Castello di Rota

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Rota
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.png Roma
ComuneTolfa-Stemma.png Tolfa
Territorio
Coordinate42°08′56″N 12°00′35″E / 42.148889°N 12.009722°E42.148889; 12.009722 (Rota)Coordinate: 42°08′56″N 12°00′35″E / 42.148889°N 12.009722°E42.148889; 12.009722 (Rota)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale00059
Prefisso0766
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rota
Rota

Rota, anche noto come Castello di Rota per la sua struttura difensiva originaria, di cui conserva parte di una torre, è un borgo rinascimentale di origine medievale ma la cui occupazione stabile risale già all'età del bronzo. È oggi una frazione del comune di Tolfa, in provincia di Roma.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Fu feudo della Chiesa e di importanti famiglie romane. Ne furono signori gli Anguillara (XIII secolo), gli Orsini, i Santacroce (che gli diedero l'aspetto attuale) e marchesi (dopo l'erezione a tale dignità da parte di Clemente IX nel 1668) i Baldinotti, i Grillo e i Lepri (XVIII secolo).
La torre risale al XIII secolo mentre il palazzo baronale venne eretto tra il XV e il XVI secolo dalla famiglia Santacroce. Alcuni interventi architettonici sono opera presunta di Martino Longhi il Vecchio e di Troiano Schiratti. A partire dal 1668 il marchese Cesare Baldinotti donò un nuovo aspetto al palazzo coinvolgendo probabilmente l'architetto che già aveva lavorato nella sua residenza romana: Giovanni Antonio De Rossi. La struttura venne ampliata, innalzata di un piano e si realizzò l'attuale facciata. Cesare Baldinotti commissionò anche la decorazione pittorica delle stanze e della cappella del piano nobile. Gli artisti che lavorarono nelle sale in questione, dipingendo sulle volte scene tratte dall'Antico Testamento, probabilmente furono Ludovico e Giacinto Gimignani, entrambi già in contatto con il committente. La decorazione della cappella venne realizzata da Giuseppe Passeri.
Il borgo è stato progettato seguendo i canoni rinascimentali della città ideale come in altri paesi del Lazio nei quali ha operato Antonio da Sangallo il Giovane. La chiesa, eretta a partire dal XVI secolo forse su preesistenti resti, è anch'essa stata affrescata nello stesso periodo del palazzo ed è dedicata a San Girolamo, protettore di Rota e presenta delle linee tipicamente barocche con alcune soluzioni originali. Un arco etrusco fa da cornice al vecchio ingresso del paese, distrutto in parte dai soldati di Napoleone I in rappresaglia all'insurrezione antifrancese di Tolfa.

Il vescovo della diocesi di Nepi e Sutri usava compiere ogni cinque anni una "sacra visita" al paese.

Il centro si trova lungo uno dei rami della via Braccianese Claudia, alla confluenza dei fiumi Verginese e Lenta nel fiume Mignone, in cima ad un blocco tufaceo alla quota di 195 metri s.l.m.

Attualmente la tenuta di Rota, sempre di proprietà dei marchesi Lepri e dei suoi discendenti, come gran parte del territorio dei Monti della Tolfa, è destinata all'allevamento del bestiame bovino e al taglio dei boschi cedui.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Il Borgo di Rota fa parte dei luoghi comuni del cinema italiano, essendo una location pluriutilizzata dalle produzioni nazionali e internazionali (di genere e non)[1].

Tra i vari film si elencano Il sorpasso, Meo Patacca, Mio padre monsignore, C'era una volta, I due toreri, numerosi decamerotici e le serie tv Elisa di Rivombrosa e I Medici[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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