Castello di Hochosterwitz

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Castello di Hochosterwitz
Burg Hochosterwitz
Hochosterwitz 01052004 04.jpg
StatoBanner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svgSacro Romano Impero
AustriaImpero austriaco
Civil ensign of Austria-Hungary (1869-1918).svgImpero austro-ungarico
AustriaCoA-1918.svgRepubblica Austrogermanica
Stato attualeAustria Austria
LandKaernten CoA.svgCarinzia
CittàWappen at st-georgen-am-laengsee.pngSankt Georgen am Längsee
Coordinate46°45′18″N 14°27′13″E / 46.755°N 14.453611°E46.755; 14.453611Coordinate: 46°45′18″N 14°27′13″E / 46.755°N 14.453611°E46.755; 14.453611
Mappa di localizzazione: Austria
Castello di Hochosterwitz
Informazioni generali
TipoFortezza
Costruzione860-1586
Primo proprietarioAustriaCoA-1918.svgPrincipi-vescovi di Salisburgo
Condizione attualeben conservata e restaurata
Proprietario attualeRepubblica d'Austria
Visitabile
[senza fonte]
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Il castello di Hochosterwitz (Burg Hochosterwitz in tedesco) è uno dei più importanti castelli medievali austriaci. Si trova vicino Sankt Georgen am Längsee, nel distretto di Sankt Veit an der Glan, in Carinzia.

Il castello può essere visto da una distanza di circa 30 km in una giornata limpida.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il sito viene menzionato per la prima volta nell'860 in un atto del re della Francia orientale Ludovico II con cui donava alcune sue proprietà al vescovado di Salisburgo; in tale atto il luogo è denominato Astarwitza. Nell'XI secolo il castello divenne un feudo concesso dall'arcivescovo Gebhard di Salisburgo al Casato degli Spanheim in seguito al loro sostegno durante la lotta per le investiture. Nel 1209 i Conti von Spanheim, divenuti intanto duchi di Carinzia, conferirono alla famiglia di Osterwitz la carica ereditaria di coppiere.

Nel suo libro Changes lo psicologo austriaco Paul Watzlawick racconta una leggenda popolare sull'assedio del castello da parte di Margherita di Tirolo. Secondo la leggenda, nota anche al cronista medievale Jakob Unrest e poi al filologo tedesco Jacob Grimm, l'esercito di Margherita fu ingannato e si ritirò quando la guarnigione del castello macellò il suo ultimo bue, lo riempì di frumento e lo lanciò oltre le mura, fingendo di avere ancora tante provviste di viveri da poterli utilizzare come proiettili. La scena è anche descritta nel libro Die häßliche Herzogin Margarete Maultasch di Lion Feuchtwanger.

Nel XV secolo l'ultimo coppiere Georg di Osterwitz fu catturato durante un'invasione turca e morì prigioniero nel 1476 senza lasciare discendenti. Hans Schenk von Osterwitz fu l'unico sopravvissuto della famiglia. Egli aveva un considerevole debito nei confronti dell'imperatore e fu costretto a cedere gli atti del castello per estinguerlo. Così, dopo quattro secoli, il 30 maggio 1478 il possesso del castello tornò nelle mani dell'imperatore Federico III.

Nei trent'anni successivi il castello fu gravemente danneggiato dalle numerose invasioni turche. Il 5 ottobre 1509 l'imperatore Massimiliano I consegnò il castello come pegno a Matthäus Lang, vescovo di Gurk, il quale intraprese un considerevole progetto di restauro per riparare i danni subiti.

Nel 1541 il futuro Imperatore Ferdinando I conferì Hochosterwitz al governatore Christof Khevenhüller. Nel 1571 il conte Georg Khevenhüller acquistò la fortezza. Egli la fortificò a causa della minaccia di invasioni turche nella regione, costruendo un arsenale e 14 porte tra il 1570 ed il 1586.

Dal XVI secolo non sono state fatte modifiche importanti a Hochosterwitz.

Attualmente il castello è in possesso dei Khevenhüller.

Alcune parti del castello sono aperte al pubblico e visitabili ogni anno da aprile alla fine di ottobre.

Ogni porta di accesso al castello ha il suo nome. La prima porta è chiamata Fähnrichtor, la porta degli alfieri, per i due Lanzichenecchi affrescati ai lati sventolanti enormi bandiere a righe giallo e nere e bianco e rosse, in mezzo sta il bassorlievo del Salvatore (1580). La seconda, Wächtertor, la porta del guardiano, è addossata alla parete rocciosa e ha feritoie quadrate dalle quali si poteva sparare solo di sbieco all'ingiù; la terza, Nautor, è una semplice torretta che contribuiva alla difesa della quarta: la Englestor, torre degli angeli, protetta davanti e dietro da burroni che si oltrepassano su passerelle di legno, è l'unica ad avere un sotterraneo utilizzato come dispensa. La settima porta è sovrastata dal rilievo marmoreo del 1580 che ritrae il feudatario Giorgio Khevenhüller, l'ottava e la dodicesima si affacciano su profondi baratri insuperabili senza l'ausilio del ponte levatoio. I portoni delle torri sono architravati o ad arco, sempre con un'insegna o un'immagine religiosa. All'entrata del tredicesimo portone una diramazione sulla destra conduce alla cappella dedicata a San Nicolaus (San Nicola di Bari), all'interno della quale si trova la tomba della famiglia Khevenhüller. Oltre la quattordicesima torre difensiva si entra nel castello la cui corte principale è segnata su due lati da un portico ad arcate con loggiato superiore.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Giornale di Vicenza, L'arsenale nella rocca di Osterwitz, di Cinzia Albertoni, 5 maggio 2017, pag. 53.

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Controllo di autoritàVIAF: (EN240161995 · LCCN: (ENsh2011004256 · GND: (DE7750077-5
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