Castello di Montestrutto

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Castello di Montestrutto
Castello di Montestrutto.JPG
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
CittàSettimo Vittone (TO)
Coordinate45°32′24.42″N 7°50′20.19″E / 45.540117°N 7.838941°E45.540117; 7.838941
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Montestrutto
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneIX secolo
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Il castello di Montestrutto è un antico castello situato a Settimo Vittone, vicino a Ivrea, in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si erge intorno ad una torre costruita nel IX secolo a difesa di un vicino monastero benedettino. Nell'XI secolo fu soggetto ai conti imperiali Vescovi di Ivrea sino alla metà del XIII secolo. I signori di Montestrutto dovevano quindi i loro privilegi ed il potere ai conti vescovi di questa città.[1]

Nel XIV secolo passò sotto il dominio dei Savoia e seguì le vicende della potente castellata di Settimo Vittone. Nel XVI secolo fu devastato durante le guerre tra Francesi e Spagnoli e smantellato insieme ad altri castelli dei luoghi dal duca Carlo III di Savoia per motivi strategici a favore della Francia per eliminare tutti gli ostacoli possibili per eventuali passaggi di truppe francesi.[2][3]

Fu ricostruito nel XX secolo in stile neogotico dal generale medico Giacomo Pecco (1821 - 1894) e dal figlio Ferdinando, ingegnere e generale del genio (1864 - 1929) come appare oggi. Fu signoria di varie famiglie nobili, tra queste appaiono gli (H)Enrico, signori e conti di Settimo Vittone.[4] Fino a tempi recenti è stato abitato, a partire dal 1930, dalla famiglia del compositore Rosario Scalero, padre delle traduttrici Alessandra e Liliana Scalero.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il castello sorge in cima a uno sperone roccioso all'imboccatura della Valle d'Aosta, lungo il corso della Dora Baltea. Realizzato in pietra, presenta uno stile neogotico. Fa parte del complesso l'antica chiesa di San Giacomo.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio Vescovile d'Ivrea, cat.II. marzo XII- BSSS vol. 6º, p.150, carta 157.
  2. ^ archivie.is/ygfil.
  3. ^ a b Pietro Ramella, Castelli, torri, borghi e ricetti nel Canavese, Ivrea, 1986, pp. 56-57.
  4. ^ v. Vivant' consegnamenti d'arme piemontesi'.

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