Castello di Soncino

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Rocca Sforzesca di Soncino
Rocca ovest.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
Stato attualeItalia Italia
CittàSoncino-Stemma.png Soncino
Coordinate45°23′50.85″N 9°52′18.08″E / 45.397459°N 9.871688°E45.397459; 9.871688Coordinate: 45°23′50.85″N 9°52′18.08″E / 45.397459°N 9.871688°E45.397459; 9.871688
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Soncino
Informazioni generali
TipoCastello romanico
Costruzione1473-1475
CostruttoreComune di Soncino
MaterialeMattoni
Condizione attualeAperto al pubblico
Proprietario attualeComune di Soncino
Visitabile
Informazioni militari
Termine funzione strategica1536
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La Rocca Sforzesca di Soncino, situata a Soncino, in Lombardia, è uno delle più tipiche rocche lombarde dell'area del cremonese, eretto tra il 1473 e il 1475 ed avente un ruolo fondamentale nella difesa dell'area sino al 1536.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Sforza all'interno della Cappella
Veduta da Nord-Ovest

La costruzione dell'attuale rocca[modifica | modifica wikitesto]

La torre circolare costruita all'epoca di Francesco Sforza.

Quando la pace di Lodi del 1454 stabilì definitivamente i confini tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, Soncino e la rocca passarono a quest'ultima entità territoriale.

Fu in quest'occasione che Francesco Sforza fece rafforzare le mura attorno al castello e la rocca stessa, che fu oggetto di richiesta di costruzione nel 1468 da parte dei soncinesi, che espressero il loro desiderio con una lettera indirizzata al duca. Quest'ultimo preferì tuttavia erigervi solamente un nuovo torrione dalla caratteristica forma circolare. Opere significative di manutenzione vennero poi intraprese dal 1471 ad opera di Benedetto Ferrini e Danese Maineri, ingegneri responsabili delle fortezze di Soncino e Romanengo, i quali dal 1473 iniziarono anche i lavori per la costruzione della rocca, sotto la direzione di Bartolomeo Gadio. Dal 1499 la rocca passò ai veneziani ai quali rimase sino al 1509 per poi passare ai francesi e nuovamente agli Sforza. Dal 1535, il ducato di Milano diverrà dominio spagnolo e con esso anche la Rocca di Soncino.

Il passaggio ai nobili Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1536 l'imperatore Carlo V d'Asburgo elevò Soncino a marchesato e lo passò in feudo alla famiglia milanese degli Stampa che lo trasformarono nei secoli successivi sempre più in una residenza e non in un fortilizio militare.

Fu sotto gli Stampa che vennero chiamati i pittori del calibro di Bernardino Gatti e Vincenzo Campi a decorare alcune sale interne del castello, oltre alla cappella che vi venne eretta.

Nel 1876 Massimiliano Stampa, ultimo marchese di Soncino, morì trasmettendo il castello al comune per testamento. Dal 1883, con l'ausilio di Luca Beltrami, il comune iniziò i lavori di restauro al fine di portare la rocca al suo originario splendore, terminando il tutto nel 1895.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso col ponte levatoio della fortezza

Il castello di Soncino è posto in posizione strategica nei pressi dell'abitato, anche se i quattro secoli nei quali è stato usato perlopiù come abitazione l'hanno di molto armonizzato a partire dal suo ingresso che dall'Ottocento si trova inserito in una piazza.

Il portale del castello, un tempo reso accessibile da un ponte levatoio in legno, è stato sostituito dalla fine dell'Ottocento con un rivellino, dà accesso ad una prima corte utilizzata per il movimento delle truppe e pertanto dotata di scale che consentono di avere accesso agli spalti delle mura esterne. L'accesso alla rocca era permesso attraverso due diversi ponti levatoi, uno carrabile e l'altro pedonale. Passato anche il secondo ingresso si giunge al cortile vero e proprio del castello, al centro del quale si trovava un pozzo per garantire il rifornimento d'acqua in caso di assedio e sempre da questo cortile si ha l'accesso alle segrete dei sotterranei.

Tra le torri più rilevanti del complesso (quattro in tutto), vi è indubbiamente la Torre del castellano, così chiamata perché un tempo era la residenza ufficiale del governatore della fortezza e come tale essa poteva essere isolata a sua volta dal resto del complesso in caso di attacco. Essa era collegata al suo interno direttamente con i sotterranei e da qui, attraverso un passaggio segreto, si poteva giungere al fossato e quindi fuggire verso le campagne circostanti. È questa una delle aree decorate in maniera rinascimentale con affreschi e camini a cappa piramidale.

Il cortile interno del castello

La Torre sud-orientale accoglie la cappella del palazzo che venne realizzata come si è detto sotto i marchesi Stampa. Qui si possono ammirare ancora oggi tracce di affreschi di cui il più antico di essi (risalente alla fine del XV secolo), raffigura la Madonna con il Bambino. Sempre qui si trova anche un frammento di affresco rappresentante il leone di San Marco dipinto a ricordo della breve dominazione veneziana della rocca. Opera di rilievo è anche un affresco anonimo rappresentante lo stemma del ducato di Milano affiancato da torce e secchi d'acqua, a simboleggiare il motto personale di Francesco Sforza, "Accendo e spengo" unitamente ad altre imprese araldiche. Il soffitto è decorato con un motivo a pergolato come nel castello sforzesco di Milano.

La Torre circolare è l'unica ad avere questa caratteristica forma. Al livello dei camminamenti presenta una sala rotonda con calotta circolare, al centro della quale si trova un befredo (torretta di vedetta) di forma cilindrica che conduce sul tetto della torre. Sopraelevato rispetto alle altre torri consentiva di essere usato come punto di avvistamento.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 al 2016, ogni 25 aprile, si è svolta una festa chiamata Soncino Fantasy. Durante questo evento, in collaborazione con l'associazione Castrum Soncini, la rocca veniva allestita a tema fantasy medievale, con attori in costume, bancarelle e attività per bambini.

Il primo weekend di ottobre si svolge, ogni anno, Soncino Medievale. Durante questo evento confraternite di rievocazione medievale del XIII secolo in costume vengono invitate per esibirsi in battaglie storiche.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Roddolo, Guida ai castelli d'Italia: origini, architettura e storia, eventi castellani, ospitalità, visita e orari, Piemme, 1996
  • Conti F., Hybsch V. e Vincenti A., I castelli della Lombardia, Novara 1992, v. III p. 76

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