV. riuscì alcuni secoli dopo a sistemare la questione della separazione.

Nel 1581 la cattedrale divenne una chiesa luterana. Oggi essa è la chiesa del vescovo evangelico/luterano del land della Sassonia. La diocesi cattolica di Dresda-Meißen ha dal 1980 la sua cattedrale a Dresda.

L'amministrazione della cattedrale è affidata agli otto canonici del capitolo.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo nel 1835.

La prima Basilica[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della cattedrale ebbe inizio nel 1250 – concepita allora come basilica. Precedentemente al suo posto vi era già stata eretta nel 968, a seguito della costituzione della diocesi di Meißen da parte di Ottone I, una piccola cappella e negli anni dal 1006 al 1073 fu costruita una basilica romanica a quattro torri, che fu elevata a chiesa episcopale.

La cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Verso il 1260 si diede inizio all'effettiva erezione del Duomo come chiesa a sala in stile gotico. Dal 1268 poterono già essere utilizzati il coro e il transetto.

Verso il 1270 fu allestita la grande finestra del coro con trafori e vetrate. Seguirono il completamento della cappella di Maria Maddalena dalla parte orientale del duomo verso il 1280 (oggi usata come museo lapidario), la cappella ottagonale di San Giovanni nel 1291 e la sala del capitolo nel 1297. Dopo di che la costruzione della cattedrale si trascinò per più anni. La navata centrale poté essere ultimata solo verso il 1410. Solo tre anni dopo, nel 1413, la facciata occidentale con le sue due torri risalenti al 1315, fu distrutta da un fulmine.

Per secoli la cattedrale rimase con una sola torre, la cosiddetta Höckrige Turm sul lato orientale, che fu completamente ristrutturata nel 1909. Entrambe le torri, che oggi svettano fino a 80 m di altezza sul lato occidentale, furono erette tra il 1903 e il 1909 in stile neogotico, secondo il progetto dell'architetto di Karlsruhe Carl Schäfer, sotto la direzione dei lavori dell'architetto Joseph Schäffler.[2]

Fürstenkapelle[modifica | modifica wikitesto]

Il margravio Federico I il Bellicoso (regnante dal 1381 al 1428, dal 1423 come Principe Elettore di Sassonia) nel 1425 fece erigere sul lato occidentale la nuova cappella mortuaria dei Wettin (fino ad allora nel monastero di Altzella). La cappella mortuaria dei Principi Elettori mostra una marcatamente adornata volta a crociera, presumibilmente dovuta a Moyses von Altenburg, eretta tra il 1443 be il1446. La bronzea piastra tombale di Federico il Bellicoso, che qui trovò la sua ultima dimora, fu probabilmente realizzata nella fonderia di Norimberga di Peter Vischer il Vecchio. Nella cattedrale si trovano altri 164 monumenti funerari.

Crociera del transetto e cappella di Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

La crociera del transetto possiede dal 1470/71 un'artistica volta. Tra il 1470 e il 1477 Arnold di Westfalia fece realizzare un artistico terzo piano. La sacrestia risale al 1504. Nella Cappella di Giorgio, risalente al 1530, sono inumate le salme del conte Giorgio il Barbuto e della sua sposa Barbara di Polonia. Wolf Caspar von Klengel vi realizzò nel 1677 una volta a stucco.

Arredi e opere[modifica | modifica wikitesto]

Figure di benefattori
Tramezzo con altare
Interno con pulpito, copertura del pulpito e, sullo sfondo, il piano superiore ad ovest
Portale della Cappella dei Principi Elettori
  • Benefattori e figure dei patroni
    Alle dotazioni interne più valide appartengono le grandi sculture dei benefattori, risalenti al 1260, realizzate dall'opera della cattedrale di Naumburg, nella parete nord del coro le immagini dell'Imperatore Ottone I e della sua consorte Adelaide di Borgogna, entrambi fondatori della diocesi di Meißen. Significativi sono anche le rappresentazioni dei santi Giovanni Evangelista e Donato sulla parete interna del coro, così come quelle di san Giovanni Battista, di Maria con il bambino e del diacono Stefano nella cappella di san Giovanni.
  • Tramezzo e inventario
    Il tramezzo o jubé risale al 1260, l'altare tardo-gotico (forse dipinto da un maestro olandese) al XVI secolo, gli stalli del coro al 1529 ed il pulpito in pietra al 1591. I dipinti dell'altare coram populo dinnanzi al tramezzo provengono dall'atelier di Lucas Cranach il Vecchio (realizzati nel 1526 o più presumibilmente verso il 1540; al centro: Crocifissione, sulle ali: Rinvenimento della Croce). Il trittico nella Cappella di Giorgio deve essere stato realizzato di propria mano da Lucas Cranach il Vecchio nel 1534. Dei 30 altari originali della Cattedrale la maggior parte fu vittima della riforma protestante. Il Crocifisso e il candelabro furono realizzati nel 1760 dal modellatore di porcellane Johann Joachim Kändler con porcellane di Meissen.
  • Campane
    La Johannesglocke venne fusa nel 1929 nella città di Apolda da Otto Schilling, in occasione della celebrazione del millennio di Meißens, su progetto di Emil Paul Börner, ex direttore della Manifatture di Porcellana di Meissen. La campana pesa 7.820 kg[3] ed ha un diametro di 220 cm.[4] Vi sono rappresentate scene della Rivelazione, Cristo come giudice del mondo e il Giudizio Universale. La corona a quattro manici è stata guarnita con la rappresentazione dei quattro evangelisti. Nel 1941 la campana venne inviata ad Amburgo per essere fusa, utilizzandone il metallo per scopi militari. Però non giunse mai alla fonderia e dopo la seconda guerra mondiale fu nuovamente installata sulla torre campanaria del duomo di Meißen. Nel 1977 si ruppe un braccio della corona, la campana cadde e si svergolò dal ceppo. Le cause furono i danni ai sostegni provocati da piogge acide e da crepe nella corona, che si erano create durante un bombardamento su Amburgo. Dopo la caduta la campana venne provvisoriamente riappesa senza corona. Nel 2010 la campana venne riparata in loco con un nuovo procedimento termico. Per questo essa dovette essere sospesa solo circa 20 m e non, come usuale per la saldatura, riscaldata a 500 0C, cosicché i costi ammontarono a soli 150.000 Euro. Il primo ufficiale scampanio dopo la riparazione ebbe luogo il 24 dicembre 2010.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

