Cattedrale di Aix

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Cattedrale di San Salvatore
Cathédrale Saint-Sauveur
Aix-en-Provence Cathedrale Saint-Sauveur 1 20061227.jpg
Stato Francia Francia
Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Località Aix-en-Provence
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Aix
Stile architettonico romanico, gotico
Inizio costruzione XII secolo
Completamento XVI secolo
Sito web

Coordinate: 43°31′55″N 5°26′50″E / 43.531944°N 5.447222°E43.531944; 5.447222

La cattedrale di San Salvatore (in francese: Cathédrale Saint-Sauveur d'Aix-en-Provence) è il principale luogo di culto cattolico di Aix-en-Provence, nel dipartimento delle Bocche del Rodano. La chiesa, sede del vescovo di Aix, è monumento storico di Francia dal 1840.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale, dopo che una chiesa originaria fu distrutta durante le invasioni saracene, fu costruita nella parte romanica tra l'XI e il XIII secolo e nella parte gotica nel XVI secolo.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale, che racchiude in sé una moltitudine di stili, è lunga 70 metri, larga 46 e alta 20 alla chiave di volta. Nella facciata è possibile vedere la parte nuda della nave romana (XII secolo), il portale recente con copie datate del XIX secolo e la parte superiore gotica con sette sculture (XVI secolo). Il telaio delle porte in noce, sono state scolpite (1505) dai fratelli di Aix, Raymond e Jean Bouilly, mentre le raffigurazioni di Isaia e Geremia (porta destra), Ezechiele e Daniele (porta sinistra), sono dello scultore di Tolone Jean Guiramand. La facciata è fiancheggiata sul lato nord da una torretta incompiuta. Intorno alla cattedrale ma in adesione, sono poi stati costruiti la residenza degli arcivescovi, il chiostro romanico e il campanile (1425).

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Nei pennacchi della cupola della navata romanica sono presenti quattro sculture della metà del XII secolo che rappresentano i quattro simboli degli Evangelisti con iscrizioni latine.

Tra le cappelle si nota la cappella dei Santi Cosma e Damiano (XVI secolo) nella quale sono presenti il sarcofago del santo di Aix, Saint Mitre, due leoni in marmo provenienti dalla tomba d'Hubert de Vins, due sculture di Charles Desbordes, e delle colonnette con capitelli di marmo dell'oratorio di San Saverio.

Dalla cappella si accede al battistero, costruito a cavallo del V e VI secolo, coronato in forma ottagonale (1579) dal canonico Jean de Léone, con una cupola sostenuta da colonne d'epoca romana. La vasca è di epoca merovingia, sotto le lastre del pavimento sono collocate le sepolture di canonici e arcivescovi. Nella nicchia a sudovest pittura murale dell'inizio del XIII secolo raffigurante la veste di Santa Chiara e il Lunedì delle Palme, nelle sette nicchie quadri dei sette sacramenti (1846-49) di sette diversi pittori avignonesi: Jean-Baptiste Martin, Joseph Richaud, Joseph Gilbert, François Latil, Antoine Coutel, Alphonse Angelin e Léontine Tacussel.

Nella cappella di Sant'Anna, si nota l'altare degli Aygosi in pietra (1470 ca.) dello scultore Audinet Stéphani, che comprende la tavola sormontata da un falso tabernacolo, un tabernacolo con la figura di Cristo e un retablo in pietra con sei figure e il Cristo in croce che lo domina.

Nell'abside si nota il decoro neogotico (1857-62) del pittore Revoil e le vetrate (1860-61) dell'Atelier Didron; ai lati le due cappelle di Nostra Signora della Speranza dell'architetto Laurent Vallon, e la cappella del Corpus Domini, sormontata dall'affresco Trasfigurazione di Cristo (1693) del pittore André Boisson.

Nella cappella di San Lazzaro della navata barocca è presente il capolavoro provenzale noto come Il roveto ardente, trittico dell'artista avignonese Nicolas Froment, ordinato nel 1476 da Renato d'Angiò per accogliere il suo corpo. Il pannello centrale rappresenta la Vergine e il Bambino sul roveto ardente con in primo piano, a destra, Mosè. Gli altri pannelli rappresentano il re e la regina, in posizione di preghiera.

L'interno contiene altre opere d'arte tra le quali spiccano la Trasfigurazione di Saverio di Jean Daret figlio, la Cena di Jean Daret padre, l'Incredulità di San Tommaso di Finsonius, il Trionfo della fede, la Resurrezione di Lazzaro di Christophe Veyrier e diciassette arazzi (XVI secolo) del pittore fiammingo Quentin Metsys.

Interessanti anche altre vetrate dell'Atelier Didron: nel timpano della navata gotica, il Trionfo della fede (1858), nel timpano del transetto sud, la vetrata della Speranza (1863) e, nella cappella del Sacro Cuore, vetrata degli Angeli (1866).

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