Caterina de' Ricci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santa Caterina de' Ricci
Ticciati, S. Caterina abbracciata dal Crocifisso, basilica di s. caterina prato.jpg
Estasi di santa Caterina de' Ricci, bassorilievo di Girolamo Ticciati nella basilica di Santa Caterina de' Ricci a Prato

Vergine

Nascita 1522
Morte 1590
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 1732
Canonizzazione 1746
Ricorrenza 4 febbraio
Attributi Giglio

Caterina (al secolo Alessandra Lucrezia Romola) de' Ricci (Firenze, 23 aprile 1522Prato, 2 febbraio 1590) è stata una religiosa italiana, terziaria regolare domenicana nel monastero di San Vincenzo a Prato, di cui fu anche priora; beatificata nel 1732, fu proclamata santa da papa Benedetto XIV il 29 giugno 1746.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A sei anni suo padre la fece entrare nel vicino convento di Monticelli affinché potesse studiare. Dopo aver passato un piccolo periodo fuori dal convento, all'età di 14 anni si fece domenicana presso il monastero di San Vincenzo a Prato. A 25 anni divenne priora e trascorse il resto della vita al San Vincenzo.

Ebbe una corrispondenza epistolare con tre futuri papi: Marcello II, Clemente VIII e Leone XI. Come esperta di religione e amministrazione, i suoi consigli erano ricercati e ascoltati[senza fonte]: venivano dati sia di persona che per lettera.

Per tutta la vita conservò com preziose reliquie un dito di Girolamo Savonarola, il cerchio di ferro che ne aveva sostenuto il corpo sul rogo e un suo ritratto dipinto da fra Bartolomeo. Le prediche e gli scritti di Savonarola erano le sue letture preferite e lei invitava tutti a meditare sui racconti della vita del frate domenicano. Quando, quasi due secoli dopo, nel corso del processo di canonizzazione, la devozione divenne motivo di opposizione alla sua causa, i difensori ribadirono il pieno diritto di Caterina a prestare a Savonarola un culto privato e a recitarne le preghiere, perché, dopo una santa vita, il Savonarola aveva ricevuto in articulo mortis i sacramenti della Chiesa, accettando l'indulgenza plenaria del papa, il che induceva a credere che godesse della salvezza eterna[1].

Morì nel 1590, dopo una lunga malattia.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Le reliquie della santa, nella Basilica di Santa Caterina de' Ricci a Prato

Caterina fu canonizzata da Benedetto XIV nel 1746. La festa liturgica è stata fissata per il giorno 4 febbraio (il 2 infatti è la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, nota come Candelora).

È patrona titolare della congregazione delle suore domenicane di Upper Darby.

Leggende devozionali[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda devozionale le sue meditazioni sulla passione di Gesù erano talmente profonde da cominciare a sanguinare, come frustata, e un anello di corallo appariva nei momenti di preghiera al suo dito, a simbolo del suo matrimonio con Cristo. Caterina fu dedita alla preghiera fin dalla gioventù.

Sempre secondo la leggenda, indossava una catena di ferro ruvida al collo, come forma di auto-punizione ed ebbe le stigmate, che emanavano una misteriosa luce che a volte era così forte da diventare accecante.

Uno dei miracoli documentati durante la canonizzazione fu una sua apparizione a migliaia di chilometri dal luogo dove ere fisicamente situata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ * Ivan Cloulas, Savonarola, Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1998, ISBN non esistente.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN76581132 · ISNI (EN0000 0000 8070 2838 · LCCN (ENnr95038132 · GND (DE119266059 · BNF (FRcb14813716b (data) · CERL cnp00551532