L'organo fu costruito nel 1972 dalla ditta Hermann Eule (Bautzen) ed infine nel 2008 subì una revisione generale.[5]

Sulla mensola occidentale si trova un piccolo organo positivo della ditta Schönefeld di Stadtilm.

Dimensioni della cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

  • Lunghezza della navata centrale: 97,30 m
  • Altezza della navata centrale: 17,80 m
  • Altezza della torre campanaria: (ca.): 81 m

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Caspar Ehlers, Die Integration Sachsens in das fränkische Reich (751–1024). Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2005, zugl.: Würzburg, Univ., Habil.-Schr., 2005, ISBN 3-525-35887-3, p. 95 (=Veröffentlichungen des Max-Planck-Instituts für Geschichte; Bd. 231).
  2. ^ (DE) Carl Schäfer: Denkschrift über die Wiederherstellung des Meissner Domes. In: Centralblatt der Bauverwaltung. Nachrichten der Reichs- und Staatsbehörden, Jg. 22 (1902), Nr. 91, S. 553–557.
  3. ^ (DE) Margarete Schilling: Kunst, Erz und Klang. Die Werke der Glockengießerfamilie Ulrich/Schilling vom 17. Jahrhundert bis zur Gegenwart. Henschel, Berlin 1992, ISBN 3-362-00617-5, S. 224.
  4. ^ (DE) Margarete Schilling: Glocken – Gestalt, Klang und Zier. VEB, Dresden 1988, ISBN 3-364-00041-7, S. 327.
  5. ^ (DE) Zur Dom-Orgel

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(In lingua tedesca salvo diverso avviso)

  • Matthias Donath (Text), Steffen Wirtgen (Fotografie): Der Meissner Dom. Monumente sächsischer Geschichte. 1. Aufl. Sax-Verlag, Beucha 2002, ISBN 3-934544-33-9 (Bildband, 192 S.).
  • Cornelius Gurlitt: Meißen, Dom, In: Beschreibende Darstellung der älteren Bau- und Kunstdenkmäler des Königreichs Sachsen. 40. Heft: Meißen (Burgberg). C. C. Meinhold, Dresden 1920, S. 1 ff.
  • Cornelius Gurlitt: Die Westtürme des Meissner Domes. Wasmuth, Berlin 1902 (Digitalisat)
  • Emil Körner: Was soll aus dem Meißner Dome werden? nach dessen Geschichte und gegenwärtigem Zustande beantwortet. Leipzig 1896 (Digitalisat)
  • Edgar Lehmann, Ernst Schubert: Der Dom zu Meißen. 2. Aufl. Union Verlag, Berlin 1974, 236 S.
  • Heinrich Magirius: Der Dom zu Meißen (Große Kunstführer; Bd. 182). 2., neubearb. Aufl., Schnell & Steiner, München 2001, ISBN 3-7954-1341-9.
  • Hans-Joachim Mrusek, G. Beyer: Drei sächsische Kathedralen. Merseburg, Naumburg, Meißen. 2. Aufl., Verlag der Kunst, Dresden 1981, 407 S. - in der Bundesrepublik Deutschland zeitgleich erschienen unter dem Titel Drei deutsche Kathedralen - Merseburg - Naumburg - Meissen. Wiesbaden 1981, ISBN 3-921452-16-3
  • Helga Wäß: Meißen – Die Grabmonumente des Mittelalters. Kat. Nr. 568–637. Dies.: Form und Wahrnehmung mitteldeutscher Gedächtnisskulptur im 14. Jahrhundert. Edition Tenea, Berlin 2006, ISBN 3-86504-159-0 (zugl. Dissertation, Universität Göttingen 2001), Bd. 2, S. 403–428, mit zahlr. Abb.
  • Ein Beitrag zu mittelalterlichen Grabmonumenten, Epitaphen und Kuriosa: Ein Beitrag zu mittelalterlichen Grabmonumenten, Epitaphen und Kuriosa in Sachsen, Sachsen-Anhalt, Thüringen, Nord-Hessen, Ost-Westfalen und Südniedersachsen.
  • Katalog ausgewählter Objekte vom Hohen Mittelalter bis zum Anfang des 15. Jahrhunderts.

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