Cattedrale di Fabriano

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Basilica cattedrale di San Venanzio Martire
Cattedrale di San Venanzio (Fabriano), 01.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneMarche
LocalitàFabriano
Coordinate43°20′06.72″N 12°54′15.7″E / 43.3352°N 12.90436°E43.3352; 12.90436
Religionecattolica di rito romano
TitolareSan Venanzio di Camerino
Diocesi Fabriano-Matelica
Consacrazione1663
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXI secolo
CompletamentoXVII secolo

La cattedrale di San Venanzio è la chiesa principale di Fabriano e cattedrale della diocesi di Fabriano-Matelica. Nel marzo del 1963 papa Giovanni XXIII la elevò alla dignità di basilica minore.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Incerte sono le origini della cattedrale fabrianese. Essa è menzionata per la prima volta nei documenti nel 1047, quando un nobile locale donava una casa alla chiesa di san Venanzio, che era in costruzione nel castello di Poggio (quae fabricatur in castro Podii). Importante è la data del 1253, anno in cui il vescovo Guglielmo trasferiva in san Venanzio il battistero, erigendo così il luogo a chiesa madre della città. Accanto alla chiesa sorsero varie istituzioni di pietà e di culto, tra cui le confraternite del Santissimo Sacramento, dei Disciplinati, del Suffragio, oltre che un ospedale. L'edificio subì significativi ampliamenti sotto la direzione del priore capitolare Gioioso Chiavelli nella seconda metà del XIV secolo: si devono a quest'epoca la costruzione dell'abside e della tribuna. A metà del XV secolo la città passò sotto la protezione del papato: papa Niccolò V soggiornò a Fabriano con la sua corte.

Agli inizi del XVII secolo, sulla spinta delle idee riformistiche, la chiesa fu ricostruita dall'architetto urbinate Muzio Oddi (1607-1617). A questa fase risale la pregevole decorazione interna con stucchi del ticinese Francesco Selva. Della fabbrica trecentesca, invece, la cattedrale conserva l'abside poligonale, il chiostro e la cappella di San Lorenzo affrescata da Allegretto Nuzi (1360 ca.). Il nuovo edificio fu consacrato nel 1663.

Con l'elevazione della città a diocesi, nel 1728, la chiesa fu elevata al rango di cattedrale. Ultimo intervento alla struttura fu l'abbattimento, per ragioni di stabilità, del campanile nel 1825, seguìto dalla costruzione dell'attuale su disegno di Ermogaste Bonfili.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Esterno dell'abside e campanile

La chiesa cattedrale di Fabriano è situata nell'omonima piazza, nella parte alta della città.

La facciata della chiesa, che ha una struttura a salienti, è in mattoncini; la parte centrale, molto più ampia e più alta delle due parti laterali, è suddivisa in due fasce sovrapposte da un cornicione marmoreo scolpito ed, in alto, termina con un frontone privo di decorazioni. Al centro della fascia superiore, un finestrone ad arco; in quella inferiore, invece, tre portali, dei quali quello centrale con timpano triangolare sorretto da due semicolonne. La facciata è decorata con lesene doriche nella fascia inferiore, ioniche in quella superiore.

L'abside della cattedrale, risalente alla seconda metà del XIV secolo, esternamente è in stile gotico. La parte inferiore, con parato murario in grandi blocchi di pietra bianca, presenta undici arcate cieche ogivali e, all'interno dell'arcata centrale, un'edicola gotica. La parte superiore, invece, è incompiuta. Al lato dell'abside si trova il campanile, costruito nel XIX secolo su progetto di Ermogaste Bonfili.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno

L'interno della cattedrale è a croce latina con navata unica in cui si aprono dieci cappelle laterali a pianta rettangolare coperte con volta a botte cassettonata, cinque per ogni lato. Queste furono realizzate nell'ambito dei restauri della prima metà del XVII secolo ed ogni cappella ha un proprio altare ed è delimitata da una balaustra marmorea. La navata è illuminata da grandi finestroni rettangolari ed è coperta con volta a vela. Nei due bracci del transetto sono state ricavate due cappelle, dedicate una a San Giovanni Battista (transetto di destra), l'altra al Santissimo Sacramento (transetto di sinistra), entrambe decorate con affreschi di Giuseppe Bastiani.

Il presbiterio si sviluppa all'interno della profonda abside, ed è sopraelevato di alcuni gradini rispetto al pavimento della navata. Al centro, si trova l'altare maggiore con paliotto costituito da decorazioni geometriche in marmi policromi. Alle sue spalle si trova un antico crocifisso. Lungo il perimetro dell'abside si trovano gli stalli lignei del coro e, sulla destra, la cattedra vescovile.

Lapide che ricorda la visita di Papa Giovanni Paolo II

Alcuni lavori compiuti nei secoli hanno creato tra le absidi antiche e quelle nuove alcune intercapedini che ospitano antichi affreschi trecenteschi della Scuola di Fabriano[2].

La Cappella di San Lorenzo – a cui si accede passando attraverso uno stallo aperto nel coro ligneo dell’abside – custodisce gli affreschi di Allegretto Nuzi dedicati alla Vita di San Lorenzo (secondo il racconto di Jacopo da Varagine), probabilmente databili al 1365. Oltre alla Vita di San Lorenzo, Allegretto Nuzi dipinse per questa cappella un altro importante affresco, la Madonna con Bambino e San Venanzio.

Dalla sacrestia della Cattedrale si accede, in modo più agevole, alla Cappella della Santa Croce, divisa in due stanze. La prima è ornata dagli affreschi di un pittore folignate, Giovanni di Corraduccio. Si tratta di una Crocefissione e di una Sant’Elena in Preghiera. Il secondo ambiente contiene opere del cosiddetto Maestro di San Verecondo, il Martirio di San Giovanni Evangelista ed un San Francesco, e inoltre, nell’ultimo interstizio della saletta, ancora Allegretto Nuzi con una Crocefissione.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Nella cattedrale si trova l'organo a canne Mascioni opus 778. Lo strumento è stato costruito nel 1959 ed è alloggiato in due antiche casse lignee scolpite, situate sulle due cantorie ai lati del presbiterio; la consolle, invece, è posta a lato dell'altare maggiore. A trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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